.
Annunci online

corradoinblog
appunti sicuramente utili a me, a volte anche agli altri,


Home


2 ottobre 2004


Nella saletta del cimitero, stretta e calda, Alessandra ha voluto leggere fra le lacrime questa poesia di Pablo Neruda, che nostro zio Guido ci aveva mandato – a me e a lei, e forse a qualche altro dei suoi nipoti – pochi giorni prima di morire. A ottant’anni, dopo lunga malattia.


Questi due strazianti viaggi a Reggio Emilia, prima per dargli l’ultimo saluto quando era già allo stremo delle forze, poi per il funerale, sono stati qualcosa di più duro del previsto. Tutti, credo, abbiamo uno zio preferito. Io, da piccolissimo, Guido lo chiamavo “mamma”.


Il funerale è vedere molte persone che non vedi da tempo, che hai incrociato in altre epoche e situazioni, che sono in relazione con te solo per il tramite di chi è morto. Ancora di più, se ci sono di mezzo almeno cinque posti, Roma, Reggio, Firenze, Milano, Pieve Tesino.


Il funerale è ritrovare d’improvviso pezzi di passato che avevi messo da parte. Come quella settimana dolcissima a Pieve Tesino, almeno vent’anni fa, passata a passeggiare e parlottare con Alessandra sedicenne, a scalare montagne con Sergio e i suoi figli. In transito per Vienna dove andavo a rincorrere inutilmente i miei amori di allora, ho tergiversato molto perché sentivo che stavo meglio a Pieve.


Il funerale è ritrovarsi e riconoscersi diversi ed uguali dopo vent’anni. Alessandra mi sembra uguale ad allora, sembra che gli anni non siano passati. Ma ha una figlia di quindici anni, come io uno di quattordici. La corrente di confidenza fra noi, titubante e trattenuta come sempre – cugini secondi che si frequentano così raramente – c’è ancora tutta, non può non esserci. E mi da una tristezza infinita. Mi ricorda cosa avrebbe potuto essere e non è stato. Mi rammenta che la vita è tutta una serie di possibilità che non si realizzano, di rinunce ed errori.


È giusto così. Questa tristezza mi da la forza di ripensare a ciò che quel sornione di mio zio è riuscito a trasmetterci, quella sua calma e riservatezza così intensa. La forza di apprezzare anche ciò che è stato: gli occhi di Anna che consola sua madre sono belli e intensi come quelli di mio figlio Michele quando è assorto a guardare qualcosa che lo appassiona.




permalink | inviato da il 2/10/2004 alle 0:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


2 ottobre 2004

Lentamente muore

Lentamente muore

chi diventa schiavo dell'abitudine,

ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,

chi non cambia la marcia,

chi non rischia e cambia colore dei vestiti,

chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,

chi preferisce il nero su bianco

e i puntini sulle "i"

piuttosto che un insieme di emozioni,

proprio quelle

che fanno brillare gli occhi,

quelle che fanno

di uno sbadiglio un sorriso,

quelle che fanno battere il cuore

davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore

chi non capovolge il tavolo,

chi è infelice sul lavoro,

chi non rischia la certezza per l'incertezza

per inseguire un sogno,

chi non si permette

almeno una volta nella vita,

di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,

chi non legge,

chi non ascolta musica,

chi non trova grazia in sé stesso.

Muore lentamente

chi distrugge l'amor proprio,

chi non si lascia aiutare;

chi passa i giorni a lamentarsi

della propria sfortuna o

della pioggia incessante.

Lentamente muore

chi abbandona un progetto

prima di iniziarlo,

chi non fa domande

sugli argomenti che non conosce,

chi non risponde

quando gli chiedono

qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,

ricordando sempre che essere vivo

richiede uno sforzo

di gran lunga maggiore

del semplice fatto di respirare.

Soltanto l'ardente pazienza porterà

al raggiungimento

di una splendida felicità.   




permalink | inviato da il 2/10/2004 alle 0:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia     settembre        novembre
 
 




blog letto 1 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario
Educazione civica
Le BeDe!
Cultura d'impresa?
Libri
Heimat e..
Europa
Tecniche
Sommari
Sion
Marx
Politiche
IX Municipio
Pillole

VAI A VEDERE

iMille, il blog dove scrivo le cose migliori
Musica e Memoria
Coordinamento Roma Ciclabile
Movimentofisso
Sul 77
Per non dimenticare
La mia sezione PD!
TSF Jazz Francia
Amici di Radio 3
Una comunità dell'Ulivo
Vecchie cose: Un isolato da 1,5Kw
Vecchie cose: manutenzione ambientale
Vecchie cose: Wikimille
Vecchie cose: Emenda il Manifesto del PD



Questo blog è on line dal 26 agosto 2004

Credits per la testatina: Vittorio Giardino, Igort, Lorenzo Mattotti


SE VUOI SCRIVERMI:
truffi.pd9[at]gmail.com


In lettura in questi giorni:
Dalla mia libreria:


Qualche pensiero a cui tengo:
Il consenso e le tasse
La politica della coda lunga
Lizzy
Fiaccole
Sion
Jazz o barocco?
Prioritarie 2006
Niente per amore

Orgoglio di padre 2
Titoli, sottotitoli e articoli
Zio Guido
Israele a Londra>
Orgoglio di padre

Licenza Creative Commons
I testi del blog sono sotto una Licenza Creative Commons
.

CERCA