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14 settembre 2010

In difesa dei giovani turchi?

Ormai c’è una generazione di sinistra superficiale che, alimentandosi della velocità internettara, è totalmente incapace di qualunque sforzo di approfondimento. Per costoro, un documento politico che richieda più di due minuti per essere letto è “una cosa anni ‘70”, una “palla”, e via andando.

Insomma, mi è toccato difendere il documento dei “giovani turchi” pubblicato da ilPost, sia nel metodo e sia, almeno in parte, nel merito. Perché la politica è anche approfondimento, riflessione e fatica, non solo declamazioni vaghe e possibilmente rapide. Questi i miei due commenti, sul Post e da Mantellini:

La cosa più triste sono molti dei commenti qui sopra. Quanta superficialità e quanto squallore. Criticare il contenuto, le interpretazioni della storia italiana recente proposti dal documento è lecito e e pure giusto – io trovo sballatissime alcune spiegazioni ed alcune posizioni politiche di quel documento. Ma limitarsi a dire che è “palloso”, “anni ‘70? ecc. non significa tanto fare gli snob, quanto rendere evidente che questa società internettara dei tempi rapidissimi e della disattenzione pretende sempre, dalla politica, risposte superficiali e rapide, senza profondità. Perché pretende di non faticare, di avere un bel menu di risposte facili facili, proposte da un leader carismatico che semplifica a dovere il messaggio. Salvo poi incazzarsi perché il programma è privo di contenuti. Salvo poi incazzarsi di nuovo perché il programma è troppo lungo, signora mia che fatica leggerlo. E poi di nuovo incazzarsi perché non ci sono i contenuti…. Per favore, proviamo a contestare nel merito le opinioni di questo documento, e magari tentiamo perfino di condividere ciò che in esso c’è di buono, invece di continuare nel giochino degli schieramenti a priori. I mediaticamente efficacissimi Renzi e Civati che idea hanno del “blocco sociale” di riferimento del PD? Che idea hanno della società e dell’individuo? Che idea hanno delle politiche della produttività e della redistribuzione della ricchezza? Mi piacerebbe saperlo, davvero. Mentre almeno leggendo questo documento so – e non condivido affatto tutto, ma almeno so – cosa ne pensano di queste cose assai importanti Gualtieri, Fassina, Orfini e compagni.


Da storico e feroce antidalemiano, vorrei far notare ai supponenti commentatori e anche all’autore del post che: 1) ha ragione sate, si tratta di un documento politico per politici 2) ogni tanto, servono anche i documenti politici per politici, perché una classe dirigente degna di questo nome ha bisogno di approfondimento e riflessione, non solo di propaganda e semplificazione 3) se vi affaticano 7 pagine ben strutturate, si vede che la disattenzione internettara - mai più di 2 minuti su una pagina - vi ha già travolto. Peggio per voi 4) @Toraldo: non è un doc antiberlusconiano, anzi lo è molto meno della classica vulgata moralistica sull’Italia strutturalmente ladra che gira in rete, nell’IdV e fra i grillini. E l’interpretazione che da, che è anche autocritica, non è affatto facilmente condivisibile da tutti.


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permalink | inviato da corradoinblog il 14/9/2010 alle 14:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


19 giugno 2008

Pensierini 2 - La tessera per il pane

"Ormai è noto a tutti che stiamo andando verso il collasso definitivo", ci dice Latouche proprio nelle prime righe del suo ultimo libro. Fosse vero, i politici farebbero cose diverse, o i popoli voterebbero per altri politici. Non è affatto noto a tutti, e tutt'ora la maggior parte delle persone semplicemente non crede nella gravità della situazione energetico/climatica.

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E' lo stesso strabismo che ci fa dire, a noi di sinistra, che la gente sa benissimo che Berlusconi è uno che si fa prima di tutto i suoi interessi, che ha infranto la legge più volte, che ha iniziato la sua fortuna economica in modo  poco pulito. E che lo vota in piena coscienza perché gli sta bene così. Magari fosse. Per 1 elettore del caimano che lo vota cosciente dei suoi "difetti", quindi per coerente interesse, ce ne sono 10 sinceramente convinti che sia un povero perseguitato dai giudici comunisti.

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Aspetto con fiducia che le associazioni dei benzinai decidano la solita serrata contro la liberalizzazione delle pompe di benzina nei supermercati. Ma ho il sospetto che, stranamente, questa volta il provvedimento passerà liscio come l'olio, senza alcuna rivolta come quelle anti Bersani.

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Irlanda batte Europa Uno a Zero. Gualtieri dice, con qualche logica, che è inutile ostinarsi in impossibili sogni di Europa dei popoli, troppo prematuri, ed è meglio trovare a livello governativo trucchi ed escamotage per andare avanti. Aggiungo io, perché noi sappiamo che l'Europa è l'unico spazio ragionevole per una politica capace di non essere succube dell'economia.
E però, viene il sospetto che a forza di escamotage e di ostinazione a non parlare chiaro e a fare machiavelli, il momento in cui i tempi saranno maturi non arriverà mai. Se l'Europa è quella ridicola che continua ossessivamente a cercare con lanternino "aiuti di stato" da sanzionare, invece di rilanciare una politica economica, sociale, energetica ed ecologica europea, è molto facile per i leghisti difendere Malpensa e per Tremonti venderei il prestito Alitalia come fosse una politica sociale e di sinistra.

*****

Tessera per il pane per i meno abbienti. Esercito nelle strade. Tassa sui ricchi petrolieri, ossia richiesta di oro per la Patria. Vi ricorda qualcosa?

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