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3 novembre 2010

Ma mi volete proprio far diventare bersaniano?

Dopo l'ultimo post supponente di Pippo, mi viene voglia di diventare bersaniano.

Insomma, alla fin della fiera il PD sta mettendo in campo un vero programma, con proposte circostanziate. Alcune possono piacerci poco, e quindi discutiamo di quello, invece di continuare a far finta che il PD non ha proposte e che solo a Firenze finalmente usciranno dei contenuti (ma Renzi poi, non ha appena detto che i "rottamatori" non hanno alcun programma e dobbiamo farlo all'impronta durante la tre giorni di Firenze?). Poi c'è, indubbiamente, l'esigenza del ricambio generazionale e non solo. La regola dei tre mandati da rispettare. Il merito da far valere.
Ma davvero, a questo punto, spero che a Firenze il duo degli antipatizzanti a tutti i costi sia sommerso da una generazione di giovani militanti di partito che, comunque la pensino, siano (stati) bersaniani, lettiani, bindiani, veltroniani o chissà cosa, vogliano contribuire davvero alla ditta e non solo a rendere più visibile agli altri il proprio ombelico. Come ha detto bene Ivan:

La seconda condizione è che il ricambio abbia la capacità di permeare di sé l’intero partito prima e tutto il paese dopo. La scommessa di Firenze sarà stata vinta soltanto se l’iniziativa avrà la capacità di far emergere anche coloro che la pensano in modo diametralmente opposto, se da lì nascerà un movimento che ricompatti e valorizzi un’intera generazione.


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27 settembre 2010

Links for 2010-09-27

Pippo Civati segnala che il PD deve occuparsi dei sostenitori di Grillo.
Luca Sofri mette il dito nella piaga del grillismo: l'arroganza di credere di aver sempre ragione.
Alessandro Giglioli sintetizza il centrodestra all'italiana, e ci ricorda che è davvero ridicolo sopravvalutare Fini da "sinistra".
Daniele Sensi confronta la percezione di cos'è la destra del Corriere e di Le Monde.
Marco Campione segnala che il PD fa anche cose concrete, e ha idee buone sulla scuola del futuro. Cercherò il tempo di seguire e verificare...


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14 settembre 2010

In difesa dei giovani turchi?

Ormai c’è una generazione di sinistra superficiale che, alimentandosi della velocità internettara, è totalmente incapace di qualunque sforzo di approfondimento. Per costoro, un documento politico che richieda più di due minuti per essere letto è “una cosa anni ‘70”, una “palla”, e via andando.

Insomma, mi è toccato difendere il documento dei “giovani turchi” pubblicato da ilPost, sia nel metodo e sia, almeno in parte, nel merito. Perché la politica è anche approfondimento, riflessione e fatica, non solo declamazioni vaghe e possibilmente rapide. Questi i miei due commenti, sul Post e da Mantellini:

La cosa più triste sono molti dei commenti qui sopra. Quanta superficialità e quanto squallore. Criticare il contenuto, le interpretazioni della storia italiana recente proposti dal documento è lecito e e pure giusto – io trovo sballatissime alcune spiegazioni ed alcune posizioni politiche di quel documento. Ma limitarsi a dire che è “palloso”, “anni ‘70? ecc. non significa tanto fare gli snob, quanto rendere evidente che questa società internettara dei tempi rapidissimi e della disattenzione pretende sempre, dalla politica, risposte superficiali e rapide, senza profondità. Perché pretende di non faticare, di avere un bel menu di risposte facili facili, proposte da un leader carismatico che semplifica a dovere il messaggio. Salvo poi incazzarsi perché il programma è privo di contenuti. Salvo poi incazzarsi di nuovo perché il programma è troppo lungo, signora mia che fatica leggerlo. E poi di nuovo incazzarsi perché non ci sono i contenuti…. Per favore, proviamo a contestare nel merito le opinioni di questo documento, e magari tentiamo perfino di condividere ciò che in esso c’è di buono, invece di continuare nel giochino degli schieramenti a priori. I mediaticamente efficacissimi Renzi e Civati che idea hanno del “blocco sociale” di riferimento del PD? Che idea hanno della società e dell’individuo? Che idea hanno delle politiche della produttività e della redistribuzione della ricchezza? Mi piacerebbe saperlo, davvero. Mentre almeno leggendo questo documento so – e non condivido affatto tutto, ma almeno so – cosa ne pensano di queste cose assai importanti Gualtieri, Fassina, Orfini e compagni.


Da storico e feroce antidalemiano, vorrei far notare ai supponenti commentatori e anche all’autore del post che: 1) ha ragione sate, si tratta di un documento politico per politici 2) ogni tanto, servono anche i documenti politici per politici, perché una classe dirigente degna di questo nome ha bisogno di approfondimento e riflessione, non solo di propaganda e semplificazione 3) se vi affaticano 7 pagine ben strutturate, si vede che la disattenzione internettara - mai più di 2 minuti su una pagina - vi ha già travolto. Peggio per voi 4) @Toraldo: non è un doc antiberlusconiano, anzi lo è molto meno della classica vulgata moralistica sull’Italia strutturalmente ladra che gira in rete, nell’IdV e fra i grillini. E l’interpretazione che da, che è anche autocritica, non è affatto facilmente condivisibile da tutti.


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23 febbraio 2009

Paura? Terrore!

Civati osserva che nei politici di lungo corso del PD dilaga il dileggio (e in realtà la paura) del "popolo di internet" che si è ribellato in massa alla soluzione a dir poco difensiva di Franceschini segretario. Io credo, concordando perfettamente con l_antonio che pure continua ad esercitarsi in un'operazione che comincia perfino ad essere stucchevole (l'attacco a Marco Simoni), che il "popolo di internet" in se e per se non conti un tubo, e che ciò che conta siano le persone reali.

Però le persone reali sono sia in internet che fuori, e i nostri grandi dirigenti, così sicuri di avere il polso della situazione, di sapere loro cos'è giusto fare, di avere dalla loro parte la base - quella vera, non questi fighetti di blogger - farebbero bene a ricordarsi di quanto hanno dimostrato di saper comprendere gli umori della base quando hanno scelto Francesco Rutelli come candidato sindaco a Roma, e si sono ritrovati con Zingaretti eletto facile facile in provincia e Rutellone felicemente silurato dalla nullità Alemanno.


28 agosto 2008

Dovrebbe

La domanda è: finirà prima l'energia o cambierà prima il clima? Ossia, la terra sarà salva ma a prezzo della fine della civiltà industriale, oppure la civiltà industriale ha ancora abbastanza risorse energetiche da sfruttare al punto di far collassare il sistema terra?


Un partito politico che si rispetti dovrebbe offrire una risposta di speranza a questa drammatica domanda. Dovrebbe proporre soluzioni (una terza via fra medioevo di ritorno e distruzione del pianeta) e chiamare all'impegno. Dovrebbe reinterpretare tutta la sua politica alla luce di questo dilemma, dimostrando che, se si fa buona, rivoluzionaria e coraggiosa politica ambientale, a livello locale e a livello globale, quel dilemma diventa un falso dilemma. Dovrebbe lavorare per imporre il tema nell'agenda politica, invece di continuare a triturasi e a triturarci rincorrendo i temi della falsa riforma della giustizia, della sicurezza in chiave militare, del 5 in condotta... Dovrebbe.

*****

Il 4 settembre, alle 18, alla Festa Nazionale per l'Ambiente del Partito Democratico, a Ferrara, parteciperò ad una tavola rotonda con gente ben più competente di me. Chi si trova da quelle parti, farà una cosa bella a venire a trovarci.

Qui il programma dell'intera festa, qui la discussione sul tema sul ning del Circolo PD Obama, qui sotto il programma della Tavola rotonda.

NOTIZIE CHE NON LO SONO:

L' INFORMAZIONE AMBIENTALE AI TEMPI DEL WEB 2.0

Le tematiche ambientali sono affrontate sui principali media oscillando fra il terrorismo climatico e la totale sottovalutazione dei problemi. Spesso notizie o interi argomenti vengono completamente ignorati da televisioni e giornali. Su Internet, invece, anche in Italia, chi vuole può trovare informazioni complete ed aggiornate, ma bisogna sapere scremare.
Come può il PD portare alla luce queste tematiche e farle diventare materia di confronto politico?
a cura del circolo PD Obama e iMille
partecipano
Giuseppe Civati, consigliere regionale PD in Lombardia
Beppe Caravita, giornalista scientifico del Sole 24 Ore.
Terenzio Longobardi, ASPO Italia e Ecodem PD Pisa
Stefano Caserini, Politecnico di Milano
Corrado Truffi, blogger, Circolo Barack Obama e iMille
Lucio Scarpa, Circolo Barack Obama

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