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25 novembre 2009

Vado al lavoro in bici

Il grande Bikediablo anima da qualche tempo un forum cui non riesco a partecipare per mancanza di tempo - mica si può fare tutto. Però, dato che vado al lavoro in bici tutti i giorni, mi permetto di segnalare un bel logo che ho trovato saltabeccando qua e là sul forum.
Eccolo qua:


E speriamo di diventare sempre più numerosi....


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permalink | inviato da corradoinblog il 25/11/2009 alle 14:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


3 aprile 2008

Sulla nuova tangenziale. Guerre tra poveri?

bikediablo ha commentato lungamente il mio post del 31 marzo sul progetto della nuova tangenziale est. Anche in questo caso, come in quello precedente, è doverosa una risposta circostanziata, anche se non vorrei che si perdesse di vista che la tangenziale est non è il centro del mondo, e che comunque è un'opera, da quello che capisco di queste cose, ben al di là da venire.

Con ordine.
Innanzitutto, mi sembra importante eliminare dalla discussione alcune incomprensioni.
Rispetto al tracciato della nuova tangenziale est, io non confermo niente. Nel senso che non ho informazioni diverse o aggiuntive a quelle pubblicate sul sito del comune di Roma, e a ciò che ho sentito dire in diverse occasioni da Roberto Morassut. A quanto ho capito: (a) nel PRG c'è una previsione di massima, definita appunto come indicativa, della necessità di realizzare la nuova tangenziale e demolire la sopraelevata di San Lorenzo. Infatti il tracciato inizialmente incluso nel PRG è stato in seguito cancellato. (b) La delibera approvata il 23 novembre 2005 approva lo studio di prefattibilità che comparava una soluzione esterna (davvero improbabile, devo dire) con quella della circonvallazione interna sul tracciato del Vallo ferroviario. Lo studio sostiene che la soluzione sul tracciato della ferrovia è migliore sia dal punto di vista ambientale sia da quello trasportistico, ed è inoltre fattibile. (c) Di conseguenza, il documento linkato più sopra elenca gli obiettivi da raggiungere passando dalla prefattibilità al progetto. (d) La Delibera, del resto, specifica che il processo di progettazione richiede "di sottoporre lo Schema di assetto preliminare del progetto Urbano e il progetto preliminare dell’infrastruttura in questione alle procedure di consultazione preventiva dei Municipi interessati, di partecipazione e di pubblicazione previste dall’art. 16 delle N.T.A.". Quindi, i passi successivi devono essere pubblici e contrattati con il Municipio e le comunità locali. Se ciò non avviene, si tratta, puramente e semplicemente, di una grave inadempienza. (e) nei progetti che conosco e nelle cose che ho sentito, non ho mai trovato alcuna indicazione circa le "uscite" del tunnel in corrispondenza di Via Nocera Umbra e Largo Bastia. Questa ipotesi era citata dal commento di Sabina Verna ad un mio precedente post, e io le ho apprese da lei per la prima volta. Ovviamente sono ipotesi plausibili, ma - appunto - non le posso certo confermare io. (f) in conclusione, dai documenti che ho reperito (e che invito a leggere con attenzione) deduco che il tracciato ipotizzato è sostanzialmente parallelo o complanare alla ferrovia da Scalo San Lorenzo all'Appia Antica e oltre, con il vincolo di realizzarlo praticamente tutto in tunnel. Ma non ho trovato evidenze circa la localizzazione delle diverse uscite dal tunnel.


Sull'interesse generale. Io stesso ho detto che il problema è proprio capire se si sposta "il male", come dici tu, da una parte all'altra, oppure se spostando il tracciato "il male", oltre a spostarsi, si riduce complessivamente per tutti.
E qui, sebbene non pretendo affatto di avere certezze in proposito - mi piacerebbe leggere tutto lo studio di prefattibilità, disporre dei calcoli e delle stime, ecc. - la mia impressione continua ad essere la stessa. Ora, tutto il traffico si incaronisce sull'asse sopraelevata - Magna Grecia - Via Cilicia, in superficie, lentissimo, bloccato da numerosi semafori, con le auto che si infilano anche in tutta la viabilità locale circostante, che dovrebbe essere invece usata, appunto, solo come locale (dall'EUR verso San Lorenzo, quanti usano l'alternativa Mura - Via Populonia, incagliandosi poi nelle strettissime stradine dietro Via Gallia, pur di non sorbirsi il semaforo di via Satrico?). E' traffico che, pur andando in direzione perpendicolare rispetto alle direttirici dell'Appia e della Tuscolana, ha effetti anche su di esse, perché fa da "muro" per chi proviene da Piazza Asti (fine di fatto della Tuscolana) o arriva nell'imbuto di San Giovanni.
La costruzione di un tunnel che spostasse chi deve andare verso l'Eur, evitandogli il passaggio sull'attuale strada, in un percorso senza semafori e con pochi svincoli, consentirebbe una maggiore fluidità di traffico e, soprattutto, confinerebbe in modo netto ed evidente il flusso primario (lunghi spostamenti) da quello secondario, la viabilità principale da quella locale. Cosa oggettivamente impossibile ora. E cosa essenziale da tutti i possibili punti di vista. Perché se assumiamo, come è realistico, che non possiamo far sparire le auto molto rapidamente (salvo sperare in una rapidissima fine del petrolio, ma questo è un altro discorso...), allora il criterio base per la realizzazione di un sistema di traffico urbano accettabile è uno solo: la netta separazione dei percorsi di viabilità lunga da quelli locali, dove devono essere realizzate ovunque e in modo esteso zone a traffico lento e ultracontrollato, con sensi unici organizzati in modo da impedire il traffico di transito, ecc.

Resta, evidentemente, aperto il problema dal quale è iniziata tutta questa discussione: la localizzazione delle uscite. Sull'ipotesi di Via Nocera Umbra, ho già espresso la mia forte perplessità: stravolgerebbe quella strada che è attualmente pensata come una strada spiccatamente locale. A occhio e cartina, mi sembrerebbe più praticabile pensare a utilizzare come primo possibile luogo di svincolo ad esempio via della Stazione Tuscolana, che comunque potrebbe/dovrebbe essere soggetta a grosse trasformazioni urbanistiche. E, piuttosto che Largo Bastia, pur rendendomi conto che smuovere la Banca d'Italia sia davvero difficile, forse spostarsi un poco più a sud non sarebbe sbagliato.
Però, al di la della soluzione tecnica, per cambiare questa mia opinione complessiva, vorrei che mi riuscissi a convincere che "non fare nulla" è meglio che provare a fare questa circonvallazione. Non fare nulla significa lasciare identici i livelli di inquinamento in pieno semicentro di Roma, continuare a consentire che migliaia di auto percorrano ogni giorno il primo tratto di via Appia Antica, via Ardeatina, ecc., invadendo il Parco dell'Appia, tanto che è tale l'abitudine a questa invasione che anche la domenica l'isola pedonale dell'Appia non è che una patetica finzione.
Tu proponi di fare una metropolitana di superficie al posto della nuova tangenziale. Bellissima idea,  certamente, sopratutto il sogno del treno turistico, ma temo anche meno praticabile del tunnel. Però, una bella idea che dovrebbe essere fatta in qualche modo fruttare (grazie!), anche perché non è affatto incoerente rispetto agli obiettivi enumerati nella tavola pubblicata nel PRG. Come ho scritto nel post precedente, è una questione di priorità. O, se vuoi, è un classico "ma anche" veltroniano, dove la soluzione ideale potrebbe essere appunto quella di realizzare il tunnel ma anche, realizzandolo, rinforzare la ferrovia in coincidenza con lo spostamento, credo ormai prossimo, del traffico merci e di lunga percorrenza al di fuori dell'anello ferroviario. Magari, potrebbe scapparci anche la fermata di Piazza Zama che ormai tutti mi danno per spacciata (perché troppo vicina, per gli standard dei convogli, alla Stazione Tuscolana).

Sulla fattibilità del tunnel sotto l'Appia, il tufo e le marrane. E no, qui proprio non ti seguo. Per favore, smettiamola con questa totale sfiducia nella tecnica quando ci sono da quasi un secolo metropolitane costruite sotto le lagune. Non credo all'eccezione di Roma, a stressare troppo la storia dei reperti archeologici, che notoriamente stanno ad un certo livello e non più sotto. Mi sembra un po' un alibi per l'insipienza e l'incapacità politica. Un modo per assolvere amministratori incapaci, più che per proteggere davvero il nostro patrimonio.
Diverso è il discorso dei costi. Come ho detto e ribadisco, in presenza di vincolo di risorse, la priorità va al potenziamento del trasporto pubblico, non al tunnel. Ma se ci sono le risorse, il discorso ovviamente può cambiare.

Sulla partecipazione. Hai sicuramente ragione quando parli di "Riunioni alle 11 di mattina, documenti scritti in politichese e schemi che sembrano le mappe del signore degli anelli" come metodi per rendere quasi impossibile la partecipazione. Ci sono passato anch'io, ed è per questo che le nuove tecniche specifiche per la partecipazione (sondaggio deliberativo, consenso informato, ecc.), tanto mi appassionano. Se per caso fossi eletto, passando "dall'altra parte della barricata", una delle mie fissazioni sarebbe prendere davvero sul serio la consultazione e l'ascolto (che include anche la possibilità di cambiare idea, altrimenti è una presa in giro, sia chiaro).
Ti seguo di meno quando concludi dando maggior peso alla collaborazione e informazione rispetto alla produttività. Capiamoci: c'è un difficile equilibrio, però il blocco completo della capacità di decisione a forza di rinvii ricorsi e via andare è davvero insopportabile in questo paese. Nel paese in cui un Pizza qualunque può forse riuscire a far rimandare le elezioni a forza di ricorsi, forse un briciolo di capacità di decisione irrevocabile in tempi certi (dopo tutte le consultazioni sincere e vere di questo mondo) è pure necessaria. Se ci pensi, anche di questa storia della nuova tangenziale est si è cominciato a parlare alla fine degli anni novanta, e dopo quasi dieci anni siamo ancora allo studio di prefattibilità, con almeno due grosse modifiche decisionali lungo il percorso. Il tempo non è denaro. Ma il tempo è vita, e se si passa tutta la vita aspettando Godot, non si fa una gran bella vita.

Sulla riqualificazione Assisi-Mandrione: Anche qui, il tuo scetticismo mi stupisce un poco, o forse non ho spiegato bene cosa immagino. Non credo che si tratti semplicemente di rifare qualche marciapiede o ricavare un giardinetto dietro le mura dell'acquedotto del Mandrione, da lasciare poi rapidamente all'incuria e all'abbandono. Credo si tratti di spostare funzioni nuove in quella zona, farci venire un po' di gente (non troppa!) a fare delle cose, eliminare costruzioni e capannoni ormai inutili, con la copertura parziale del vallo ferroviario riunificare la zona e quindi renderla meno isolata ed isolabile.

(E con questo, giuro che al prossimo post cambio argomento (al massimo commento questo))

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