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5 aprile 2011

Mi vengono in mente idee che non condivido (*)

Certo, siamo tutti per le energie rinnovabili e contro il nucleare. Li abbiamo sentiti e detti tutti, in ordine sparso o meno, gli argomenti contro il nucleare. E passi che alcuni di questi argomenti, come quelli scritti ieri da Pirani, siano ben poco fondati.

Però perdonatemi, ma comincio a non sopportare più quelli che dicono no al nucleare e gli contrappongono un fantastico mondo di rinnovabili per tutti, senza fare i conti con la realtà, semplificando tutto a un problema di volontà politica e di spostamento degli investimenti.


Non li sopporto più non tanto perché non considerano che le rinnovabili attuali costano ancora troppo - che è un problema ma non è irrisolvibile - quanto perché spesso sono le stesse persone che strillano perché i campi solari “tolgono spazio” all’agricoltura e i campi eolici, signora mia, quanto distruggono il paesaggio. Secondo loro bastano i pannellucci sui tetti, e magari magari il mini eolico da giardino, meglio se disegnato da un bravo designer.

E sono gli stessi che non si preoccupano di spegnere il riscaldamento invece di aprire la finestra quando arriva la primavera.


Debora, giustamente esasperata, dice che gli italiani se lo meritano il nucleare, vista la loro incapacità di capire. Di capire non solo che se non si vogliono le centrali, bisogna sostituirle con qualcosa oppure (o anche) consumare davvero meno. Ma anche di capire che il picco del petrolio e la crisi energetica mondiale richiedono scelte non proprio indolori.


****

Ci mancherebbe, l’idea che l’acqua del rubinetto venga usata per ingrossare i profitti di antipatiche e ben poco etiche multinazionali ci fa abbastanza schifo. Le abbiamo viste all’opera nel terzo mondo, e la cosa non ci è piaciuta affatto. Quindi per combatterle diciamo giustamente che l’acqua è un bene comune, un bene pubblico. E tentiamo di impedire la privatizzazione obbligatoria dei gestori del servizio.


Tutto bene, però qualcuno mi deve ancora spiegare - davvero, vorrei che qualcuno dei sostenitori del referendum lo facesse - come si farà, una volta abrogata la possibilità di remunerare il capitale investito (quesito 2), a fare in modo che qualche banca presti alle aziende pubbliche di gestione i soldi necessari per i grandi investimenti in infrastrutture che servirebbero (lo dicono tutti, proprio tutti...) a mettere in sicurezza il nostro sistema idrico e a smettere di sprecare acqua potabile in gran quantità. Senza interesse e per beneficenza?


(*) Altan


22 febbraio 2011

I cerchi nell'acqua



Il mio nuovo contributo a iMille magazine questa volta tratta di acqua. Un bene non meno importante del petrolio e dell'energia. Un bene, peraltro, molto legato all'energia. Un bene sul quale il dibattito è aperto, il referendum incombe e la confusione è notevole. 
Ho provato a chiarirmi le idee, e magari quel che ho scritto può aiutare anche altri a farsi un'idea più precisa. Consiglio, comunque, di seguire i numerosi link che ho messo nel pezzo, perché sono una miniera di informazioni interessanti.

Insomma, buona lettura.


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permalink | inviato da corradoinblog il 22/2/2011 alle 10:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


19 novembre 2008

Cambiare idea, ma continuare a sbagliare

Qualche giorno fa ho ascoltato gli inviati del Ruggito del coniglio intervistare persone a caso che, scherzando e ridendo, dicevano in massa il loro favore al nucleare, pur di pagare meno l'energia. Confermavano così le indagini che ci dicono che il senso comune è cambiato.




Prima, l'Italia ha rifiutato il nucleare per ragioni sbagliate: la paura cieca della tecnologia. Ora, sembra che l'Italia voglia tornare al nucleare per ragioni altrettanto sbagliate: la paura cieca di dover consumare un po' meno energia, di dover cambiare modello di vita, e la sfiducia nelle energie alternative.

In comune, ora come allora, la incapacità del dibattito pubblico di approfondire davvero le questioni.

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