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18 settembre 2010

In sintesi

Ad Adro la nuova scuola è piena di simboli della Lega. Esattamente come facevano i nazisti. In Francia Sarkozy caccia i nomadi facendoli tornare a “casa loro” (ma se sono nomadi, hanno una casa in un posto?). Li deporta con metodi melliflui e un po’ di soldi e non con i vagoni piombati, ma li deporta. I libici sparano ai pescherecci italiani perché devono far capire che sparerebbero anche ai disperati del mare.


Nel frattempo, Veltroni rientra nella battaglia politica con una nobile quanto vaga lettera sul Corriere, al quale a stretto giro risponde Bersani su Repubblica. Seguono non so più quante interviste su primarie e dintorni, un pepato documento sui massimi sistemi di alcuni giovani sperimentati, che mischia allegramente dotte analisi e feroci contumelie, e infine un documento di Veltroni firmato da numerosi ex popolari non si capisce bene per quale motivo, interpretato dai più come la nascita dell’ennesima corrente per far le scarpe al segretario.


30 giugno 2008

Lo spirito del tempo

Lo spirito del tempo è espresso perfettamente dalla contorta motivazione con cui la Corte di Cassazione ha cassato una sentenza per razzismo contro il sindaco di Verona Tosi: 

Quindi, per la Cassazione credere che tutti gli zingari siano ladri non è segno di razzismo.
Proviamo a sostituire:
tutti gli zingari sono ladri
tutti gli ebrei sono ricchi
tutti gli italiani sono mafiosi
.....

La somiglianza di questo spirito del tempo con quello del razzismo novecentesco è purtroppo impressionante. Il meccanismo è sempre quello eterno del capro espiatorio. Si trova un gruppo colpevole (gli ebrei, gli zingari, gli stranieri, chi volete voi...), si dirige la paura pubblica verso di loro, poi li si usa per far finta di risolvere i problemi e soddisfare la voglia di vendetta di persone sempre più frustrate dalla loro vita quotidiana.

E tanto per chiarire. A quelli che saranno subito proti a contestarmi che comunque c'è davvero un problema di legalità, che davvero molti zingari delinquono, e che quel che è peggio usano i bimbi per farlo, dico che ovviamente sono d'accordo.

Ma per quale motivo io e quelli che la pensano come me dobbiamo sempre essere accusati di sociologismo, di giustificazionismo quando "difendiamo" i rom e le varie minoranze, mentre quelli che giustificano sistematicamente ogni comportamento razzista dei politici o dei miei compatrioti richiamando la realtà o la percezione dell'insicurezza, non devono mai essere accusati di un giustificazionismo uguale e contrario?


26 maggio 2008

Segnali

Come un sol uomo, polizia e politici della destra minimizzano i fatti del Pigneto, rapidamente derubricati a poco più che baruffa di quartiere. Anche l'omicidio di Verona, del resto, è stato rapidamente rivenduto come fatto "non politico". Nessuno però che abbia riportato le smentite alla versione della zingara che rapisce il bimbo, supposta origine del pogrom di Ponticelli. Anzi, in un'intervista di ieri il nostro ministro degli interni avvalorava tranquillamente la vox populi degli zingari che rapiscono i bambini. Che questa voce abbia la stessa credibilità delle pasque di sangue ebraiche o dei protocolli dei savi di Sion, poco importa. La vox populi, fatta propria da chi per mestiere dovrebbe evitare di fomentare le folle, dice e dirà sempre di più il contrario.

Intanto, la Camera dei deputati italiana si appresta a celebrare con tutti gli onori e tanto di prolusione revisionista di Luciano Violante, il ventennale della morte del razzista repubblichino Giorgio Almirante. E ovviamente il sindaco di Roma vuole dedicargli una strada.

Un amico di mio figlio tredicenne sostiene, con la perfetta buona fede di quell'età, che nazismo e comunismo pari sono, e Hitler non è peggio di Stalin. Riflette, in ciò, il risultato di una perfetta operazione di revisione storica ormai completamente riuscita. Non sto negando e non nego le malefatte di Stalin. Ma sappiamo benissimo che questa vulgata dell'equiparazione ha senso solo per scopi politici, non certo storiografici. Per ripristinare una uguaglianza fra delinquenti e giusti, fra repubblichini e partigiani. Sono passati troppi anni dalla liberazione dell'Italia, ed è inevitabile che la memoria dei giovani vacilli, sia confusa. Le nostre noiose rimembranze resistenziali sono il passato remoto, pochi nonni sono lì ancora a raccontare com'era davvero la guerra, cos'erano davvero i fascisti. I "buoni" fascisti nostrani, non il cattivo nazista straniero.

Questo appello è una buona, piccola azione in controtendenza.



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14 maggio 2008

Vi siete accorti degli zingari?

La collega sposata e brava madre di famiglia che, quando il discorso cade sull'incendio del campo Rom a Napoli, fa capire di esserne ben contenta. Il collega romanista di sinistra di ramo grillino che, concordemente a sue precedenti battute su Vucinic, conferma il suo odio per gli zingari. La vicina di casa di sinistra che, parlando del giovane e maneggione candidato al Comune per il PDL, boss degli ambulanti romani, ne spiega la scarsa qualità morale facendo notare che viene da una famiglia di zingari ripuliti. Battute, sicuramente.
Però sono battute che mi ricordano esattamente quelle che di quando in quando sento sugli ebrei, anche dalle persone più insospettabili. L'eterno "per carità, io non sono razzista, ma certo gli ebrei sono proprio fatti a modo loro, e la lobby ebraica esiste eccome...". O la variante "di sinistra": "io non ce l'ho con gli ebrei, ma Israele è uno stato razzista".
Qui, dato che i Rom sono brutti sporchi e cattivi (il ché è certamente vero, tra l'altro) e non affascinanti come i palestinesi per la sinistra radicale, il discorso diventa più o meno: "per carità, io non sono razzista, ma quelli sono tutti delinquenti e quindi se ne devono andare". Ma, sotto questo tipo di discorsi apparentemente moderati, è già possibile sentire quelli più direttamente feroci, come gli urli allucinati di una donna napoletana, in un dialetto quasi incomprensibile, ascoltati in un giornale radio.

Gli assalti e le proteste di Napoli e Genova sono la perfetta dimostrazione che i propositi bellicosi del governo e la sollecitazione politica  della paura sono, come prevedibile, utilissimi a fomentare ogni razzismo latente nella nostra società.
Ma, soprattutto, sono la dimostrazione che questo razzismo già non è più latente, e non vede l'ora di emergere con forza, per poter castigare, reprimere e se possibile far sparire il diverso di turno.

Mi piacerebbe sentire anche una sola parola di biasimo, di preoccupazione, di solidarietà verso i Rom e i rumeni, da parte di questi dirigenti della sinistra resi afoni e improvvisamente accomodanti dalla batosta elettorale. Mi piacerebbe sentirli dire che magari la sicurezza non è né di destra né di sinistra, ma il rispetto per il diverso da te, la cura dei diritti umani fondamentali, la solidarietà e la compassione, quelle sì sono di sinistra e non di destra.




Ma dubito che li sentiremo dichiarare cose diverse da quelle dettate dal solito teatrino, intenti come sono a immaginare riforme istituzionali condivise e a scandalizzarsi a sproposito per qualche cretinata detta da Travaglio.

Spero che, almeno, i miei amici di Sinistra per Israele, per loro ben pratica esperienza in queste faccende, sappiano dire una parola.


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