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1 giugno 2011

Back Office PD

Ogni tanto Luca Ricolfi si trasforma da commentatore intelligente che basa le sue analisi sui dati, a venditore di tesi a priori precostituite. Ancor prima dei ballottaggi aveva deciso che la vittoria di Pisapia e De Magistris era la vittoria della sinistra radicale e indeboliva il PD, ed oggi ritorna su questa tesi arrivando addirittura a dire che l'Italia dei Valori è andata meglio del PD alle urne, quando - come nota questa bella analisi di Termometro Politico, il risultato delle amministrative a sinistra premia assieme i candidati "radicali" e il partito riformista, il PD, penalizzando (sia nei fatti sia rispetto le attese) proprio SEL e IdV (e comunque qualcuno dovrebbe ricordarsi pure di Fassino...).

Credo proprio che il Ricolfi non sarà il solo, nei prossimi giorni, a battere su questo tasto, perché è un tasto utile a tutti i terzisti di ritorno per far tornare in gioco, in qualche modo, le patetiche speranze del terzo polo. L'importante, però, è che non ci caschi il PD.

Perché il PD ha dimostrato, grazie al circuito certamente faticoso delle primarie, di saper essere il "back office" della sinistra. Un back office messo a disposizione di nuovi leader, nuove facce, provenienti da altri partiti o dallo stesso PD (perché ci sono anche quelli). Senza back office il front office non esiste, produce solo rumore. Senza front office il back office non serve, non arriva alle persone.

Direi che è proprio il caso di continuare così, con tranquillità perseveranza e un po' di fiducia.


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31 maggio 2011

Non serve commentare

Vedo che la maggior parte dei blog che leggo nemmeno commentano la sberla al centrodestra, tanto siamo semplicemente felici. Ci sarà tempo. Segnalo solo che rapidamente riappariranno i rosiconi di estrema sinistra ed estrema destra (quelli che, da un lato e dall'altro, devono trovare comunque il modo di dire che in ogni caso il PD ha perso, e che magari le primarie le abbiamo fatte per suicidarci meglio....).
Intanto, consiglio vivamente a tutti i dubbiosi e gli schizzinosi la lettura di questo magistrale pezzo in difesa del votare il meno peggio, scritto da un lucidissimo Francesco Costa.
E, per concludere in bellezza, la sintesi di Gramellini.


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14 dicembre 2010

Il da farsi

Un governo di responsabilità nazionale di breve durata sarebbe stato un’ottima soluzione teorica, ma non sarebbe stato praticabile nemmeno se la sfiducia fosse passata alla Camera.
Quindi, resta solo prepararsi alle prossime elezioni.
Che avverranno forse a marzo, forse nel 2013, ma poco cambia. Se saranno a marzo, è perché in qualche modo l’UDC avrà retto al pressing del potere berlusconiano, e magari B. ha perso il legittimo impedimento. Se saranno nel 2013, è perché nel frattempo avremo avuto un governo di super-destra, il più a destra del dopoguerra.

In tutti i casi, il nostro compito dovrebbe essere netto, chiaro ed univoco: andare in giro per il paese come moderni apostoli del programma della prossima Italia, a tentare di recuperare un po’ della credibilità che ci manca, approfittando della non credibilità del governo. Per vincere le elezioni anche con questa legge elettorale.
Per farlo, servono in fondo poche cose:
  • Risolvere quei quattro/cinque argomenti sui quali regolarmente ci impallinano dicendo che non abbiamo un programma: nella politica del lavoro, sui diritti, sulla legge elettorale. Risolvere quelle ambiguità, arrivo a dire, magari tirando a sorte fra le opzioni in campo (scherzo, eh), ma evitando di restare nel guado.
  • Tirar fuori dal nostro bozzolo la nostra nuova idea di Italia, rigenerata, ottimista e nuova. Cose che hanno cominciato a venir fuori perfino nel comizio di Bersani a San Giovanni, e quindi il passo è davvero breve.
  • Organizzare un serio piano di comunicazione.
  • Al momento opportuno, fare le primarie di circoscrizione elettorale per far decidere agli elettori i candidati al porcellum: una operazione che da sola ci porterebbe in dote molti voti e molta credibilità.
  • Mobilitare i nostri militanti, che davvero non ne possono più di star fermi.
  • E giocarsela, con le alleanze possibili.


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9 aprile 2010

OK, avete vinto. Ora cosa volete fare di grazia?

Enrico Sola dice la sua sulle elezioni, in modo paradossale ma non troppo distante da certe mie recenti considerazioni. Questo finale merita:

Nel mentre, visto che governeranno per ancora una ventina d’anni, andiamo al dunque.

Cari PDL e Lega,

- chiarito il fatto che nel prossimo futuro governerete l’Italia da Sondrio a Lampedusa, senza ostacolo alcuno

- stabilito che oltre a salvare Berlusconi dai suoi guai giudiziari e garantirvi con mille trucchi legali il mantenimento di un potere che vi sarebbe offerto comunque dagli italiani

ci volete dire che cosa avete in mente per l’Italia?

Ormai è ufficiale che comandate voi. Davvero: è come una di quelle partite in cui perdi 6 a 0 e manca mezz’ora alla fine. Non ci proviamo neanche più. Diteci, ora che non avete problemi e siete al sicuro, cosa intendete fare.

Perché a difendervi, finora, siete stati bravissimi. Ma ad attaccare, a cambiare il sistema, a farlo (orrore!) a vostra immagine e somiglianza, siete stati nulli.

Volete fare il federalismo fiscale? Fare tre repubbliche, così Milan-Napoli si gioca solo in coppa UEFA? Chiudere le frontiere, come non avete fatto finora? Uscire dall’Euro? Riempire l’Italia di casinò? Annettere la Corsica?

Avete un modello da emulare? La Svizzera? La Baviera? Il Buthan? Il Vaticano?

Insomma, fateci capire cosa volete fare, ora che tutti gli sforzi preventivi di mantenimento ad libitum del vostro potere hanno dato i loro frutti e potete davvero fare dell’Italia il paese dei vostri sogni.

E non limitatevi al piccolo cabotaggio revanscista. Sì, riabilitate pure Craxi e il fascismo, cambiate i nomi alle vie, riscrivete i libri di storia come vi pare e piace. Fate pure queste piccole fascistate, ma vi chiederei di pensare in grande.

Insomma, diteci cosa cavolo avete in mente, perché io vi seguo da un po’ e non ho proprio idea di cosa vogliate fare, al di là di autoalimentarvi e crescere a dismisura. Esattamente come il blob: la cosa più orribile che abbia visto in vita mia.

Fateci sapere, eh!? Siamo oggettivamente nelle vostre mani. Personalmente mi fate paura, ma vi tocca governare per davvero, perché i miei connazionali continueranno a votarvi in massa, incuranti delle vostre porcherie.


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10 marzo 2010

E' finita come doveva finire (?)

Se il Consiglio di Stato non ci mette lo zampino, è finita come doveva finire, nel modo che avrebbe potuto essere insieme più indolore e più giusto: Formigoni e Polverini riammessi, e quindi assicurato il diritto sostanziale al voto dei cittadini di destra. Lista del PDL nella sola Provincia di Roma non ammessa, in quanto non presentata. Ma i cittadini di destra di Roma potranno comunque votare il loro candidato e una della altre numerose liste a sostegno.
Peccato che nel frattempo il centrodestra, invece di ammettere le proprie responsabilità, ha alzato lo scontro, inventato decreti, fatto la vittima. Insomma la solita cagnara. Alla quale il centrosinistra ha dovuto inevitabilmente rispondere alzando a sua volta il livello dello scontro - e come al solito, non mancando l'occasione di farsi un po' male da solo, con le dabbenaggini di Di Pietro (alle quali il mio spirito estremista, e la fatica di sopportare questi squallidi che ci governano, ha rischiato di dare pure retta).
Ora, spero riusciremo a fare l'unica cosa giusta: continuare a ricordare che il pasticcio l'hanno fatto tutto da solo, che hanno messo toppe peggiori del buco, che chi non è capace di compilare un modulo non è capace di governare, che noi non c'entriamo niente e siamo perfino dispiaciuti di non avere l'avversario PDL a Roma.
E intanto, ricominciare a parlare di lavoro, di sanità, di ambiente, di rifiuti, di nucleare...


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23 aprile 2008

Quattro giorni al seggio: una cronaca e qualche considerazione di un candidato

Cronaca tramite i personaggi incontrati in quattro giornate da rappresentante di lista

Il presidente del primo seggio: giovane ingegnere, efficiente e competente, ha fatto più volte questo lavoro. Martedì pomeriggio, quando riapre il seggio per lo scrutinio di Provincia e Comune, si lascia andare dicendo che, visti i risultati, ha il sospetto di aver sbagliato paese. In un altro momento, mi racconta perché gli piace fare questo lavoro: riesce a toccare con mano cos'è la democrazia. Mi dice più o meno: "se potessi vedere cosa vota la gente, magari l'ammazzerei. Ma dietro la cabina sono tutti uguali, ed è allora che si vede la democrazia".

Il presidente del secondo seggio: più anziano, con un bel pizzetto sale e pepe, durante lo spoglio si rifiuta inizialmente di annullare le schede bianche, poi cede. E' più conviviale, ma meno organizzato dell'altro. Comunque, mediamente esperto.

Gli scrutatori: in entrambi i seggi, giovani, istruiti e piuttosto svegli. Quasi tutti esperti e, comunque, ben disposti ad aiutare il presidente.

I rappresentanti di lista della "parte a noi avversa": con il PDL, c'è stata la quasi totale scomparsa dei tradizionali e tosti rappresentanti di AN, sostituiti da ragazzotti prezzolati dal PDL o, per meglio dire, dai singoli candidati. Per dire, il boss delle caldarroste Tredicine, il signor 5100 preferenze, ha inviato un giovinotto per seggio, pagato almeno 60 euro al giorno. La caratteristica comune dei gentili e simpatici giovanotti suddetti è la totale incompetenza, sprovvedutezza ed ignoranza dei fatti elettorali, della politica e, in certi casi, del significato stesso del voto. Una ignoranza e un disinteresse mercenario alla faccenda talmente evidente che da un lato comincio a capire "come si prendono i voti" e, dall'altro, mi viene da sorridere pensando all'"esercito della libertà" che Berlusconi dice di aver mobilitato contro "i brogli della sinistra".

Il candidato al Municipio forte nei due seggi: lo conosco bene, per aver militato nello stesso partito e nella stessa sezione per anni. Ora è in Sinistra Democratica, non tanto per convinzione quanto perché nel PD difficilmente lo avrebbero ricandidato dopo 3 o forse 4 consiliature. E' l'esempio perfetto di "come si prendono i voti", visto che nei due seggi Sinistra Arcobaleno ottiene al Municipio più di 100 preferenze, mentre nelle altre 4 schede non arriva oltre i 40 voti.
E' una persona onesta e ostinata. Conosce tutti nella sua piccola zona di riferimento, si prodiga per tutto quanto può, per agevolare la vita delle persone. Segue con dedizione qualunque questione, dalla potatura degli alberi sul viale alla posizione di una fermata d'autobus. La gente lo vota perché lo conosce e può fidarsi, e non importa a quale partito appartiene. Questa è la famosa politica del territorio, il famoso radicamento. Eppure non posso fare a meno di chiedermi cosa succederebbe se si dovessero prendere decisioni "impopolari" ma giuste dalle sue parti, se ad esempio il 
Parco delle Mura Aureliane fosse proprio dove lui fa il pieno di voti...

Insomma, l'arte di prendere i voti a Roma non è forse troppo diversa da quella usata dalla Lega con il suo ormai mitico "radicamento territoriale". Forse perché a Roma la città costruita è, in realtà, più un insieme di piccoli paesi che una metropoli dove tutto diviene anonimo, o forse perché quando le preferenze espresse sono un numero così esiguo rispetto al totale dei voti, è sufficiente saper smuovere una piccola superficie per ottenere risultati non indifferenti.

Lo spoglio, le preferenze

Lo spoglio del Senato e della Camera non riserva sorprese o complicazioni. Da noi, come è noto, il PD vince alla grande e il PDL è nettamente sotto, ma sappiamo che si tratta di un caso. Lo spoglio di martedì per Comune e Municipio, invece, moltiplica sia le complicazioni per gli scrutatori, sia soprattutto l'ansia e la costante presenza dei rappresentanti di lista, che spuntano come funghi e chiedono continuamente dati. Infatti, ci sono le preferenze.
La macchina del mio partito è tutta tesa alla raccolta dei dati sulle preferenze al Municipio, e non per caso. Scoprirò infatti che il Comune di Roma tratta informaticamente la trasmissione immediata di tutti i dati con esclusione delle preferenze al Municipio. Quindi, mercoledì mattina erano immediatamente disponibili, sul sito del comune, sia pure in versione non ufficiale, tutti i dati incluse le preferenze per il Comune. Ma per sapere subito se un candidato al Municipio è stato eletto, non c'è altro modo che rilevare direttamente il dato seggio per seggio tramite i rappresentanti di lista. E' per questo che, non avendo una copertura totale dei seggi, è da mercoledì che so di non essere stato eletto, ma solo ieri sera ho avuto il dato effettivo, che sarà ufficializzato solo oggi.

Dal punto di osservazione del rappresentante di lista e, contemporaneamente, del candidato, mi sento di dire una cosa. Questa faccenda della preferenza unica è un meccanismo privo di senso. Balcanizza la campagna elettorale locale, perché sposta tutte le risorse sulla campagna dei singoli candidati, che diventano nei fatti nemici fra loro. E impedisce al partito di presentarsi come tale. Che Alessandra Sacchi ed io abbiamo rifiutato questo meccanismo, pianificando una campagna elettorale coordinata, è solo un caso o il portato di una vecchia tradizione del nostro partito di provenienza. Ma non basta.
Altro sarebbe avere collegi uninominali o liste bloccate (ebbene sì, proprio loro!), i cui candidati siano selezionati da ciascun partito sulla base di primarie obbligatorie per legge. Nella fase delle primarie, si farebbe la selezione dei candidati. E l'elezione sarebbe affrontata da ciascun partito come un vero partito, con maggior chiarezza per tutti.

Comunque, grazie

Come ho accennato, non sono stato eletto. Ho avuto 151 voti, contro i 663 del candidato del PD che ha avuto più preferenze, e sono ventesimo in un graduatoria di 24 candidati. Non certo un grandissimo risultato, anche se bisogna considerare che gli eletti sono praticamente tutti consiglieri uscenti, e che chi sta in graduatoria nei posti immediatamente davanti al mio ha più o meno lo stesso numero di preferenze.
Ringrazio tutti quelli che mi hanno votato, ed anche tutti quelli che ho scocciato in questi giorni con le mie email e le mie lettere, e infine le persone che hanno dedicato tempo a scrivermi, a chiedermi opinioni, anche a polemizzare con me e con le mie idee.


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28 marzo 2007

Il catalogo completo dei brogli

Mio fratello ha messo on line l'analisi più completa e dettagliata che abbia visto sui presunti brogli elettorali del 9 e 10 aprile, con una tabellona di analisi dei punti controversi, le stranezze, le possibili spiegazioni, e con dati statistici, dettagli procedurali ed ipotesi sul misterioso risultato elettorale.
Ne consiglio vivamente la lettura, in particolare della parte che analizza il comportamento di chi vota scheda bianca. E sarei curioso di sapere cosa ne pensate


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