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10 marzo 2011

Maigret e la riforma della giustizia

Una delle situazioni più ricorrenti nei romanzi di Simenon con Maigret protagonista, è quella nella quale il commissario della polizia giudiziaria si trova in contrasto con il magistrato che, spesso e volentieri, ne ostacola le indagini e pretende che segua o - più spesso - non segua certe piste scomode.

Leggo che uno dei punti della famosa riforma “epocale” della giustizia sia l’indipendenza dalla polizia giudiziaria dal pubblico ministero. Sembrerebbe una scelta che viene incontro ai desideri più riposti di Maigret. Sembrerebbe che, se diamo credito al realismo delle situazioni narrate da Simenon, lasciare i poliziotti agire in libertà, con la loro maggior conoscenza del delinquente di turno, sarebbe davvero una buona cosa.

Però, però....

Però il conflitto quasi sempre scoppia quando il magistrato, uomo appartenente a una classe sociale elevata, si oppone a indagini che rischiano di scoprire i peccati di quella classe, o preferisce proteggere un qualche intoccabile. Il contrasto fra Maigret e il magistrato di turno, insomma, è più che altro un conflitto di classe, sottolineato in tutti i modi dalla caratterizzazione del personaggio del commissario, di origini umili e conoscitore di umili - e di uomini in genere. E sostanziato dalla descrizione di una immutabile realtà nella quale i magistrati sono appunto, classe elevata che esercita la solidarietà di classe.

Fra i tanti cambiamenti della modernità, c’è anche quello che, a partire dagli anni‘70, e certo con gran fatica, ha cambiato provenienza sociale, convinzioni e azione della magistratura. Dai primi “pretori d’assalto” che si occupavano finalmente di salute nei luoghi di lavoro, a quelli che hanno smesso di praticare a priori una “giustizia di classe”, fino all’esplosione (positiva e negativa) di tangentopoli.

E così, paradossalmente, per ripristinare una giustizia “di classe” - nella quale il potere della pubblica accusa è indebolito a favore della difesa privata, e i ermini importanti qui non sono accusa e difesa, ma pubblico e privato, perché la difesa privata è tanto più forte quanto più i lprivato da difendere ha i mezzi economici per farlo - il governo si trova costretto a provare ad attaccare chi, nel passato, era il migliore custode dello status quo.

 

Chi fra i miei 24 lettori (*) desse un’occhiata al badge Anobii,si accorgerebbe della costante presenza dei romanzi gialli di Simenon.

(*) copyriìght Champ




permalink | inviato da corradoinblog il 10/3/2011 alle 9:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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