.
Annunci online

corradoinblog
appunti sicuramente utili a me, a volte anche agli altri,


Home


20 marzo 2014

Noi Euro - per chi se lo fosse perso

Poco tempo fa #iMilleMag hanno pubblicato un bello speciale sull'Europa, NOI EURO. Per chi se lo fosse perso, riporto qui l'elenco degli articoli con relativi link (incluso il mio modesto contributo). Buona lettura!

Lorenzo Gasparrini, Per un'Europa dei diritti

Emidio Picariello, La mia Europa, vista dallaProvincia

Filippo Zuliani, Energia: Europa o non Europa

Lorenzo Piersantelli, Corruzione e politicheanticorruzione in Europa

Manuela Sammarco, I cicli scolastici in Italia e inEuropa

Francesco Malfatti, La generazione Erasmus

Corrado Truffi, Un servizio civile per un'Europacivile

Giovanni Susta, L'Europa fra popoli e populismi

Luciano Canova: Eurobond risorgimentali

Marco Simoni, Il cuore dell'Euro

Simona Milio, Il futuro delle politiche dicoesione

Raoul Minetti e Alessandro Giovannini, L'Unione bancaria europea

Emanuela Marchiafava, Itinerari culturali del Consigliod'Europa

Federico Geremei, Europa in conto capitale (dellacultura)

Irene Tinagli, Noi Euro, introduzioneallo speciale


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. iMille

permalink | inviato da corradoinblog il 20/3/2014 alle 8:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


7 agosto 2013

A Roma non si può

Avevo pensato di chiamare “a Roma non si può” questo mio nuovo articolo per iMille. Tuttavia il più fiducioso titolo redazionale è un investimento sul futuro. Quel futuro dove, come spiego in dettaglio nell’articolo, quando si pedonalizza lo si fa non per spostare il traffico altrove, ma per ridurre il traffico.



Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. iMille Marino Fori imperiali

permalink | inviato da corradoinblog il 7/8/2013 alle 10:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


1 novembre 2011

Meno stato e meno mercato - una riflessione a forma di lettera

Caro Ivan, caro Raoul, caro Marco, Cara Irene e cari tutti voi che ho cominciato a conoscere ed apprezzare fin dall’inizio dell’avventura de iMille nella sua versione “movimento politico”,

Proprio perché vi stimo, e vi voglio bene, e proprio perché grazie ai vostri ragionamenti, alle vostre analisi e alla vostra pratica politica ho potuto aprire la mia mente di ex comunista di mezza età verso un modo più liberale di vedere le cose, più attento alla libertà individuale e alle possibilità di realizzazione delle persone – proprio per questo mi chiedo e vi chiedo per quale motivo ultimamente ho il sospetto che tutti voi (e con voi tutto un certo mondo di sinistra liberale) stiate diventando improvvisamente vecchi di fronte ai mutamenti del mondo. Senza accorgervene.

Voi siete stati capaci di chieder conto al corpaccione del vecchio partito e della vecchia politica di tutte le sue inadeguatezze e di tutta l’incapacità di stare al passo coi tempi. Come giustamente dice Ivan, nel nostro mondo che va veloce c’è bisogno di una politica contemporanea, e la politica espressa dalle nostre classi dirigenti negli ultimi anni non è certo stato un esempio in questo senso, sia nel merito, sia perché a incarnarla stavano persone ben poco “contemporanee”.

Però adesso, di fronte alla grande crisi globale e alla sua incarnazione italiana, vi vedo come presi da una certa afasia e – come dire – da una certa coazione a ripetere. A ripeterele ricette che nel recente passato sembravano le più adatte a svecchiare il nostro paese e che invece ora, alla luce dei fatti, sembrano più adatte ad affossarlo del tutto.

Quel che mi stupisce è che proprio voi, che mi avete insegnato la capacità di leggere il presente, abbiate smesso di farlo, rifiutandovi di vedere quanto il percorso della storia dovrebbe rendere molto evidente. Il percorso della storia ci dice che la liberazione di ricchezza, di libertà e capacità umana, assicurato dalla globalizzazione, si è scontrata con due enormi ostacoli che ne hanno frantumato la forza.

Il primo ostacolo è l’instabilità strutturale e sistemica del capitalismo, quella caratteristica che in tutte le fasi di crescita si tende a dimenticare fino al punto che la teoria economica inizia a parlare di fine dell’esistenza del ciclo economico. Raoul, il fatto che oggi siamo palesemente in un “Minsky moment” dovrebbe chiarirci finalmente che non basta pensare ad una qualche più o meno blanda regolazione del capitalismo per realizzare un mondo un po’ meno ingiusto. Quelche serve è ben di più di una semplice regolazione, è una politica che stabilizzi l’instabilità strutturale attraverso una parziale socializzazione dell’investimento, ossia della componente volatile e strutturalmente instabile del ciclo. Del resto, l’evidenza con cui tutte le iniezioni di liquidità, tutti i fondi salva stati s’infrangono nella sfiducia dei mercati, non sta lì a segnalarci che un sistema strutturalmente in mano alle aspettative e agli animal spirits non è una soluzione?

Il secondo ostacolo è, con tutta evidenza, lo scoglio energetico, climatico e della crescita della popolazione. Il vostro – e il mio – progressismo, la vostra fiducia nella scienza e nella tecnologia vi portano a pensare che uno sviluppo sostenibile sia possibile. Sappiamo bene che è certamente possibile una crescita immateriale, una crescita nella quale l’intensità tecnologica del prodotto sia tale da compensare (più che compensare) l’impatto ambientale della crescita fisica di prodotto e popolazione. Insomma, siamo o dovremmo essere tutti d’accordo per una decrescita riformista. Però non vi vedo molto consapevoli di cosa ciò significhi peril modello di sviluppo da adottare, per il sistema di regole di cui dotarsi. Mi sembra che, sulla scorta della vostra illusione liberale, siate convinti anche in questo caso che la soluzione sia una vasta libertà regolata, associata ad un ben congegnato sistema di incentivi, mentre lo sforzo necessario a riorientare la produzione in senso sostenibile si scontra contro vantaggi del business as usual talmente forti che nessuna blanda regolazione sarà mai in grado di contrastare. Detto in altri termini, anche in questo caso il modello che servirebbe implica governo e socializzazione di parte degli investimenti.

Ecco, mi rendo conto che una simile prospettiva sia quanto di più lontano dalla vostra forma mentis. E richiami immagini di un passato statalista o, peggio, da socialismo reale, che ritenete giustamente una iattura da allontanare con tutte le forze.

Tuttavia, i dati di fatto della grande crisi ci dicono proprio che di una simile prospettiva c’è gran bisogno, salvo pensare che il destino delle grandi crisi cicliche sia in fondo un destino accettabile a fronte dei vantaggi del metodo di produzione capitalista e di mercato. E salvo sperare – davvero in modo irragionevole – che si troverà sempre il modo di rendere infinite risorse finite. Salvo, insomma, pensare che da questa crisi si possa uscire con ricette “normali”, che sia solo questione di fine tuning, di capacità e credibilità delle classi dirigenti, di onestà e decisione, e nella migliore delle ipotesi di una certa attenzione alla giustizia sociale.

Vorrei vedervi reattivi di fronte a questi problemi, meno affaccendati e limitati nell’ostinato attacco alle rigidità stataliste del sistema Italia e al conservatorismo di sinistra. Vorrei vedervi capaci di usare questa vostra forza – la vostra sacrosanta polemica “contemporanea” contro la vecchia Italia, per la liberazione dei talenti e del merito, per lo scatto generazionale e l’apertura mentale – non per riproporre semplicemente di fare in Italia ciò che si è fatto in Inghilterra o in Spagna qualche hanno fa, ma per ragionare su una risposta nuova alle mutate condizioni del mondo nuovo.

Una risposta che io sintetizzerei prima di tutto in un’idea molto semplice: il mondo (e soprattutto l’Italia), ha bisogno di meno Stato e meno mercato. Meno Stato, per tutte le ragioni su cui avete scritto edetto, perché c’è bisogno di libertà, efficienza e leggerezza e non di costose ed inefficienti burocrazie. Meno mercato, perché alcuni grandi investimenti strategici, certi “beni comuni” (lo dico fra virgolette perché concordo con voiche bisogna rifuggire da certe semplificazioni ideologiche), alcune scelte produttive necessarie a salvare l’ecosistema, devono essere resi pubblici (non necessariamente statali) e rigorosamente sottratti ai fallimenti del mercato.

****

Carissimi, ho scritto quanto sopra mentre ero off-line, nel silenzio dei Monti Sibillini, e non potevo leggere le vostre discussioni sulla diatriba Ichino/Fassina o su Renzi,del quale mi arrivavano echi televisivi e giornalistici più o meno precisi. Mi spiace, ma non sono affatto d’accordo con l’articolo/appello pubblicato su iMille. Sulla questione della politica del lavoro, tendo a credere che l’architettura pensata da Ichino sia quella più ragionevole e giusta. O per meglio dire, credo che sia stata quella più ragionevole e giusta nel quadro economico dato fino alla grande crisi attuale. Però non si può pretendere che, nel momento in cui Ichino “abbocca” alle idiozie di Sacconi, il buon Fassina non sia praticamente costretto a dire quel che ha detto.  E poi,davvero, credete che i tempi di ferro che si annunciano siano adatti a una raffinata riforma del welfare in senso liberale?

Infine, vi chiedo: ma di fronte a quel che sta succedendo, siete davvero sicuri che le vostre risposte siano – ancora – quelle giuste? Oppure non vi viene il sospetto che le ingenuità di chi dice “questo debito non lo paghiamo” siano meno folli della realtà della finanza mondiale? E che quindi chi cerca di vedere le cose in modo diverso dal solito, dovrebbe essere almeno un po’ ascoltato?


28 settembre 2011

Costruire tramvie, pagare le tasse e vivere felici

Ecco qui il mio nuovo post per iMille. Questa volta si parla di come finanziare ragionevolmente e in tempi di crisi il trasporto pubblico. Le tasse possono essere belle. Se fossero usate bene.

PS. Questo blog è sempre più saltuario, il tempo è troppo poco e il lavoro (per fortuna, per certi versi) troppo. Mi piacerebbe scrivere di più, che di cose da dire ne ho fin troppe, ma proprio non ce la faccio, per ora. Vedremo fra un po', e spero che i miei 25 lettori non mi abbandonino.....

 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. iMille Tram Tasse Roma

permalink | inviato da corradoinblog il 28/9/2011 alle 9:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


26 maggio 2011

I problemi europei e i falsari italiani dell'economia

L'Europa non sta affatto bene. Non sta bene in termini di politiche economiche condivise, non sta bene perché continua ostinatamente a perseguire l'assurda politica dei tagli e dell'attacco al modello sociale europeo come se questa potesse essere una soluzione che porta alla crescita. Non sta bene perché le buone performance della Germania, di cui tutti possiamo essere magari contenti o invidiosi, sono in buona misura sostenute da uno scambio ineguale con i paesi più deboli dell'area Euro. Non sta bene perché popolazioni sempre più impaurite e governi di destra sempre più pavidi tendono a rinchiudersi nel proprio orticello, sperando così di difendersi dal resto del mondo che avanza.
Nel frattempo, in Italia quel vero e proprio falsario dell'Economia che è Tremonti si permette di attaccare - in modo perfino patetico - l'Istat e i suoi studi. Continuando nella perniciosa linea del negare l'evidenza di una crisi che qui da noi è la versione aggravata della generale crisi di futuro che attanaglia l'Europa.
Di tutto questo, in vario modo, si è parlato in questo periodo sul magazine de iMille e altrove. Per chi vuole approfondire, consiglio queste letture:


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. europa istat tremonti imille italiafutura

permalink | inviato da corradoinblog il 26/5/2011 alle 10:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


12 aprile 2011

Link per ieri

Ieri non sono riuscito a postare nulla, poiché il Cannocchiale era giù (e succede sempre più spesso, devo dire). E proprio ieri ho pubblicato ben due post che volevo segnalare anche qui:
Buona lettura


25 febbraio 2011

Il terribile esodo biblico


Oggi Belpietro si supera e, purtroppo, mette bene in evidenza ciò che pensano - nel fondo nero del loro cuore - molti leghisti e destri vari. Il ragionamento a pera è il seguente: Oriana Fallaci aveva ragione a paventare l’invasione degli islamici in Europa, e quindi a lottare contro le politiche di integrazione, la costruzione di moschee ecc. Ora l’invasione, il terribile esodo biblico ci sarà, e l’Europa non sa cosa fare, perché non ha messo un argine prima, quando era tempo. Il cortocircuito paradossale, ovviamente non detto, è che il nostro grande giornalista usa lo stesso argomento di Gheddafi: è Al Qaeda ad armare le rivolte, è il fondamentalismo arabo che ci invaderà.


Nel fondo nero del popolo italiano impaurito da tutto, attaccato ai suoi dané residui e alle sue piccole meschine proprietà, c’è posto solo per il terrore dell’invasione degli altri, per la percezione confusa che siamo vecchi e perdenti, mentre quelli sono giovani e tanti.

Mentre ci sarebbe bisogno di una cultura dell’ascolto e dell’apertura, per dare spazio e possibilità di successo a chi vuole liberarsi dai satrapi per non cadere sotto il potere di altri satrapi, questa volta religiosi. I quali sono stati spiazzati e sorpresi da rivolte largamente laiche e “moderne”.


Mica che non ci siano pericoli e rischi. Ma tanto più ce ne saranno, quanto più lasceremo soli quelli che vogliono cambiare davvero, e non cambieremo approccio nelle nostre politiche. Probabilmente, sarebbe importante ragionare di politica e politiche come ha fatto miarabilmente a suo tempo Gabriele Bocaccini. Aggiungendovi la giustissima considerazione di Cristiana secondo la quale la cartina di tornasole di ciò che succederà nel futuro è tutta nella situazione concreta e nei diritti prima di tutto delle donne e poi degli omosessuali. Diritti questi, davvero, non negoziabili


22 febbraio 2011

I cerchi nell'acqua



Il mio nuovo contributo a iMille magazine questa volta tratta di acqua. Un bene non meno importante del petrolio e dell'energia. Un bene, peraltro, molto legato all'energia. Un bene sul quale il dibattito è aperto, il referendum incombe e la confusione è notevole. 
Ho provato a chiarirmi le idee, e magari quel che ho scritto può aiutare anche altri a farsi un'idea più precisa. Consiglio, comunque, di seguire i numerosi link che ho messo nel pezzo, perché sono una miniera di informazioni interessanti.

Insomma, buona lettura.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. iMille Acqua Referendum Pubblico Privato

permalink | inviato da corradoinblog il 22/2/2011 alle 10:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


23 gennaio 2011

Le cose cambiano

Dal 25 gennaio torna il sito de iMille, in grande.
Con i miei modesti contributi, come sempre.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. iMille

permalink | inviato da corradoinblog il 23/1/2011 alle 21:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


5 novembre 2010

La retorica dei 5 minuti

Mi appresto ad andare a Firenze per l’incontro detto dei “rottamatori” e che vorrei diventasse quello dei “ricompattatori”. Ho visto che gli organizzatori hanno voluto adottare la tecnica degli interventi limitati a rigorosi 5 minuti, copiando quanto già fatto, nella recente storia del PD, da iMille, all’epoca di “Uccidere il padre”.

Quella tecnica è certamente utile ed efficace in molti casi e, sicuramente, lo è a Firenze dove lo scopo evidente è “far parlare i militanti scontenti”, e quindi quanti più interventi ci sono, meglio sarà.

Però, sarebbe anche il caso di non inaugurare una retorica dei 5 minuti, una retorica per la quale, pur di far parlare sempre tutti - e tutti comunque mai non sono - si abolisce sempre e comunque la possibilità di approfondimento, di riflessione, di dettaglio. Ogni tanto servono le relazioni non dico di due ore, ma almeno di 30 minuti. Ogni tanto servono i ponderosi documenti di analisi e proposta, e non solo i 5 punti programmatici scritti in mezza paginetta. Ogni tanto serve studiare. Ogni tanto, serve resistere ad una deriva populistica che rischia di sostituire anche fra di noi il diritto della gente a blaterare a casaccio, con quello della genete a partecipare e riflettere con cognizione di causa. E a delegare quando serve.


L’immagine dello Speaker’s corner è tratta da qui.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Stazione Leopolda iMille PD

permalink | inviato da corradoinblog il 5/11/2010 alle 11:2 | Versione per la stampa


9 agosto 2010

Fantapolitica


Ha certamente ragione Ilvo Diamanti a segnalare che il PD fa male ad avere paura delle elezioni. Direi di più, è davvero triste aver paura delle elezioni proprio mentre la destra si sgretola e Berlusconi è comunque al crepuscolo - che questo crepuscolo possa durare magari 10 anni, trascinando anche l'Italia al suo eterno declino, è un'altra storia...


Però ha ragione anche Paolo Flores D'Arcais a chiedere perfino a Vendola e Di Pietro di lavorare per l'idea di un governo istituzionale e tecnico con i due obiettivi minimi di ripristinare la libertà di informazione televisiva e di fare una legge elettorale almeno un po' meno porcata di questa. Con l'ottima anche se scivolosa argomentazione che, in caso contrario, queste non sarebbero elezioni libere. (che poi Di Pietro gli risponda picche e approfitti per insultare il PD, mentre Vendola dica che il PD è risorsa essenziale, è un'altra storia, che dimostra solo la diversa caratura dei due...).


Ora, visto che la situazione ci obbliga a occuparci di fantapolitica, ho pensato che un modo per uscire da questa impasse ci sarebbe pure. Se avrete la pazienza di seguirmi...


Assunzioni:

  1. l'alleanza PD-IdV-Sel (e magari Grillo?) non può vincere le elezioni, sia che si voti a novembre, in primavera o nel 2013
  2. con l'attuale legge elettorale, se si presenta un terzo polo, PDL+Lega potrebbero non vincere al Senato, soprattutto se non si vota subito, ma vincerebbero alla Camera
  3. l'alleanza PD-IdV-Sel-API-UDC (ed eventualmente Fini?) non può vincere le elezioni se si presenta come alleanza di governo, perché non è credibile e verrebbe massacrata dalle astensioni e/o da voti a Grillo
  4. con una diversa legge elettorale (ad esempio un proporzionale con sbarramento, o un doppio turno, o il mattarellum) i risultati sarebbero i medesimi percentualmente a seconda delle configurazioni di alleanza, ma gli effetti politici del tutto diversi: ad esempio, l'alleanza PD-IdV-Sel potrebbe convergere al doppio turno con il Terzo polo (ovvero il terzo polo potrebbe convergere con PDL+FI)
  5. con una diversa legge elettorale e un ritorno ad un decente pluralismo informativo televisivo, anche i risultati potrebbero cambiare
  6. la probabilità che questo Parlamento riesca ad esprimere un governo di transizione del tipo di quello auspicato da Flores (o anche peggiore) è bassissima, pari quasi a zero.


Deduzioni:

  • Il PD fa bene a lavorare per quanto possibile per l'obiettivo del governo di transizione, possibilmente più di nascosto e vendendo meglio una immagine combattiva, ma soprattutto sapendo che vale il punto 6.
  • Il PD quindi dovrebbe soprattutto spendersi per un second best: in caso di elezioni, proporre una alleanza elettorale larghissima (da UDC, forse Fini, fino a Sel) che abbia il dichiarato e solo scopo che avrebbe avuto il governo di transizione in questa legislatura: libertà di informazione e legge elettorale. Per ritornare a nuove elezioni entro non più di 1 anno.


Contro deduzioni:

Lo so che l'obiezione più ovvia a una simile proposta è che chiamare gli elettori di nuovo alle urne dopo un solo anno può apparire folle. Ma almeno sarebbe un discorso trasparente ed onesto: noi sistema politico non siamo in grado di trovare un assetto decente di governabilità, come dimostrano i fallimenti di Prodi e ora di Berlusconi. L'attuale assetto per di più ci porta fuori dalla democrazia. Abbiamo quindi bisogno di un passaggio per modificare solo due regole essenziali, e poi che vinca il migliore.... Insomma, con queste argomentazioni almeno si spunta l'arma della contestazione all'ammucchiata di partiti.


Piuttosto, l'obiezione maggiore a tutto quanto sopra è una settima assunzione, che temo sia quella che si verificherà: non si andrà affatto ad elezioni, e in qualche modo si farà un bel rimpasto di destra, con un nuovo governo di finta "responsabilità nazionale" che includa anche Casini.

E questo, in conclusione, ci dice che oltre che a pensare al second best (che mi sembra comunque un'idea), ciò che va fatto è cominciare a rifar Politica e dare visione.


17 febbraio 2010

Copenaghen in Lombardia

Il 20 febbraio sono a Pavia, a perorare la causa dell'energia sostenibile.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Pavia iMille Copenaghen Ambiente

permalink | inviato da corradoinblog il 17/2/2010 alle 0:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


18 dicembre 2009

La politica di Copenhagen

Con questo titolo, abbiamo deciso di riportare sul blog de iMille un po' della discussione che si sta svolgendo fra un po' di amici a vario titolo esperti di energia ed ambiente (alcuni di loro, davvero professionisti del ramo). Un dibattito un po' lungo, ma credo interessante.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. iMille Copenhagen energia

permalink | inviato da corradoinblog il 18/12/2009 alle 11:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


10 dicembre 2009

Le rinnovabili possono darci tutta l'energia che ci serve?

Nuovo post della serie COP15 sul blog de iMille. Buona lettura.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Energia ambiente iMille

permalink | inviato da corradoinblog il 10/12/2009 alle 10:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


20 settembre 2009

La sconfitta

Ho affidato al blog de iMille una piccola e sicuramente parziale riflessione sul congresso del PD


15 luglio 2008

Link arretrati

Dopo la tre giorni de iMille, ho passato qualche ora in letture varie. Per ora, è troppo complicato raccontare davvero l'assemblea e le belle persone che ho incontrato. Peraltro, Civati ci è riuscito benissimo, e basta leggerlo. E se si ha sufficiente tempo e ampie dosi di masochismo, il video è comunque tutto in linea, inclusi i miei interventi, su Radio Radicale.
Preferisco invece fare un riassunto dei post precedenti, insomma di ciò che mi è sembrato ci sia di interessante in rete in questio giorni:
  • Luca De Biase fa il miglior commento possibile sull'ultima castroneria berlusconiana in fatto di prezzi del petrolio. Ciò che è triste, è che mi sembra che la cosa sia passata sotto silenzio. Ma vista la qualità deprimente del giornalismo italiano, la cosa non stupisce.
  • Debora invece fa qualche banale conticino su un'altra incredibile sparata berlusconiana, quella della costruzione di 1000 (mille!) centrali nucleari nel priossimo futuro: un fulgido esempio della ridicola supponenza dell'omino che ci governa.
  • Alberto fa un uno - due riflessivo sulla faccenda dell'8 luglio di Piazza Navona e di come fare opposizione.
  • Pierluigi parla in modo vagamente ottimista, e invece secondo me profondamente deprimente, della nuova classe dirigente del PD e del ricambio generazionale. Poi, ieri, da non giustizialista, scrive una cosa inconfutabile sulla triste vicenda di del Turco.
  • Terenzio Longobardi ci ricorda Berlinguer come precursore di un approccio ecologico allo sviluppo. Non è una novità assoluta, ma fa piacere ricordarlo.
  • I giovani economisti di Theye scrivono una lettera appello contro la speculazione sui mercati degli alimenti, sicuramente giusta anche se da non prendere in modo "tremontiano". A tal proposito, la precisa sintesi del dibattito sul picco del prezzo o della quantità di petrolio, sempre su Aspo Italia, assieme al post di qualche giorno fa di Beppe sul tema, servono a inquadrare corettamente la faccenda.
  • Per sapere tutto, ma prioprio tutto sull'iPhone in Italia, e sull'iPhone in generale, basta leggersi i post di Suz.

Infine, un saluto e un abbraccio a Giovanni che, subito dopo l'assembela de iMille, ci lascia per un periodo indeterminato di volontariato in Palestina, e ne scriverà - spero - qui.


10 luglio 2008

Da domani sono qui

All'assemblea de iMille, inevitabilmente


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. iMille Partito Democratico

permalink | inviato da corradoinblog il 10/7/2008 alle 14:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


26 giugno 2008

Uccidere il padre con le primarie?

Confesso che, essendo padre da ben 18 anni, questa storia di uccidere il padre non è che proprio mi renda tanto allegro. Se penso poi che il mio secondo figlio tredicenne ha appena letto L'orologiaio di Everton, dove non si uccidono padri ma si racconta esattamente di un fallimento paterno, mi sento pure peggio.

Ma tant'è. Se occorrono messaggi forti per far passare il messaggio, usiamoli pure.
A patto, però, di capire perché e per fare cosa sia necessario uccidere il padre. Che è quello che ho tentato di dire sul blog de iMille.

Forse sarebbe più importante, però, disporre di un modo di fare che consentisse di sostituirlo, 'sto padre, quando non funziona più. Senza bisogno di accordi sottobanco, ma discutendone liberamente e chiaramente, alla luce del sole. Come si dovrebbe fare con le primarie, e come ho provato a spiegare qui.


22 febbraio 2008

La nuova politica

Ecco un esempio.


4 febbraio 2008

L'agenda dei cittadini e l'agenda del PD

Come al solito, non c'è tempo . Berlusconi sa che i tempi rapidi giocano a suo favore. Ha ansia da elezioni perché sa che più tempo permetterebbe alle persone di ricostruire un po' di storia, di non votare sulla pura emotività, di ricordare i suoi cinque anni di crescita zero e squallore. I tempi rapidi, poi, si dice rendano impossibili le primarie, e così il porcellum e l'argomento grillesco "si sono eletti da soli" allontanerà dalle urne un bel po' di gente.
Forse, non c'è più tempo perché l'agenda della politica sia, almeno un poco, modificata dall'agenda dei cittadini. Cosa che sarebbe possibile in tempi normali, anche attraverso un lavoro di ascolto e di interazione con la conversazione che si svolge in rete. Un lavoro che preveda un qualche tipo di aggregazione e di organizzazione per priorità dei problemi in agenda e delle soluzioni ipotizzabili.
****
Dopo una riflessione lunga sui temi dei media, della cittadinanza e della felicità, Luca de Biase ha lanciato , il giorno stesso della caduta del governo Prodi, una ampia discussione in rete su un possibile lavoro di agenda setting collettivo. L'intenzione sarebbe quella di fare un passo avanti, passando da una conversazione importante per la costruzione di una cultura partecipata, ma frammentata e senza scopo e risultato concreto, a un meccanismo più efficace, in grado - appunto - di far valere una agenda delle priorità dei cittadini in rete.
Il tutto, mi sembra, senza tentare scorciatoie mediatiche alla Grillo.
****
In questi ultimi mesi, il lavoro collettivo de iMille ha prodotto una solida elaborazione teorica , alcune idee pratiche , qualche piccolo esperimento software e, infine e soprattutto, un risultato concreto che ha modificato l'agenda del PD. L'elaborazione teorica immagina cosa debba essere un partito aperto, fatto di una porosa relazione, simbiosi ed interscambio fra iscritti/militanti ed elettori. Le idee pratiche prefigurano come dovrebbe funzionare un Sistema Informativo per la Partecipazione (SIPA) messo a disposizione di un Partito politico di sinistra: essenzialmente, un circuito trasparente di definizione di problemi, valutazione delle priorità, proposta e valutazione di soluzioni, verifica delle azioni, accountability di dirigenti ed eletti, che partecipano ad un giocho di rete che, per loro stessi, può essere a somma positiva.
Il risultato concreto è l'introduzione nello Statuto del PD della doppia idea che il Partito debba disporre di un SIPA - e che eletti e dirigenti siano tenuti a usarlo in piena trasparenza - e che la partecipazione dei militanti può anche aggregarsi direttamente in rete e non sul territorio, attraverso circoli on line.
****
La discussione avviata da Luca ha avuto, nei suoi interlocutori, un andamento che mi è parso un poco strano. Dimostrando una certa suscettibilità da anarchico della rete, qualcuno lo ha perfino, in qualche modo, accusato di voler fare da moderatore e concentratore dell'agenda - e quindi da leader autoimposto. Più acuto, come spesso gli capita, il contributo di Beppe che segnala come, per trasformare la conversazione in qualcosa di non puramente culturale, la rete ha già inventato, a volte con grande successo, il meccanismo delle campagne.
****
Ma, al di là dello specifico della discussione, quello che vorrei notare è che qui è come se si stiano sviluppando due processi paralleli. iMille propongono una soluzione interna ad un partito (ma che, in sé potrebbe essere adottata da chiunque). Luca parla di uno strumento più lasco, a disposizione in generale della partecipazione democratica e della messa a punto dell'agenda dei problemi del Paese. Anzi, meglio sarebbe dire non uno "strumento", ma un ambiente, una serie di soluzioni. E si pone, da buon giornalista, anche il problema del rapporto fra rete e media tradizionali.

Forse è bene che questi processi paralleli continuino a procedere in modo indipendente. Però sarebbe anche utile che ciascuno tenesse conto dell'altro, perché entrambi partono dalla stessa domanda di base: come ridare fiato e credibilità alla democrazia (spazio alla repubblica, come direbbe Luca), aiutandosi con la rete e le sue ricche conversazioni.
Soprattutto, mi azzarderei a dire con una certa soddisfazione che, una volta tanto, c'è un pezzettino di un partito che in un certo senso è  più avanti della rete. Che ciò che si è scritto nello Statuto diventi poi realtà, è ovviamente una scommessa, perché forse molti non ne hanno nemmeno colto le implicazioni . E tuttavia, è un solido inizio.

****
Torno al tempo brevissimo che ci è dato. Né l'agenda di Luca, né il Sistema per la Partecipazione de iMille esisteranno il giorno delle prossime elezioni. Ma possiamo, in qualche modo, tentare di far finta che ci siano già, ragionare come se già ci fossero, obbligare tutti i nostri interlocutori politici a fare i conti con le richieste dei cittadini. Ad ascoltare.
E, comunque, possiamo, il giorno dopo le elezioni, continuare a lavorarci.

Qui ci sarebbe un posto dove discuterne


28 gennaio 2008

Daughter and Father



Un dibattito sulle generazioni e sul cambiamento, sul ricambio e sul valore dell'esperienza, con alcune cose che hanno a che fare col futuro dell'Italia.

Ne stiamo discutendo qui, Cristiana Alicata, il sottoscritto e chiunque ne abbia voglia


14 gennaio 2008

Fra passato e futuro



L'intensità dei giorni più recenti mi ha fatto abbandonare un po questo posto. Ora, almeno, provo ad appuntare le cose più importanti.

  • Prima di tutto, è davvero valsa la pena di organizzare l'incontro con Ivan Scalfarotto al circolo Alberone del PD. Il bello di quella serata (va be, ho organizzato il tutto e ho parlato anch'io, non dovrei lodarmi, ma qui mi riferisco a Ivan, più che altro, e all'impagabile Daniele ), è proprio, ancora una volta, la percezione che il PD è un luogo, finalmente, dalle porte aperte, dove entrano persone non solo giovani anagraficamente, ma anche e soprattutto diverse, che aprono prospettive nuove per il futuro. Qui si trovano altre foto dell'evento e qui è pubblicata la presentazione che abbiamo fatto Daniele ed io. Dalla bella discussione serale, tra l'altro, viene anche qualche speranza concreta che il mio pallino del sistema per la partecipazione potrà diventare, passo passo, qualcosa di reale. E sono contento che Valerio sia tornato attivo e possa interloquire con noi Mille.
  • La serata è finita a festeggiare il secondo compleanno di Pennarossa , in un pub dalle parti di Acca Larenzia. Per arrivarci, siamo passati davanti al mio ex Liceo XXIII (che ora non esiste più). Sono trent'anni dalla strage, e sono più di trent'anni da quando frequentavo il liceo. Solo qualche giorno fa, a casa di mia madre, ho ritrovato miei vecchi diari di ragazzo, in cui raccontavo anche degli scontri e dei fascisti. Che erano davvero fascisti e violenti, e che fa tristezza vedere oggi celebrati sui manifesti come eroi della libertà. Ma che sono morti, nel caso di quella strage, per mano di "comunisti" altrettanto se non più delinquenti e violenti.
  • Ma il passato che ricordo, gli anni settanta che mi appartengono, non è affatto quello - e infatti, sinceramente, non ricordavo granché di scontri e violenze cui, pure, qualche volta ho assistito. Il passato che ricordo è, molto di più, per fare un esempio, quello di Radio Dieci Antenna Democratica (che nome tremendo, vero?), la radio libera dove ho lavorato e di cui, sempre grazie ai ritrovamenti di carte da mia madre, ho reso ampia e circostanziata testimonianza su musicaememoria . Un passato molto più pieno di futuro e di speranza di quello cupo della violenza. Qualcosa che è possibile collegare allo stesso filo che ci spinge oggi a fare politica.
  • Lo stesso filo, credo, che spiega il bel post di Luca su Soru: dove si vede quanti aspetti di civiltà possano venire fuori da una vicenda assai triste del presente.
  • Tornando a Pennarossa, un post di Maria Cascella ha generato un thread impressionante nel quale rotafixa e Alberto Biraghi hanno, in sostanza, propugnato una a mio giudizio ingenua e velleitaria strategia del  buon comportamento individuale per cambiare/salvare il mondo: uso la bici, riciclo, faccio consumo critico, e diffondo il verbo fra i miei conoscenti, e progressivamente smonto l'attuale orrendo sistema. Ho litigato discusso vivacemente con loro. Per chi è curioso, i commenti essenziali a seguire il tutto sono #22, #23, #25, #62, #63, #64, #66, #68, #75, #77. Per parte mia, la cosa cui tengo di più l'ho detta così:
Alberto, sposo completamente il virgolettato nel primo capoverso del tuo #68. Perché è quello che mi provo a fare tutti i giorni con tutti. Incluso convincere l'amico pendolare a usare comunque il treno, suggerirgli, come ho fatto, a farsi i pannelli termici per ridurre i regali che fa alla liquigas (da quelle parti, pensa te, non hanno nemmeno il metano - ognuno la sua bombola o il gasolio...).
Però, resto convintissimo che solo una visione davvero semplificata della storia del mondo ti possa portare a pensare che questa strategia del comportamento individuale possa cambiare il mondo. Poi, puoi decidere che sia meglio lavorare nella sinistra arcobaleno invece che nel PD, o fare il tuo partito, o provare a fare la rivoluzione...Su questo non discuto perché ormai è chiaro che hai introiettato una sfiducia totale, e quindi non c'è verso. Ma come puoi credere che agendo dal basso con le azioni individuali si riescano ad ottenere miracoli come nuove e diverse infrastrutture di trasporto pubblico, telelavoro e dematerializzazione, o gli investimenti colossali che servirebbero per sviluppare davvero bene le rinnovabili, a cominciare in Italia dal geotermico? (se interessa, consiglio di rileggere Beppe, che tu Alberto credo conosca bene, su quanta organizzazione e quanta politica e quanta scienza serva per cambiare il mondo...)
  • Infine, visto che il futuro del PD passa anche per il suo modo di essere laico, un doveroso link alla lettera appello promossa da Gianni Cuperlo.


10 gennaio 2008

Come si dice... partecipate numerosi!

Sabato sera alle 20.30 alla sezione Alberone, via Appia Nuova 361 Roma, Ivan Scalfarotto, reduce dai lavori della Commissione Statuto del PD che si terrà nella stessa giornata, ci racconterà qualcosa sul partito che vogliamo.
Discuteremo liberamente di tutte le nostre speranze e perplessità.
E, prima di Ivan, il sottoscritto e Daniele Mazzini proveranno a raccontare la nostra idea del Sistema per la partecipazione di cui dovrebbe dotarsi un partito democratico degno di questo nome nel XXI secolo.

Partecipate numerosi, anche perché se venite alle 19.30 potete pure godervi un aperitivo democratico (poco alcolico, però, se no quando vi spieghiamo il SIPA vi mettete a dormire:).

Ecco un po' di risorse in rete sul tema:
le proposte de iMille
la proposta di sistema per la partecipazione (seguire tutti i link)
la presentazione del SIPA in una versione precedente (sabato sarà diversa e speriamo migliore)
il sito del PD Appio
l'attuale bozza di statuto in discussione presso la Commissione

*******

E infine, la locandina pubblicata sul sito del PD Appio:

Il Partito Democratico di Roma Appio e iMille di Roma ti invitano

Sabato 12 Gennaio,

presso la sede del Partito Democratico Appio,

Alberone, via Appia Nuova, 361 - Roma

Ore 19.30: Aperitivo Democratico: festeggiamo insieme l’inizio di un anno impegnativo

Ore 20.30: Proposte per il partito che vogliamo: incontro dibattito con Ivan Scalfarotto, membro della Commissione Statuto del PD

Una occasione per conoscere in tempo quasi reale le novità dalla Commissione Statuto del PD, che si riunisce nella giornata di sabato.

Una possibilità di discutere del partito che vogliamo

Con la presentazione delle proposte de iMille per l’organizzazione del PD:

  • i circoli territoriali e i circoli web
  • il Sistema per la Partecipazione, uno strumento, in rete e nel territorio, per assicurare la partecipazione democratica di iscritti e sostenitori
  • la rappresentanza nel PD delle minoranze di genere, origine etnica, religione, disabilità, orientamento sessuale


Per informazioni e contatti:

Via Appia Nuova, 361 - Tel. 067886854 - e-mail: democraticiappio@gmail.comimille.lazio@gmail.com

Web: www.democraticiappio.itwww.imille.org - Il Comunicato


22 dicembre 2007

Vacanze, e note sparse

Domani mattina parto per la montagna, quindi sarò scollegato. Niente post fino a gennaio. Auguri a tutti i miei numerosissimi (!) e affezionati lettori.
E ora, alcune note sparse:
  • Sollecitato, ho ripreso a scrivere sul mio Doppio Diario, dove ero uso, fino a poco tempo fa, raccontare peripezie di lavoro o di vita privata. L'ultima peripezia ha a che fare con la semplificazione della vita quotidiana, potenzialmente consentita da internet. Quello che mi è successo nei giorni scorsi dimostra che c'è molta strada da fare. E dimostra che la proliferazione dei login e password sta diventando un problema da risolvere con una certa urgenza, se non si vuole che un sistema teoricamente utilissimo si incarti irrimediabilmente su se stesso. Quello che servirebbe, è un modo per gestire in modo sicuro e con privacy garantita un'unica identità digitale, da usare in tutte le transazioni e in tutte le interazioni in rete - o, almeno, in quelle "ufficiali". Forse, anche qui, tanto per cambiare, serve un intervento lungimirante della mano pubblica...
  • Sarà forse l'incipiente influenza, beccata ovviamente appena inziate le vacanze natalizie, ma mi sento piuttosto depresso circa l'andamento della costruzione del PD. Non tutto è perduto, e vorrei ritrovare la grinta di Ivan che dice molto molto bene perché non bisogna mollare. Però certamente, confrontare la bozza di statuto uscita dalla riunione di redazione del 14 con quella uscita il 17, è piuttosto deprimente per chi come me ha lavorato direttamente alle tre proposte de iMille. Di quelle tre proposte, tutte incluse nella bozza del 14, in quella nuova non vi è più traccia. In compenso, certo, l'abile Vassallo ha costruito un pacchetto che, trasformando il Congresso in Convenzione, e legando la convenzione al processo di elezione diretta da parte di tutti i sostenitori di segretario e assemblea nazionale, riesce a contentare nominalmente gli appassionati di congressi e correnti, salvando quasi tutta la sostanza. E ancora, se vogliamo proprio essere ottimisti, nella nuova bozza l'accenno alla sistematica pubblicazione telematica degli atti e delle decisioni del partito ha qualche parentela con la nostra proposta di Sistema per la Partecipazione. Ma ho forte il sospetto che, letteralmente, ci sia un problema di radicale incomunicabilità fra noi che abbiamo una certa idea della partecipazione in rete e fuori, e quell'altro modo di vedere la politica. Non mi ci riesco a rassegnare, perché io stesso vengo da quel modo, in quanto militante di vecchissima data. Se io mi sono trasformato, se ho inseguito queste nuove chimere, perché diavolo altri nelle mie condizioni, e magari con capacità politiche ben maggiori delle mie, non ci riescono? Possibile che l'inerzia dei sistemi e delle mentalità sia così forte? Per quel che conta, comunque, da queste parti si continuerà a premere perché quelle nostre proposte diventino, in un modo o nell'altro, realtà.
  • Finanziaria e pacchetto welfare sono passati. Il modo con cui la cosa viene comunicata dai giornali è spaventoso. L'accento è sostanzialmente tutto sul fatto, giudicato ignobile, che questi provvedimenti siano passati tramite voto di fiducia, o sul fatto che comunque, come titola Repubblica, la maggioranza "si sfarina". Ora, non è che finanziaria e pacchetto welfare siano perfetti - io ad esempio avrei voluto ben altro investimento sul vero problema dei nostri tempi, l'unico davvero urgente, la gestione dell'energia e del cambiamento climatico. Però siamo alle solite: tutta l'informazione mette sistematicamente in evidenza solo la forma, addossando per di più la colpa delle fiducie ripetute al governo e non ad un sistema parlamentare bicamerale folle e a un'opposizione ovviamente violentemente ostruzionista (e non voglio nemmeno ricordare la tentata campagna acquisiti di senatori...). Sul merito dei provvedimenti, striminzite tabelline esplicative nelle pagine interne. Se il cavalier Banana avesse avuto lui il governo, il Paese sarebbe invaso di cartelloni 6x9 sull'abolizione dell'ICI, e i telegiornali sarebbero invasi di trionfali interviste e servizi sul concreto aiuto dato ai più deboli.


20 ottobre 2007

Il Partito è partito?

In un commento al mio ultimo post, Gens si chiede tra l'altro come fare in modo che i 3 milioni continuino a contare e non diventino un semplice dato numerico.
Non c'è una risposta facile, ovviamente. Però, dato che è evidente che il problema della forma partito del PD, messo tra parentesi durante tutta la fase delle primarie, è ora diventato centrale, iMille hanno cominciato a pensarci.  Nel Wiki dei mille ho scritto una prima bozza di principi, e invito tutti gli interessati a contribuire.


15 ottobre 2007

Una buona giornata

Prosegue, nel frattempo, la campagna contro il governo: contro il suo “dirigismo”, contro la sua politica fiscale, contro la sua politica in materia di pensioni e mercato del lavoro. Più esattamente, la campagna contro la pretesa del governo di condurre una politica industriale, fiscale e sociale quali che siano, sottraendosi ai dettami del liberismo sedicente “di sinistra” e dei raffinati sostenitori di tutte le Agende Tafazzi del mondo. Di qui le incessanti campagne contro la “casta” dei partiti e contro “L’altra casta” – indimenticabile copertina dell’Espresso – che ovviamente non sono né i banchieri né i grandi imprenditori che controllano la finanza e la stampa, ma i sindacati dei lavoratori. Dall’altra parte, però, stanno quelle caste chiuse e autoreferenziali, incapaci di parlare al paese, che nell’ultima settimana hanno mobilitato cinque milioni di lavoratori (i sindacati con il referendum sul welfare) e oltre due milioni di elettori (i due principali partiti del centrosinistra con le primarie). Ce ne sarebbe abbastanza per riflettere a lungo su quali siano le oligarchie autoreferenziali e incapaci di rappresentare il paese, nell’Italia di oggi.

Quello sopra è un commento a caldo pubblicato su un sito che spesso non sopporto per l'insopportabile politicismo para-dalemiano. Ma che questa volta dice proprio l'essenziale.
*****
Poco dopo le dieci, le due file al seggio di Piazza Zama, una delle quali in pieno sole estivo, erano davvero molto lunghe, quasi identiche a quelle delle famose primarie di Prodi. In pochi minuti, i compagni ai seggi hanno arruolato mia moglie ed io. Abbiamo per prima cosa comprato acqua e bicchieri per rendere la fila meno calda. Quindi sono tornato a casa, ho preso la tavola del subbuteo, due cavalletti, tre sedie di plastica, e ho portato il tutto al seggio. Verso le undici e trenta era pronto un seggio aggiuntivo, e poco dopo un altro. Per tutta la giornata le quattro file non sono mai state vuote, e abbiamo consegnato schede e ricevute a rotta di collo, con i rappresentanti di lista ed altri volontari che aiutavano in modo tranquillo spiegando non chi ma come votare (il mantra era "una sola croce su un solo simbolo per ogni scheda", e il secondo era "si vota anche per il segretario regionale, per questo le schede sono due).
Molti gli elettori che davano qualcosa più di un euro di contributo.
Il quartiere ha un'età media avanzata, ma la sensazione è che l'età dei votanti fosse un po' più elevata dell'età media. I famosi sedicenni c'erano, ma non certo in massa. Però, intere famiglie giovani con bimbi piccoli, soprattutto durante il pomeriggio, hanno animato le file, in un ambiente che è stato forse un po' caotico ma certamente allegro e speranzoso. Come se il depresso popolo dell'Ulivo si fosse raccolto attorno ai suoi militanti più determinati, per dire forte e chiaro che esiste ancora, che non si sogna di abbandonare le proprie idee, e che continuerà a tenere duro.
*****
Col senno di poi, la cosa più complicata è risultata spiegare perché vi fossero tre liste per Veltroni - e la nostra, purtroppo, era quella con il logo meno visibile, dove si leggeva male sia la parola magica "Veltroni" che i motivi della lista "ambiente innovzione lavoro" - a dimostrazione che certe elucubrazioni mentali se le fanno solo una certa quota di militanti-militanti. E con tutto ciò, questa quota di militanti è comunque sufficiente ad orientare una parte dei voti, abbastanza per far sì che la lista più "ufficiale" prevalga largamente. E il felice logo "A sinistra per Veltroni" è stato sufficiente ad assicurare un buon andamento di quella lista. Noi, purtroppo, in mezzo .
*****
In ufficio, i miei colleghi, in prevalenza di destra oppure rifondarol grillini, oltre a sostenere che si trattava di un inutile plebiscito, e che d'altra parte tre milioni sono una goccia del mare e tutti gli altri sono contro (come se la partecipazione politica non fosse fatta di cerchi concentrici di militanza più o meno intensa...), mi hanno fatto alcune osservazioni fra il bizzarro e il geniale. Come quella secondo cui non era giusto, ed anzi era una specie di truffa, il far votare i sedicenni o gli extracomunitari che poi, in future elezioni "vere" a breve, non avranno la possibilità di confermare il loro voto. Ma anche con loro, forse per la prima volta, grazie all'oggettiva enormità di questo voto, è stato possibile parlare di politica anche in modo sensato, oltre che a suon di battute.
*****
Questa sera festeggiamo l'ottantesimo compleanno di mia madre, fiera di aver passato anche lei tutta la giornata a dare una mano al suo seggio.
Alla faccia di Paolo Mieli e della sua ansia di fare le elezioni subito e mandare a casa il governo dell'Unione.


21 luglio 2007

Imparare la democrazia

La crisi di credibilità della politica, ormai, tende spesso a tracimare in una crisi di credibilità della democrazia. O, per meglio dire, ci sono troppi che da troppi punti di vista leggono la scarsa caratura dei politici nostrani, la loro scarsa moralità, o la loro orgogliosa incompetenza, come la dimostrazione che la democrazia non ha più nulla da dire.
Due mi sembrano gli atteggiamenti, apparentemente opposti eppure convergenti: quelli di chi, ossessionato dall'incompetenza dei politici e della gente che li elegge, invoca una qualche tecnocrazia (si vedano a questo proposito molti dei commenti al peraltro interessante e preoccupante post di Ugo Bardi //Perché i politici sono ignoranti//).
E quelli di chi insegue i V-day di Grillo.

In qualche modo, anche il confuso agitarsi e i litigi scatenatisi dalle parti de iMille riflettono questa situazione e questa difficoltà: una ricerca confusa di democrazia diretta, la sensazione di avere un sentire comune, ma l'immediato sospetto verso chiunque, nel farsi e nel caotico strutturarsi di quel piccolo movimento, abbia finito per assumere un ruolo guida. La riproposizione continua dell'accusa fondamentale, quella cioè di voler diventare essi stessi ceto politico, di essere arrivisti come e peggio di chi oggi rappresenta l'odiata oligarchia.

Eppure, dovrebbe essere chiaro che qualunque democrazia funziona solo se è tensione, risolta attraverso regole duttili e flessibili, fra rappresentanza e espressione diretta dei rappresentati, e fra scelte politiche (umane, opinabili e non scientifiche) e uso reale e serio delle competenze della scienza e della tecnica. I Mille possono fare molta strada se trovano almeno un poco di equilibrio fra queste polarità.

In molti sensi, dobbiamo davvero ringraziare chi si è avventurato nell'idea di formare il Partito Democratico attraverso un processo costituente aperto. Che poi avessero in testa, o credessero, di poter governare a loro piacimento il processo, di poterlo ingabbiare, può anche essere vero.
Però è davvero da molto tempo che non vedo in giro una simile voglia di discutere, di decidere, di partecipare, in breve di imparare la democrazia.

Technorati tag: - - - -

sfoglia     febbraio        agosto
 
 




blog letto 1 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario
Educazione civica
Le BeDe!
Cultura d'impresa?
Libri
Heimat e..
Europa
Tecniche
Sommari
Sion
Marx
Politiche
IX Municipio
Pillole

VAI A VEDERE

iMille, il blog dove scrivo le cose migliori
Musica e Memoria
Coordinamento Roma Ciclabile
Movimentofisso
Sul 77
Per non dimenticare
La mia sezione PD!
TSF Jazz Francia
Amici di Radio 3
Una comunità dell'Ulivo
Vecchie cose: Un isolato da 1,5Kw
Vecchie cose: manutenzione ambientale
Vecchie cose: Wikimille
Vecchie cose: Emenda il Manifesto del PD



Questo blog è on line dal 26 agosto 2004

Credits per la testatina: Vittorio Giardino, Igort, Lorenzo Mattotti


SE VUOI SCRIVERMI:
truffi.pd9[at]gmail.com


In lettura in questi giorni:
Dalla mia libreria:


Qualche pensiero a cui tengo:
Il consenso e le tasse
La politica della coda lunga
Lizzy
Fiaccole
Sion
Jazz o barocco?
Prioritarie 2006
Niente per amore

Orgoglio di padre 2
Titoli, sottotitoli e articoli
Zio Guido
Israele a Londra>
Orgoglio di padre

Licenza Creative Commons
I testi del blog sono sotto una Licenza Creative Commons
.

CERCA