.
Annunci online

corradoinblog
appunti sicuramente utili a me, a volte anche agli altri,


Home


1 novembre 2011

Meno stato e meno mercato - una riflessione a forma di lettera

Caro Ivan, caro Raoul, caro Marco, Cara Irene e cari tutti voi che ho cominciato a conoscere ed apprezzare fin dall’inizio dell’avventura de iMille nella sua versione “movimento politico”,

Proprio perché vi stimo, e vi voglio bene, e proprio perché grazie ai vostri ragionamenti, alle vostre analisi e alla vostra pratica politica ho potuto aprire la mia mente di ex comunista di mezza età verso un modo più liberale di vedere le cose, più attento alla libertà individuale e alle possibilità di realizzazione delle persone – proprio per questo mi chiedo e vi chiedo per quale motivo ultimamente ho il sospetto che tutti voi (e con voi tutto un certo mondo di sinistra liberale) stiate diventando improvvisamente vecchi di fronte ai mutamenti del mondo. Senza accorgervene.

Voi siete stati capaci di chieder conto al corpaccione del vecchio partito e della vecchia politica di tutte le sue inadeguatezze e di tutta l’incapacità di stare al passo coi tempi. Come giustamente dice Ivan, nel nostro mondo che va veloce c’è bisogno di una politica contemporanea, e la politica espressa dalle nostre classi dirigenti negli ultimi anni non è certo stato un esempio in questo senso, sia nel merito, sia perché a incarnarla stavano persone ben poco “contemporanee”.

Però adesso, di fronte alla grande crisi globale e alla sua incarnazione italiana, vi vedo come presi da una certa afasia e – come dire – da una certa coazione a ripetere. A ripeterele ricette che nel recente passato sembravano le più adatte a svecchiare il nostro paese e che invece ora, alla luce dei fatti, sembrano più adatte ad affossarlo del tutto.

Quel che mi stupisce è che proprio voi, che mi avete insegnato la capacità di leggere il presente, abbiate smesso di farlo, rifiutandovi di vedere quanto il percorso della storia dovrebbe rendere molto evidente. Il percorso della storia ci dice che la liberazione di ricchezza, di libertà e capacità umana, assicurato dalla globalizzazione, si è scontrata con due enormi ostacoli che ne hanno frantumato la forza.

Il primo ostacolo è l’instabilità strutturale e sistemica del capitalismo, quella caratteristica che in tutte le fasi di crescita si tende a dimenticare fino al punto che la teoria economica inizia a parlare di fine dell’esistenza del ciclo economico. Raoul, il fatto che oggi siamo palesemente in un “Minsky moment” dovrebbe chiarirci finalmente che non basta pensare ad una qualche più o meno blanda regolazione del capitalismo per realizzare un mondo un po’ meno ingiusto. Quelche serve è ben di più di una semplice regolazione, è una politica che stabilizzi l’instabilità strutturale attraverso una parziale socializzazione dell’investimento, ossia della componente volatile e strutturalmente instabile del ciclo. Del resto, l’evidenza con cui tutte le iniezioni di liquidità, tutti i fondi salva stati s’infrangono nella sfiducia dei mercati, non sta lì a segnalarci che un sistema strutturalmente in mano alle aspettative e agli animal spirits non è una soluzione?

Il secondo ostacolo è, con tutta evidenza, lo scoglio energetico, climatico e della crescita della popolazione. Il vostro – e il mio – progressismo, la vostra fiducia nella scienza e nella tecnologia vi portano a pensare che uno sviluppo sostenibile sia possibile. Sappiamo bene che è certamente possibile una crescita immateriale, una crescita nella quale l’intensità tecnologica del prodotto sia tale da compensare (più che compensare) l’impatto ambientale della crescita fisica di prodotto e popolazione. Insomma, siamo o dovremmo essere tutti d’accordo per una decrescita riformista. Però non vi vedo molto consapevoli di cosa ciò significhi peril modello di sviluppo da adottare, per il sistema di regole di cui dotarsi. Mi sembra che, sulla scorta della vostra illusione liberale, siate convinti anche in questo caso che la soluzione sia una vasta libertà regolata, associata ad un ben congegnato sistema di incentivi, mentre lo sforzo necessario a riorientare la produzione in senso sostenibile si scontra contro vantaggi del business as usual talmente forti che nessuna blanda regolazione sarà mai in grado di contrastare. Detto in altri termini, anche in questo caso il modello che servirebbe implica governo e socializzazione di parte degli investimenti.

Ecco, mi rendo conto che una simile prospettiva sia quanto di più lontano dalla vostra forma mentis. E richiami immagini di un passato statalista o, peggio, da socialismo reale, che ritenete giustamente una iattura da allontanare con tutte le forze.

Tuttavia, i dati di fatto della grande crisi ci dicono proprio che di una simile prospettiva c’è gran bisogno, salvo pensare che il destino delle grandi crisi cicliche sia in fondo un destino accettabile a fronte dei vantaggi del metodo di produzione capitalista e di mercato. E salvo sperare – davvero in modo irragionevole – che si troverà sempre il modo di rendere infinite risorse finite. Salvo, insomma, pensare che da questa crisi si possa uscire con ricette “normali”, che sia solo questione di fine tuning, di capacità e credibilità delle classi dirigenti, di onestà e decisione, e nella migliore delle ipotesi di una certa attenzione alla giustizia sociale.

Vorrei vedervi reattivi di fronte a questi problemi, meno affaccendati e limitati nell’ostinato attacco alle rigidità stataliste del sistema Italia e al conservatorismo di sinistra. Vorrei vedervi capaci di usare questa vostra forza – la vostra sacrosanta polemica “contemporanea” contro la vecchia Italia, per la liberazione dei talenti e del merito, per lo scatto generazionale e l’apertura mentale – non per riproporre semplicemente di fare in Italia ciò che si è fatto in Inghilterra o in Spagna qualche hanno fa, ma per ragionare su una risposta nuova alle mutate condizioni del mondo nuovo.

Una risposta che io sintetizzerei prima di tutto in un’idea molto semplice: il mondo (e soprattutto l’Italia), ha bisogno di meno Stato e meno mercato. Meno Stato, per tutte le ragioni su cui avete scritto edetto, perché c’è bisogno di libertà, efficienza e leggerezza e non di costose ed inefficienti burocrazie. Meno mercato, perché alcuni grandi investimenti strategici, certi “beni comuni” (lo dico fra virgolette perché concordo con voiche bisogna rifuggire da certe semplificazioni ideologiche), alcune scelte produttive necessarie a salvare l’ecosistema, devono essere resi pubblici (non necessariamente statali) e rigorosamente sottratti ai fallimenti del mercato.

****

Carissimi, ho scritto quanto sopra mentre ero off-line, nel silenzio dei Monti Sibillini, e non potevo leggere le vostre discussioni sulla diatriba Ichino/Fassina o su Renzi,del quale mi arrivavano echi televisivi e giornalistici più o meno precisi. Mi spiace, ma non sono affatto d’accordo con l’articolo/appello pubblicato su iMille. Sulla questione della politica del lavoro, tendo a credere che l’architettura pensata da Ichino sia quella più ragionevole e giusta. O per meglio dire, credo che sia stata quella più ragionevole e giusta nel quadro economico dato fino alla grande crisi attuale. Però non si può pretendere che, nel momento in cui Ichino “abbocca” alle idiozie di Sacconi, il buon Fassina non sia praticamente costretto a dire quel che ha detto.  E poi,davvero, credete che i tempi di ferro che si annunciano siano adatti a una raffinata riforma del welfare in senso liberale?

Infine, vi chiedo: ma di fronte a quel che sta succedendo, siete davvero sicuri che le vostre risposte siano – ancora – quelle giuste? Oppure non vi viene il sospetto che le ingenuità di chi dice “questo debito non lo paghiamo” siano meno folli della realtà della finanza mondiale? E che quindi chi cerca di vedere le cose in modo diverso dal solito, dovrebbe essere almeno un po’ ascoltato?


26 maggio 2011

I problemi europei e i falsari italiani dell'economia

L'Europa non sta affatto bene. Non sta bene in termini di politiche economiche condivise, non sta bene perché continua ostinatamente a perseguire l'assurda politica dei tagli e dell'attacco al modello sociale europeo come se questa potesse essere una soluzione che porta alla crescita. Non sta bene perché le buone performance della Germania, di cui tutti possiamo essere magari contenti o invidiosi, sono in buona misura sostenute da uno scambio ineguale con i paesi più deboli dell'area Euro. Non sta bene perché popolazioni sempre più impaurite e governi di destra sempre più pavidi tendono a rinchiudersi nel proprio orticello, sperando così di difendersi dal resto del mondo che avanza.
Nel frattempo, in Italia quel vero e proprio falsario dell'Economia che è Tremonti si permette di attaccare - in modo perfino patetico - l'Istat e i suoi studi. Continuando nella perniciosa linea del negare l'evidenza di una crisi che qui da noi è la versione aggravata della generale crisi di futuro che attanaglia l'Europa.
Di tutto questo, in vario modo, si è parlato in questo periodo sul magazine de iMille e altrove. Per chi vuole approfondire, consiglio queste letture:


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. europa istat tremonti imille italiafutura

permalink | inviato da corradoinblog il 26/5/2011 alle 10:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


18 aprile 2011

Due domande per la Finlandia

Mi piacerebbe tanto chiedere ai veri finnici a chi pensano di vendere i loro bei telefonini Nokia, quando, impedendo gli aiuti UE, avranno fatto fallire il Portogallo, la Grecia e magari la Spagna e, perché no, l'Italia. A forza di cieco egoismo, non ci vorrà molto per frantumare l'Europa, furura zona di triste declino economico e sociale.

Ma ho una domanda anche per noi, che ci siamo appassionati alle fantastiche performance del sistema scolastico finlandese, al suo modello a detta di tutti eccezionalmente efficace nella formazione di elevate competenze, chiave di volta del successo di quel paese. Non sarà che l'idea che la buona scuola sia maestra di cittadinanza e coesione sociale, forse è un'idea discutibiile, o comunque parziale? Non sarà che la scuola che forma grandi competenze non necessariamente forma cittadini consapevoli?


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Finlandia Europa Populismo Scuola Egoismo

permalink | inviato da corradoinblog il 18/4/2011 alle 9:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


24 gennaio 2011

Un altro primato italiano



A pagina 30 di questo rapporto, si vede un altro primato italiano: ci ammazzano se andiamo in bici, e quindi andiamo poco in bici.

(ed è per questo che io guido la mia bici con molta, molta prudenza)


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Biciclette Primati Europa

permalink | inviato da corradoinblog il 24/1/2011 alle 16:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


21 gennaio 2011

Le donne

Lavoro in un open space. Mediamente ci sono poco più di 20 persone. Solo tre sono donne.
Partecipo a riunioni di lavoro, in azienda o con il cliente. Quasi sempre, nella migliore delle ipotesi c’è una sola o al massimo due donne.
Faccio politica al mio circolo territoriale PD o in rete. Qui le donne sono appena un po’ più numerose, ma sempre in netta minoranza.
Mi occupo di energia e ambiente e quindi partecipo a numerosi forum e liste di discussione on line, o consulto blog di settore. Quando si parla di energia e petrolio, il maschilismo regna davvero sovrano: con l’esclusione di Debora Billi e di Anna Ryden (che tra l’altro è la più brava), a occuparci di picco, energia e clima siamo tutti uomini.

Dice l’Istat

Il tasso di inattività della popolazione tra i 15 e i 64 anni è pari a 37,6 per cento, valore tra i più elevati d’Europa. Particolarmente elevata l’inattività femminile (48,9 per cento).


E la situazione sta peggiorando nel tempo. E se si confronta la situazione italiana con quella europea, solo Malta sta peggio di noi, come mostra questo grafico.



Quando, come spesso accade, sul lavoro ci sono solo maschi, il livello dell’educazione scende immediatamente, le battute a sfondo sessuale si moltiplicano, incluse quasi sempre quelle anti gay. Insomma, il maschio italiano medio al lavoro assomiglia pericolosamente alla caricatrura della caricatura del nostro presidente del consiglio.

Ecco, forse la più grande ed urgente riforma per questo paese sarebbe aiutare il lavoro delle donne.

(a proposito, guardatevi questo bellissimo nuovo minisito dell’Istat. Per fortuna che, come mi diceva tempo fa qualcuno, all’Istat continuano a lavorare dei sinceri democratici. Che sanno dirci, coi numeri, come stanno le cose)


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Donne Europa Modernità Futuro

permalink | inviato da corradoinblog il 21/1/2011 alle 11:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


10 agosto 2010

Le cose importanti

Dopo aver un po' vanamente discettato di fantapolitica, oggi preferisco dedicarmi alle cose davvero importanti. Che oggi mi sembrano essenzialmente due.


La prima, è l'evidenza di una sorta di strisciante disastro ambientale mondiale (incendi russi, ghiacci polari, piogge europee, monsoni asiatici...). Un disastro che, nella calma vacanziera d'agosto, per molti giorni è stato venduto dall'informazione senza fare alcun collegamento col riscaldamento climatico (mentre ad ogni gelata non manca mai l'articoletto "di colore" che mette in dubbio i risultati scientifici sul climate change). Ma che ora comincia ad essere descritto per quello che è.


La seconda cosa importante è che intravedo timidi segnali di un movimento verso una ripresa di iniziativa europea, verso un possibile ruolo dell'Europa per rinnovare e riformare l'economia mondiale. Solo timidi segnali, che magari non avranno frutti, ma almeno qualcosa si muove.


Dopo la dichiarata volontà tedesca di tassare in qualche modo banche e/o transazioni internazionali di capitali (non è affatto la stessa cosa, peraltro), mi ha abbastanza stupito che la proposta di attribuzione di parte dei debiti sovrani dei paesi UE a un fondo europeo da finanziare con una Tobin tax, fatta da Vincenzo Visco prima sul Corriere e poi su l'Unità, non abbia generato praticamente alcun dibattito. A me, infatti, è sembrata davvero una buonissima idea, per la sua capacità di rimettere i governi in grado di fare politiche economiche non strangolati da vincoli di bilancio esterni - il che non vuol dire finanza allegra, sia chiaro. E per la sua potenzialità redistributiva vista la fonte di finanziamento. Insomma, una di quelle idee che, sebbene sembri complicata, se spiegata in modo semplice può essere perfino tradotta in mobilitazione popolare (come del resto è stato per la Tobin tax).


Bene, oggi leggo sul Financial Times che il commissario Ue al bilancio Janusz Lewandowski starebbe per proporre una tassazione diretta per finanziare la UE, appunto basata sulle transazioni finanziarie, e/o sulle tasse areoportuali, o ancora su una parte del sistema di tassazione cap and trade europeo. In compenso, sarebbero ridotti i contributi finanziari diretti da parte degli stati. Insomma, così come si chiede a gran voce in Italia autonomia fiscale per i comuni e le regioni (il federalismo fiscale), ci si starebbe muovendo nella stessa direzione di un po' di autonomia fiscale anche per la UE, scegliendo per di più una base imponibile (le transazioni finanziarie) molto promettente dal punto di vista redistributivo.


E' probabile che i governi saranno contrari, come già si evince dall'articolo citato sopra. Ma, appunto, qualcosa si muove.


E avere un bilancio decente, un fondo europeo significativo, e averlo finanziato non a debito ma tassando gli eccessi di ricchezza, mi sembra una premessa per affrontare i grandi investimenti che serviranno per affrontare il disastro climatico che ci aspetta.  

(incidentalmente, quando sentiremo uno dei nostri futuri leader parlare di queste cose, invece che di posizionamenti?)


28 aprile 2010

Peggio per noi

Qui Fitoussi dice tutto, ma proprio tutto, sullo scandalo delle agenzie di rating che regalano profitti agli speculatori sulla pelle della gente comune, e sul suicidio idiota dell'Europa unita.



La Cina (e forse l'India) sarà presto il centro del mondo, e noi una triste periferia declinante. Peggio per noi, se siamo così fessi da distruggere l'Euro perché abbiamo paura di irrilevanti elezioni regionali in Germania, o di credere di poter fare a meno degli extracomunitari e restare ricchi richiudendoci nelle nostre villette a schiera e nei nostri capannoni di impresette che non sanno più produrre nulla di vendibile sui mercati internazionali.



Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Declino Grecia Europa Fitoussi

permalink | inviato da corradoinblog il 28/4/2010 alle 12:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


23 giugno 2009

Sogni europei



Leggo con ritardo un articolo drammaticamente superato dai fatti.
E però, mi ostino a pensare che certe cose bisogna continuare a pensarle, a dirle, a sperarle. Un grande Padoa Schioppa, davvero.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Europa Futuro

permalink | inviato da corradoinblog il 23/6/2009 alle 21:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


29 aprile 2009

Cos'è l'Europa

Le domande che questo sito pone ai candidati alle europee del PD sono di per sé un buon inizio di discussione. Non posso che segnalare con piacere e con un po' d'invidia da ex attivista ormai del tutto scacciato dalla politica da un lavoro semplicemente esagerato, l'ennesima lodevolissima iniziativa del Circolo On Line Barak Obama.



Leggete, diffondete e partecipate. 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Scelgo Democratico Europa

permalink | inviato da corradoinblog il 29/4/2009 alle 23:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


24 ottobre 2008

La grande occasione

Qui si discute di 20-20-20 (con qualche giorno di ritardo dalle notizie che mi hanno stimolato questa ennesima riflessione sul futuro energetico e climatico). Per chi interessa, ci sarà a breve una seconda puntata. Sempre da iMille.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Energia Clima Europa 20-20-20

permalink | inviato da corradoinblog il 24/10/2008 alle 22:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


21 ottobre 2008

Ricapitoliamo

  1. Sarkozy, uno di destra che mi sta pure antipatico, attacca la pretesa italiana di non approvare il piano europeo sull'ambiente: "Il pacchetto è fondato sulla convinzione che il mondo va incontro alla catastrofe se continua a produrre nelle stesse condizione. Non vedo alcuna argomentazione che mi dica che il mondo va meglio dal punto di vista ambientale solo perché c'è la crisi economica" Come dargli torto?
  2. Scajola, un genio dell'industria, non trova meglio che rispolverare le rottamazioni di auto ed elettrodomestici, ossia pompare nuova energia per produrre nuova ferraglia inutile, che forse consumerà e inquinerà un po' di meno di quella in uso, ma al prezzo di nuovo inquinamento indiretto: l'energia per produrre e lo spazio e l'energia per rottamare (i rottami sono rifiuti, ricordate?) non la contabilizza mai nessuno, in questi strani interventi che vorrebbero passare per ecologici, ma il cui bilancio energetico complessivo è per lo meno dubbio.In ogni caso, l'ieda è di aiutare l'industria, mai le persone.
  3. E invece sono le persone che avrebbero bisogno di aiuto. L'OCSE, un'organizzazione sostanzialmente liberista e moderatissima, ma che sa misurare le cose con competenza, ci comunica che l'Italia è ormai uno dei paesi con il livello di diseguaglianza dei redditi più clamoroso al mondo. Oltre a dirci che, in generale, la diseguaglianza sta aumentando dappertutto, anche se meno velocemente che da noi. Però, mi raccomando, continuiamo pure a negare che il trentennio liberista sia la causa di questo disastro. E non interroghiamoci sul perché anche nei pochi anni di governo "dimezzato" del centro sinistra, in Italia, non si sia riusciti nemmeno a scalfire questa tendenza all'ingiustizia sistemica.

Il 25 ottobre c'è una manifestazione a Roma. Mi sa che ci sono un bel po' di motivi per andarci.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. europa sarkozy ocse scajola 25 ottobre

permalink | inviato da corradoinblog il 21/10/2008 alle 13:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


4 luglio 2008

I Pentangle a Bibbiano (ehm...)

Fra poche ore parto per Bibbiano, dove domani si inaugura una strada dedicata a mio nonno Prospero Vergalli, primo sindaco del dopoguerra e partigiano.
Lunedì, invece, mi sono concesso la follia di andare a Londra a sentire i Pentangle che, dopo molti anni, si riuniscono per alcuni concerti.
Quindi, non essendo dotato di raffinati strumenti palmari e connessioni wireless, questo blog torna in servizio da mercoledì prossimo.
Non prima di avere segnalato:
  • la soddisfazione per la piega che sta prendendo la faccenda dell'elezione del nuovo segretario del PD del Lazio;
  • Questo dibattito sul circolo on line PD Obama, su una politica per l'Europa


19 giugno 2008

Pensierini 2 - La tessera per il pane

"Ormai è noto a tutti che stiamo andando verso il collasso definitivo", ci dice Latouche proprio nelle prime righe del suo ultimo libro. Fosse vero, i politici farebbero cose diverse, o i popoli voterebbero per altri politici. Non è affatto noto a tutti, e tutt'ora la maggior parte delle persone semplicemente non crede nella gravità della situazione energetico/climatica.

*****

E' lo stesso strabismo che ci fa dire, a noi di sinistra, che la gente sa benissimo che Berlusconi è uno che si fa prima di tutto i suoi interessi, che ha infranto la legge più volte, che ha iniziato la sua fortuna economica in modo  poco pulito. E che lo vota in piena coscienza perché gli sta bene così. Magari fosse. Per 1 elettore del caimano che lo vota cosciente dei suoi "difetti", quindi per coerente interesse, ce ne sono 10 sinceramente convinti che sia un povero perseguitato dai giudici comunisti.

*****

Aspetto con fiducia che le associazioni dei benzinai decidano la solita serrata contro la liberalizzazione delle pompe di benzina nei supermercati. Ma ho il sospetto che, stranamente, questa volta il provvedimento passerà liscio come l'olio, senza alcuna rivolta come quelle anti Bersani.

*****

Irlanda batte Europa Uno a Zero. Gualtieri dice, con qualche logica, che è inutile ostinarsi in impossibili sogni di Europa dei popoli, troppo prematuri, ed è meglio trovare a livello governativo trucchi ed escamotage per andare avanti. Aggiungo io, perché noi sappiamo che l'Europa è l'unico spazio ragionevole per una politica capace di non essere succube dell'economia.
E però, viene il sospetto che a forza di escamotage e di ostinazione a non parlare chiaro e a fare machiavelli, il momento in cui i tempi saranno maturi non arriverà mai. Se l'Europa è quella ridicola che continua ossessivamente a cercare con lanternino "aiuti di stato" da sanzionare, invece di rilanciare una politica economica, sociale, energetica ed ecologica europea, è molto facile per i leghisti difendere Malpensa e per Tremonti venderei il prestito Alitalia come fosse una politica sociale e di sinistra.

*****

Tessera per il pane per i meno abbienti. Esercito nelle strade. Tassa sui ricchi petrolieri, ossia richiesta di oro per la Patria. Vi ricorda qualcosa?


22 marzo 2007

Conservatori per destino e interesse?

I segnali, nella nostra Europa, sono abbastanza chiari:
  • Le opinioni politiche dell'Europa opulenta si spostano al centro, alla ricerca di una moderazione che salvi la capra dello stato sociale - che fa piacere alle classi medie - e i cavoli della ricchezza e del consumo energivoro per tutti:
    • Sta succedendo in Finlandia e nei paesi scandinavi, dove i socialdemocratici perdono terreno a favore di forze che si guardano bene dal rinnegare il ricco stato sociale locale, ma che comunque vogliono spostare l'asse dell'attenzione sull'individuo e sulla difesa di ciò che c'è, contro l'esterno.
    • Sta succedendo in Francia con Bayerau (leggendo Le Monde, mi sembra che anche quel giornale tradizionalmente vicino ai socialisti sia affascinato da quel "nuovo centro").
    • E' già successo con le grosse koalition di Germania ed Austria.
    • E' del tutto metabolizzato nel Regno Unito dopo anni di Blair.
    • E' intensamente desiderato da vaste forze qui in Italia, con l'aggravante e la complicazione che la costruzione di un centro sinistra illuminato si scontra con una chiesa che spera di tornare al medioevo.
  • Nell'Europa dei nuovi entrati, invece, rischia di vincere l'estremismo nazionalista, antisemita e omofobo, come in Polonia. La situazione è per fortuna più variegata, ma il timore che prevalga l'egoismo nazionale e la paura dell'altro è più che fondato. Del resto, quando in Francia appena due anni fa si discuteva solo dell'idraulico polacco che avrebbe tolto posti di lavoro, come stupirsi che in Polonia la risposta sia stata la chiusura identitaria reazionaria e cattolica?

Il fatto, profondo, che sta dietro a questi movimenti di opinione, mi sembra sia la percezione che non ce ne sia per tutti. L'Europa ricca si sente accerchiata, quella nuova teme di non arrivare in tempo al banchetto, perché tutti, in un modo o nell'altro, di fronte al grande disordine mondiale, percepiscono che non si può continuare così, che questo modello di consumo energetico - e quindi di disponibilità di beni materiali, di godimento feticistico delle merci - sia arrivato al termine.
Salvo sperare di chiudersi nel fortino, e che gli altri nel vasto mondo crepino pure, così forse si ricrea spazio e aria e clima per noi ricchi...

Solo che, temo, richiudersi nel fortino non funziona più.

Nei cinquant'anni del trattato di Roma, servirebbe una speranza, ma vediamo solo tecnocrati freddi e popolazioni impaurite o confuse. Il mio feroce europeismo non demorde, ma faccio sempre più fatica a vederne, a breve, esiti positivi, quando anche le grandi scelte tecnologiche, come il progetto Galileo, per non dir di Quaero, si impantanano negli egoismi negli interessi e nella insipienza.


Tag: - - - - -

sfoglia     ottobre        marzo
 
 




blog letto 1 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario
Educazione civica
Le BeDe!
Cultura d'impresa?
Libri
Heimat e..
Europa
Tecniche
Sommari
Sion
Marx
Politiche
IX Municipio
Pillole

VAI A VEDERE

iMille, il blog dove scrivo le cose migliori
Musica e Memoria
Coordinamento Roma Ciclabile
Movimentofisso
Sul 77
Per non dimenticare
La mia sezione PD!
TSF Jazz Francia
Amici di Radio 3
Una comunità dell'Ulivo
Vecchie cose: Un isolato da 1,5Kw
Vecchie cose: manutenzione ambientale
Vecchie cose: Wikimille
Vecchie cose: Emenda il Manifesto del PD



Questo blog è on line dal 26 agosto 2004

Credits per la testatina: Vittorio Giardino, Igort, Lorenzo Mattotti


SE VUOI SCRIVERMI:
truffi.pd9[at]gmail.com


In lettura in questi giorni:
Dalla mia libreria:


Qualche pensiero a cui tengo:
Il consenso e le tasse
La politica della coda lunga
Lizzy
Fiaccole
Sion
Jazz o barocco?
Prioritarie 2006
Niente per amore

Orgoglio di padre 2
Titoli, sottotitoli e articoli
Zio Guido
Israele a Londra>
Orgoglio di padre

Licenza Creative Commons
I testi del blog sono sotto una Licenza Creative Commons
.

CERCA