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23 giugno 2008

Reazionari

Ho ricevuto, in una mailing list che frequento, il testo di un recente post di un noto comico che si è dato alla politica. Questo è ciò che ho risposto in quella lista:

Beh, questo post dimostra finalmente in maniera inequivocabile:

  1. che Beppe Grillo è un reazionario: la logica che sta dietro il post non è che le persone debbano controllare i loro politici (che sarebbe ovvio e giusto), ma che la spesa pubblica sia un male in se, e il deficit spending sia il male assoluto. E ricordo che il deficit spending, se ben fatto, è stato la pietra angolare di tutte le politiche socialdemocratiche fino a che il pensiero unico liberista lo ha reso impopolare. Grillo si accoda felice al pensiero unico neoliberista del pareggio di bilancio a tutti i costi.
  2. che Beppe Grillo accetta la disinformazia di Alemanno e soci, pompando anche lui la ridicola storia del buco di bilancio del Comune di Roma - Causi parla del 2001, perché giustamente risponde per se, ma in realtà lo stock del debito di Roma, esattamente come quello dello stato italiano,si trascina più o meno uguale dalla felice epoca di Carraro (do you remember?) e la metà del primo mandato di Rutelli - ah, l'orribile cicoria baciapile! - è stata occupata da un parziale ma sostanzioso risanamento di bilancio e per evitare il fallimento del comune di Roma.
  3. che anche Beppe Grillo ha una concezione penitenziale della vita, visto che avalla la triste accusa sullo spreco della notte bianca. La quale non è affatto una mia passione, ma che mi sembra ormai da difendere quale simbolo di una concezione della politica che mette al centro anche la qualità della vita, la cultura, lo svago - e per questa via consente perfino di fare soldi e sviluppo. O pensate davvero che i commercianti e gli albergatori romani saranno contenti del deserto culturale che si approssima?

Ciò detto, tanto per evitare subito l'assalto dei moralisti, chiarisco che anch'io sono certo, anzi certissimo, che fra le spese del Comune di Roma - come fra quelle di tutta l'amministrazione pubblica italiana - vi siano una montagna di spese inutili, e una quota di spese di favore, e un'altra quota di veri e propri furti. E sono altrettanto convinto che né Rutelli né Veltroni, durante i loro mandati, abbiano fatto abbastanza per sradicare la mala pianta dell'inefficienza e della delinquenza. Ma che non abbiano fatto nulla, e che siano stati gli irresponsabili descritti dal nostro eroe del vaffa, questo è davvero una fandonia. Che racconta molto bene a quale livello di incapacità di distinguere e capire, a quale livello di confusione e di superficialità è giunto lo spirito pubblico di questo disgraziato paese.

*****
Sebbene non sia uso mettere link verso quel blog, questa volta faccio un'eccezione per dar modo a chi volesse di approfondire. Ma consiglio soprattutto un'attenta lettura dell'analisi del bilancio di Roma pubblicata sul sito del "grande reprobo" Marco Causi.


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permalink | inviato da corradoinblog il 23/6/2008 alle 13:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
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