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9 dicembre 2009

Preti che ci piacciono

Quando un prete se la prende con la Lega in nome dell'accoglienza per gli immigrati e della carità cristiana, ci piace. Ma non piace, appunto, alla Lega.
Quando lo stesso prete se la prende con noi perché ci sembra normale che una coppia di fatto possa avere qualche diritto, oppure osiamo pensare che il matrimonio omosessuale non sia questo gran scandalo, non ci piace affatto. 
Ma piace molto alla Lega.

Laicità sarebbe capire che il prete fa il suo mestiere - dal suo opinabile punto di vista - nell'un caso e nell'altro, ma questo mestiere non ha nulla a che fare con la politica.
Laicità sarebbe anche convincere il prete in questione che può pur continuare a sostenere le sue tesi e a chiedere ai suoi fedeli di seguire i suoi precetti, basta non pretenda che quei precetti si facciano legge per tutti.


Forse - dico forse - proprio tramite il totale e feroce strumentalismo con il quale la Lega e il PDL trattano la chiesa e i suoi precetti, la chiesa finirà per fare qualche passo avanti verso un maggior rispetto del punto di vista laico. Quando capirà che i politici che crede di usare la stanno usando, forse cercherà finalmente altre strade, più "pastorali", per farsi sentire.


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15 gennaio 2008

Laicità, laicismo, fede e ragione: nuove trappole

E' sconfortante vedere come l'offensiva clericale sia aiutata dal comportamento idiota ed approssimativo di chi si definisce laico senza se e senza ma. La storia della lettera di Marcello Cini,  del successivo appello dei professori, e poi del montare della protesta di sprovveduti e fanatizzati studenti dell'ultra (?) sinistra (?), dovrebbe essere studiata come l'ennesimo trappolone che la chiesa e tutti gli antimoderni lanciano contro una vera sinistra e un vero stato laico. Qualcosa di molto simile all'altro ridicolo trappolone della moratoria sull'aborto. Al quale, sia detto di passata, sarebbe semplicissimo rispondere così: benissimo, siamo tutti d'accordo che l'aborto è una bruttissima cosa (anche se quello legale è pur sempre meglio di quello clandestino): quindi, adoperiamoci tutti per diffondere le vere pratiche anticoncezionali e per educare alla maternità responsabile...
L'appello dei professori diventa un autogol perché dice cose giuste con argomentazioni approssimative. E' giusto dire che la pretesa di unire fede e ragione è un'ossimoro, perché si scontra col fatto che di fedi ce ne sono molte, nessuna falsificabile per definizione, e quindi tutte formalmente false - non dimostrabili -, e la ragione è una, e si basa sulla possibilità di dimostrazione, e sulla falsicabilità del metodo scientifico. Ma dirlo accusando il papa di giustificare il processo a Galileo, estrapolando malamente una citazione di Feyerband dal contesto, è dimostrazione di approssimazione che uno scienziato non può permettersi.
Di errore in errore, la marea monta fino all'occupazione del rettorato, all'uso strumentale di tutta la faccenda in chiave anti "sinistra riformista", ecc. Insomma, l'ennesimo modo di farsi del male da soli.

Eppure, invece di dare spazio a questo rigurgito clericale con queste azioni facilmente contestabili, non dovrebbe essere così difficile capire che il fondamentalismo anticonciliare di questo papa è solo una disperata difesa dalla modernità. Un papa tradizionalista che ha paura del mondo così come si va formando (tanto simile, in questo rifiuto della modernità, al fondamentalismo musulmano che ha altrettanta paura dell'occidente, o a quello di certe sette protestanti americane), non dovrebbe spaventare così tanto. Sono convinto che tutti questi fondamentalismi di varia foggia, legati anche spesso ad un'idea di localismo identitario, siano soprattutto un rigurgito, una battaglia di retroguardia destinata a fallire.

Il mondo non si ferma, la modernità non è un'opzione, ma un dato.

Certo, in Italia abbiamo questa triste sudditanza della politica, e corposi e diretti interessi ecclesiastici che complicano tutto.  Ma non viviamo in un vuoto e, in qualche senso, come l'Europa ci ha aiutato a mettere a posto i conti, ci aiuterà anche a rendere un po' più banalmente laica, senza drammatizzare troppo, la nostra società. Basta, possibilmente, smetterla di fare autogol come tutto 'sto casino alla Sapienza.

Tanto per capire, questo è quello che dice Zapatero, in modo semplice ed efficace:

«Sì... sono battezzato... Ho molto rispetto per la famiglia cristiana, per chi pensa che il matrimonio debba essere celebrato in Chiesa e vuole avere 11 figli. Ma dobbiamo avere lo stesso rispetto per chi vuole vivere in coppia senza sposarsi o per chi, essendo omosessuale, decide di convivere in matrimonio con il proprio partner»
José Luis Rodriguez Zapatero Corriere della Sera 13 gennaio
 
E questa è la posizione del Partito Socialista Spagnolo dopo una manifestazione cattolica nella quale i vescovi spagnoli avevano accusato il governo niente meno di "dissolvere la democrazia" perché lì è consentito il matrimonio gay (via Ivan Scalfarotto):

"I socialisti esprimono, come sempre, il proprio rispetto dell’esercizio da parte dei cittadini del proprio diritto a riunirsi e a manifestare liberamente. Allo stesso modo esprimiamo il nostro rispetto per gli atti liturgici o confessionali che si celebrano nel nostro paese ma desideriamo precisare la nostra posizione sulle dichiarazioni pubbliche, di contenuto politico, rilasciate da alcuni responsabili della Chiesa Cattolica durante la manifestazione tenutasi a Madrid il 30 dicembre.

1. E’ la Costituzione del 1978 che stabilisce che la sovranità appartiene al popolo, dal quale emanano tutti i poteri dello Stato. E’ la Costituzione di tutti gli spagnoli che proclama che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, senza che ci possa essere discriminazione basata sulla religione. E’ la Costituzione che garantisce la libertà religiosa e che stabilisce che nessuna confessione possa assumere il carattere di religione di stato. Ed è la medesima Costituzione, base ultima dei valori e dei principi sui quali si legittima l’ordine della convivenza sociale, quella che ha stabilito che il rispetto della legge e dei diritti degli altri è il fondamento dell’ordine politico e della pace sociale.

2. Durante gli ultimi trent’anni, la maggioranza degli spagnoli ha deciso di estendere i diritti e le libertà individuali e rafforzare le politiche sociali in favore della dignità delle persone, obiettivo ultimo dell’ordine democratico.

In questi ultimi quattro anni, nuove leggi hanno allargato i diritti sociali e politici proprio delle famiglie.

Lo hanno fatto stabilendo una serie di iniziative volte a promuovere la natalità, a conciliare il lavoro e la vita in famiglia, a dare dignità alle famiglie di pensionati con le pensioni più basse, a dare supporto alle famiglie con persone non autosufficienti, a concedere borse di studio alle famiglie meno abbienti per consentire ai loro figli di proseguire negli studi…

In questi quattro anni nuove leggi hanno anche creato nuovi diritti: è stata approvata una legge per l’uguaglianza tra uomini e donne; una che ha riconosciuto il diritto a contrarre matrimonio a tutte le persone, senza discriminazioni basate sull’orientamento sessuale, e a poter porre fine liberamente a relazioni coniugali esaurite senza dover soffrire di lungaggini che non hanno alcuna giustificazione.

3. La forza della democrazia consiste nel garantire la convivenza di scelte ideologiche, morali e religiose diverse tra loro, senza che si debba accettare l’imposizione di nessuna scelta in particolare. In questo senso, in un regime di libertà, la fede non può farsi legge. La legittimità dei valori e delle regole della convivenza civile nasce dai principi e dalle procedure della Costituzione. Non c’è maggiore legittimità di quella della Costituzione.

Tutte le confessioni religiose hanno piena autonomia dottrinale nei confronti di chi quelle religioni professa ma è la società che, attraverso i suoi rappresentanti, ha la potestà di stabilire i principi di libertà individuale e di convivenza per tutti i cittadini. Solo chi ignora o non rispetta deliberatamente questi principi si allontana dai fondamenti essenziali della democrazia.

4. Noi socialisti, guidati dalle nostre convinzioni democratiche e dalla difesa delle libertà individuali, non faremo passi indietro: continueremo a lavorare perché tutti i cittadini spagnoli siano più liberi e con più diritti e perché, allo stesso tempo, il nostro vivere civile sia più rispettoso e tollerante.


Madrid, 2 gennaio 2008"




Semplice, lineare, chiaro e nemmeno inutilmente e istericamente anticlericale. Impariamo, se possibile.


18 dicembre 2007

Strategie per far fuori il PD nella culla

Con grande buona volontà interpretativa, e non senza ragioni di merito, Filippo argomenta sul fatto che il brano sulla laicità della bozza del manifesto dei valori del PD non è così clericale come lo si è voluto dipingere.
Concorderei volentieri, molto volentieri. Studio con interesse, e non da ora, la dottrina sociale della chiesa, e vi scorgo moltissime cose interessanti ed utili. Molte cose che possono servire a lottare contro gli aspetti iniqui della modernità.
Concorderei volentieri, se con il voto sul registro delle unioni di fatto ieri a Roma, non si fosse toccato con mano che non di sottili disquisizioni e di letture serie e complesse della realtà delle religioni si tratta, ma solo di un "arrampicarsi sugli specchi" per lasciare che il PD sia preda, nei fatti, di una triste deriva clericale.
Perché consentire a due omosessuali di firmare su un registro pubblico per dire che vivono insieme non è una scelta "eticamente sensibile", ma una cosa ovvia, pacifica, importante perché riconosce dei diritti, ma i sé e per sé talmente banale da essere perfino un po' scema. E se di fronte a una cosa del genere la gerarchia vaticana e la CEI, il vecchio Ruini e la Binetti fanno le barricate, appoggiati da quei morti di sonno di Milana e Ciarla (i nostri due capi "provvisori" del PD romano), e non contrastai ahimè - suppongo per "ragion di stato" dal mio stimatissimo Uòlter, allora vuol dire che questi teodem non solo non cercano il dialogo, ma piuttosto vogliono semplicemente sconfiggere qualsiasi principio di laicità in nome del loro supposto e indimostrabile "diritto naturale".
Vorrei che qualche cattolico, finalmente, rispondesse a queste domande che trovo chiarissime e alle quali non ho ancora sentito risposta alcuna.
****
Sono strategie per far fuori il PD nella culla? In fondo, chi ha scommesso nel PD, ha scommesso anche sulla sincera capacità nel dialogo e nella contaminazione. Ha immaginato che un partito maggioritario dovesse essere capace di contenere anche posizioni diverse fra loro, ma senza che questo dovesse significare, nei fatti, intolleranza. Perché siamo sempre al solito punto: se ci sono principi non negoziabili per i cattolici, allora saremo costretti a definire principi non negoziabili anche per i laici, e per i non credenti, e per i musulmani, e per i valdesi.....


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2 dicembre 2007

Principi non negoziabili

Noi laici di sinistra percepiamo con crescente preoccupazione la tendenza di questo papato, che incide così pesantemente nell'assetto politico e istituzionale in Italia, ad invocare ad ogni piè sospinto cosiddetti principi non negoziabili. Principi che deriverebbero dalla legge naturale - una legge però definita nei suoi contorni, unilateralmente, dal magistero della chiesa, e quindi evidentemente opinabile. Come sommamente opinabili sono i contenuti tecnicamente reazionari dell'ultima enciclica papale, una coerente negazione della modernità, più della modernità illuminista - individualista - che di quella comunista - comunitaria. Un evidente passo indietro che, a giudicare da certe anche recenti elaborazioni nelle settimane sociali della chiesa, non mancherà di aumentare (per fortuna) il livello del malumore di parte dei cattolici.
Eppure, noi stessi laici siamo sempre pronti ad invocare i nostri principi non negoziabili. Quelli dei diritti umani individuali, quelli della dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, quelli della libertà di stampa e di espressione, quelli della libertà sessuale, quelli del nostro specifico modo di intendere la democrazia. E, sulla base di questi principi, siamo sempre pronti ad invocare boicottaggi, a eleggere a mito - forse al di là dei suoi meriti - personaggi per altri versi ambigui come il Dalai Lama.

Non fraintendetemi, non voglio dire che questi principi siano deboli, o sbagliati, o che non bisogna lottare per essi. Vorrei solo notare che se invochiamo un qualche tipo di relativismo per spiegare perché ci sembra assurdo che qualcuno, che so, voglia impedire che si faccia una legge sulle convivenze o che si studino le staminali o, peggio, che si insegni ad usare il preservativo; ecco, se invochiamo questo, allora dovremmo per simmetria accettare l'idea che qualcuno invochi altri e diversi principi per giustificare le sue scelte. Purtroppo, se non esistono principi non negoziabili accettabili, non esistono per nessuno.


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