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18 febbraio 2014

Ora vi spiego perché Matteo Renzi non ce la farà mai

Ora vi spiego perché Matteo Renzi non ce la farà. Non perché ha una maggioranza fragile e Alfano lo ricatterà. Non perché Civati fa le bizze e vorrebbe, dall’alto della sua piccolissima percentuale, contrattare sul governo. Non perché pare non trovi un buon ministro dell’economia. No, il motivo vero è che ormai per far ripartire l’Italia bisognerebbe smontare tante e tali assurdità normative, tante e tali controsensi legislativi, tanti e tali burocrati folli ben saldi ai loro posti di comando, tante e tali abitudini incancrenite, che nemmeno Voldemort alleato a Harry Potter ce la farebbe. Riformare il nostrano Ministero della magia è impossibile, se siamo in questa situazione:

desideriamo sottoporre alla Sua cortese attenzione il modello di dichiarazione riportato sul fronte della presente, che va utilizzato al fine di adempiere a quanto previsto dalla Legge Finanziaria 2005 (Legge 30/12/2004 n. 311). Tale Legge, all'art. 1, commi 332, 333 e 334, impone a tutte le Società che svolgono attività di somministrazione di energia elettrica, gas e servizi idrici, di richiedere ai Clienti ì dati catastali identificativi dell'immobile presso cui è attivato il contratto di fornitura. Il modulo deve essere compilato dall'intestatario del contratto di fornitura, anche se diverso dal proprietario dell'immobile (inquilino, comodatario, titolare del diritto di abitazione, ecc.).

La dichiarazione sopra menzionata, debitamente compilata e sottoscritta, deve essere restituita, tramite il servizio postale, al seguente indirizzo: Enel Energia S.p.A. CASELLA POSTALE 8080 - 85100 POTENZA.

Per assicurare la tempestiva acquisizione dei dati da Lei indicati. La preghiamo, comunque, di restituire il modello entro 30 giorni dalla sua ricezione. Enel Energia S.p.A., una volta ricevuta questa dichiarazione, procederà alla trasmissione dei dati in essa contenuti all'Anagrafe Tributaria, così come stabilito dalla stessa Legge Finanziaria 2005, dal provvedimento dei Direttori delle Agenzie delle Entrate e del Territorio del 16 Marzo 2005 e dal Provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate del 2 Ottobre 2006.

Considerata l'importanza dell'adempimento richiesto dalla Legge, La invitiamo a leggere con attenzione le istruzioni e a compilare la dichiarazione in tutte le sue parti, precisandole che Enel Energia S.p.A. provvedere all'invio dei dati dichiarati, rimanendo estranea ad ogni responsabilità nel caso in cui la dichiarazione richiesta non venga prodotta dal Cliente, ovvero venga resa in modo incompleto o con indicazione di dati non corretti.

Si fa presente al riguardo che, qualora venga omessa la dichiarazione dei dati catastali da parte del Cliente ovvero qualora tali dati siano comunicati in maniera inesatta, l'Amministrazione finanziaria potrà applicare al Cliente la sanzione amministrativa da € 103 ad € 2.065 (art. 13 del D.P.R. 29/9/1973 n. 605). La informiamo inoltre che, in base a quanto previsto dalla Circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 44/E del 19/10/2005, nell'ipotesi di mancata comunicazione dei dati catastali da parte del Cliente, Enel Energia S.p.A. è tenuta a farne segnalazione all'Agenzia delle Entrate, per i controlli fiscali a carico del Cliente stesso. Per eventuali ulteriori informazioni riguardanti la normativa che prevede l'obbligo di comunicazione dei dati catastali, potrà rivolgersi direttamente agli uffici dell'Agenzia delle Entrate oppure consultare il sito internet dell'Agenzia delle Entrate wvw.aqenziaentrate.qov.it.

Quella qui sopra è la lettera che ti mandano ogni volta che, usando la possibilità offerta dalla liberalizzazione del mercato elettrico, cambi fornitore di energia per risparmiare un po’. Ci sono almeno due cose veramente favolose in questa missiva.

Prima cosa, te lo chiedono tutte le volte, tutti i fornitori. Come se non potessero passarsi l’informazione come si passano gli altri dati del contratto. Ma questo è il meno.

Perché, seconda cosa, con la finanziaria 2005 l’allora governo Berlusconi, immagino allo scopo di far finta di lottare contro l’evasione fiscale, si è inventata una procedura di superba bizzarria:

1. Tu comunichi a una ditta privata (il produttore di energia) i dati catastali dell’immobile.

2. Il produttore deve gestire questi dati e comunicarli all’Anagrafe Tributaria (ovviamente si tratta di un modulo cartaceo, poi letto tramite riconoscimento di caratteri. Sicuramente con qualche scarto ed errore. Insomma un processo che genera un po’ di lavoro di “riconciliazione dati” più o meno manuale).

3. L’Anagrafe Tributaria acquisisce questi dati e, immagino, forse li incrocia con la tua residenza per vedere se è davvero prima casa e se hai diritto alle relative tariffe elettriche.

Ecco, l’Anagrafe Tributaria ha bisogno che tu, attraverso la mediazione di un’impresa privata, gli comunichi i dati catastali del tuo immobile, perché evidentemente non è in grado di chiederli al Catasto (più o meno ubicato nello stesso palazzo e che utilizza lo stesso sistema informativo gestito da almeno trent’anni dalla SOGEI), o al tuo Comune di residenza. Peraltro, in barba al criterio stabilito fin dalla legge Bassanini (che ha solo 24 anni, visto che è del 1990) secondo la quale le amministrazioni non devono chiedere dati al cittadino quando un’altra amministrazione li abbia già raccolti, ma parlarsi tra loro.

Poi dice che le imprese private si lamentano degli adempimenti burocratici cui sono costrette. Per non dire di noi poveri mortali che dobbiamo tirar fuori per la millesima volta il nostro bravo documento catastale e ricopiarne fedelmente i dati sull’ennesimo modulo, assieme a nomecognomecodicefiscaledataeluogodinascitaindirizzodiresidenzacapcittàeprovincia.

Forse non capisco, forse mi sbaglio. Ma il mio sospetto è che no, non ce la faremo mai.



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permalink | inviato da corradoinblog il 18/2/2014 alle 21:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa


22 gennaio 2014

Il traffico di Roma è una battaglia persa?



Da una settimana, per motivi di salute, sono stato costretto ad abbandonare provvisoriamente la bici e andare al lavoro in auto. Il dato di fatto è che, sebbene soggettivamente non sopporti il tempo speso a guidare (con bici più metro faccio sport e riesco pure a leggere giornali e libri, non spendo e non inquino), in auto il tempo di spostamento (dal semi centro zona sud fino alla periferia zona est, circa 10 chilometri) si riduce di quasi la metà, perfino nei giorni nei quali c’è il traffico impazzito.

Il motivo è che il sistema di trasporto pubblico romano è semplicemente patetico e totalmente inaffidabile (quante volte aspetto oltre 10 minuti una metropolitana che, comunque, è pur sempre il vettore più affidabile offerto dal TPL romano?), a fronte di una dimensione geografica e una sparsità dei luoghi abnorme (ne avevo già scritto qui).

Quindi, giustamente l’amministrazione Marino sta presentando il nuovo PGTU (Piano Generale del Traffico Urbano), pieno di buonissime intenzioni, oltre che di alcune cose molto poco chiare e contraddittorie. Peccato che il piano, almeno per me, sia avvolto un po’ nel mistero. Sul sito si può scaricare una documento per la discussione, molto interessante ma anche molto generico e privo di un quadro dei tempi e delle risorse necessarie alla sua realizzazione. Sul medesimo sito, è scritto che si apre una fase di consultazione con i municipi e la cosa va in giunta il 31 gennaio. Sul documento ci si riferisce a piani di dettaglio, che però sono irreperibili. Né dai municipi né sulla stampa ho trovato più riferimenti a questa discussione pubblica, che non ho capito se e quando avverrà.

Ora, io sono un singolo cittadino, non è che devono avvertire per forza me singolarmente, però se si dice discussione mi aspetterei un po’ di marketing della partecipazione. Oppure han già deciso tutto? Cosa, poi, visto che non ho capito dove sono soldi e quali sono i tempi?

E comunque, dato che la cosa mi interessava e che sempre sul medesimo sito è facile reperire l’indirizzo dell’URP del dipartimento mobilità e trasporti, fin dal 26 dicembre (pochi giorni dopo la pubblicazione del documento di sintesi), ho inviato una email per richiedere – se possibile – i piani di dettaglio.

Non ricevendo risposta alcuna, ho pensato di reiterare la richiesta (il giorno 11 gennaio) tramite posta certificata. Ad oggi, a parte aver avuto la ricevuta di ritorno e quindi la certezza che hanno protocollato la mia richiesta, ovviamente non ho avuto ancora nessuna risposta.

La macchina amministrativa del Comune di Roma è notoriamente una macchina imballata, piena di impiegati nullafacenti e di burocrati furbetti. Dalla sindaco che ho votato, e dalla giunta che ancora oggi convintamente sostengo (basta ricordarsi chi c’era prima), mi aspetterei qualche strillo e qualche punizione in più verso questi burocrati indecenti.

PS: il testo della mail:

Buongiorno,

visto che in data 26/12/2013 ho inviato una email tradizionale a mobilita@comune.roma.it sperando di avere una risposta che ad oggi manca, mi chiedo se usando la posta certificata la lentezza burocratica dei funzionari pubblici sarà appena un pochino scossa. Quindi vi riporto il testo della medesima email:

"Buongiorno e buone feste,

Vorrei sapere se è possibile ricevere la documentazione di dettaglio del PGTU, visto che sul sito sono riuscito a reperire solo il documento di sintesi "Contenuti principali della discussione". In particolare mi interesserebbero soprattutto:

- Classificazione funzionale della rete viaria urbana

- Piano della sosta

- Piano urbano parcheggi

- Piano delle merci e della logistica urbana

- Piano di riorganizzazione della rete di TPL di superficie.

Inoltre, visto che dalla lettura del peraltro interessantissimo documento di sintesi risulta chiaro che il piano richiede per alcuni interventi un notevole impegno finanziario, mi piacerebbe avere informazioni in proposito (tempi e costi).

Grazie mille, anche per il notevole lavoro che vi aspetta per realizzare le spesso ottime idee contenute nel piano."

Aggiungo che il piano, secondo il comunicato stampa pubblicato qui http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?contentId=NEW555486&jp_pagecode=newsview.wp&ahew=contentId:jp_pagecode è in consultazione fino al 31/1/2014 dopodiché dovrebbe essere approvato. Sommessamente mi chiedo: consultazione in che senso, visto che non si capisce a chi inviare osservazioni, e che il piano è allo stato troppo generico per essere più di tanto criticato (mancando la possibilità di consultare i piani di dettaglio).


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