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10 febbraio 2011

Numeri, fatti e mantra

Mantra numero uno: il consenso per Berlusconi non scende, qualunque cosa accada dal lato dei suoi guai giudiziari e sessuali.

Mantra numero due: l’opposizione è debole perché il PD non ha un programma e non parla dei problemi del paese ma si fa trascinare solo dall’antiberlusconismo giustizialista.



Oggi ho dato un’occhiata al sito che raccoglie i sondaggi politico elettorali. Ovviamente non ci sono dati univoci e facilmente interpretabili, ma una tendenza alla riduzione dei voti al centrodestra mi sembra evidente, ed anche evidente mi sembra la sia pur lenta riduzione della credibilità di Berlusconi (peraltro, non mi fido molto dei sondaggi sulla “fiducia e popolarità” dei leader, che in genere finiscono per tracciare quasi solo il fatto che chi risponde ha sentito nominare un certo politico. Ma questo è un altro discorso).

Mi ha colpito in particolare questo sondaggio di Piepoli del 2 febbraio. La risposta alla domanda “Qualora si andasse a elezioni anticipate quale delle seguenti coalizioni Lei preferirebbe che vincesse per il bene del Paese?” la risposta è 44% centro sinistra e 42% centrodestra. Alla domanda “Quale delle seguenti coalizioni vincerebbe secondo Lei se si andasse alle elezioni anticipate?” la risposta è 60% centrodestra e 31% centrosinistra. Una plastica dimostrazione che a forza di ripetere che Berlsuconi non perde consensi e che se si vota adesso il centro destra vince, il mantra agisce e la profezia si avvera.


Ieri Bersani ha presentato 41 iniziative di liberalizzazione (e molte sono già proposte di legge depositate). Le ultime tre assemblee del PD hanno licenziato un programma sostanzialmente completo su tutti i principali problemi del paese, con idee spesso assai innovative. Ovviamente si può discutere sul merito di quelle proposte (come ho fatto ad esempio qui), ma il mantra dice che il PD non ha proposte e programma, e quindi tutto ciò deve essere occultato. Per fare in modo che i nostri pigri commentatori politici più o meno terzisti possano continuare a dire che l’opposizione non c’è e non è credibile. Come sempre, profezie che si autoadempiono.


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permalink | inviato da corradoinblog il 10/2/2011 alle 10:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


11 dicembre 2008

Blog VS Facebook

Certo, Facebook ha i suoi lati positivi. Sicuro, l'effetto virale delle cose che fai è assicurato o comunque più facile. Pensa ad esempio al successo degli autoconvocati per l'elezione diretta del segretario del PD di Roma. E' comodo linkare cose, è comodo e a volte divertente curiosare su ciò che fanno gli altri (il famoso “stato”). Vedo che anche gente che prima non faceva granché con la rete, con questo strumento inizia a farlo.

Però, se già la proliferazione dei blog, il reticolo dei commenti dei blogroll, stava diventando un generatore di distrazione e deconcentrazione, di frammentazione dell'informazione e di confusione mentale, Facebook moltiplica per mille quell'effetto. Senza, in fondo, avere il vantaggio del blog.

Perché il blog personale è pur sempre tuo, è pur sempre in qualche modo un sito, ti senti responsabile di quello che ci metti dentro in modo diverso da quel che succede in Facebook, anche se teoricamente potrebbe essere la stessa cosa. Alla fine, è su un blog che viene voglia di scrivere pensieri seri, idee complesse, esercizi di stile. E' sui blog di chi conosci che viene voglia di inviare commenti magari chilometrici, lanciarsi in discussioni e litigate feroci e feconde.

Su Facebook, al massimo, cazzeggi un po'.


14 marzo 2008

Far male alla buona politica, credendo di far male a Berlusconi

Dare un sovrabbondante peso mediatico al Banana che suggerisce alla precaria di sposare il milionario è l'ennesimo, perfetto esempio dello strabismo e della malattia del sistema dell'informazione - e di noi blogger informati.
Infatti, ora si  parla solo di questa stupidaggine, e il problema è proprio questo: ogni stupidaggine, ogni battutina, ogni affermazione che possa generare qualche piccolo scandalo diventa l'unico contenuto del dibattito pubblico e della politica percepita dalle persone. E' stato così per i bamboccioni o le tasse bellissime, e per mille altri casi. E' improbabile, ma magari Berlusconi ha detto anche qualcosa di interessante, oltre alla battutaccia. Ma nessuno ci farà caso.
Ed è così che la politica, tutta la politica, perde credibilità. E' così che non si riesce mai a parlare di ciò che conta. E' così che cresce la sensazione di impotenza della politica ad affrontare i problemi reali. Mentre ci bombardano con il crollo del dollaro e con il prezzo del petrolio, politici che fanno battutine e polemizzano sulle barzellette confermano l'idea corrente che siano tutti, al tempo stesso, incapaci e rapaci, preoccupati solo del loro posto. La casta.

E, infine, credere che attaccando Berlusconi su queste sue battute sia un modo di metterlo in difficoltà, quando è ovvio che lui ci sguazza in queste cose, e che i suoi in fondo ne sono affascinati e conquistati, è poi davvero ingenuo. Certo, le sue affermazioni sono l'esatto specchio della sua struttura culturale di fondo, maschilista e predatrice. Ma chi lo vota, o non è in grado di capirlo, e non lo capirà grazie al clamore di una battuta, o lo sa benissimo e gli sta bene così.
 


1 novembre 2007

Chi non lo ha letto lo faccia

Questo articolo di Barbara Spinelli.
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