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Diario
5 febbraio 2010
Per fortuna che c'è Stiglitz
I governi hanno contratto molti debiti per salvare il sistema finanziario, le banche centrali tengono i tassi bassi per aiutarlo a riprendersi oltre che per favorire la ripresa. E la grande finanza che cosa fa? Usa i bassi tassi di interesse per speculare contro i governi indebitati. Riescono a far denaro sul disastro che loro stessi hanno creato. permettere al meccanismo di mercato di essere l’unico elemento direttivo del destino degli esseri umani e del loro ambiente naturale e perfino della quantità e dell’impiego del potere d’acquisto porterebbe alla demolizione la società. La presunta merce "forza-lavoro" non può infatti essere fatta circolare, usata indiscriminatamente e neanche lasciata priva d’impiego, senza influire nche sull’individuo umano che risulta essere il portatore di questa merce particolare. Nel disporre della forza-lavoro di un uomo, il sistema disporrebbe tra l’altro dell’entità fisica, psicologica e morale "uomo" che si collega a quest’etichetta… La natura verrebbe ridotta ai suoi elementi, l’ambiente e il paesaggio deturpati, i fiumi inquinati, la capacità di produrre cibo e materie prime distrutta. Infine, l’amministrazione da parte del mercato del potere d’acquisto liquiderebbe periodicamente le imprese commerciali poiché le carenze e gli eccessi di moneta si dimostrerebbero altrettanto disastrosi per il commercio quanto le alluvioni e la siccità nelle società primitive.
In fondo, il problema di oggi è assai semplice: i "mercati" - quella immaginaria entità sovranazionale che secondo alcuni farebbe il bene del mondo - governano e i governi non hanno più alcun potere sostanziale. La democrazia è quindi svuotata dall'economia. Non solo: nel discorso pubblico, anche nel discorso di molti governanti, perfino nel discorso di molti governanti "di sinistra", l'andamento delle borse continua ad essere interpretato come l'indicatore essenziale, anche dopo che la grande crisi mondiale dovrebbe aver scalzato finalmente l'ideologia neolibersita rampante. E del resto, ancora oggi nessuno è stato capace di dire, ad esempio, che le agenzie di rating private, dopo quel che hanno combinato, non dovrebbero più permettersi di valutare il debito degli stati. O se lo fanno, non dovrebbero essere considerate minimamente come fonte autorevole.
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