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9 aprile 2008

La democrazia partecipativa e il parco delle Mura Aureliane

Lunedì, tornato dalla riunione sul Piano Regolatore nel IX Municipio, credo di aver capito alcune cose sulla democrazia partecipativa, e sulle sue difficoltà. Sulla questione della tangenziale est, ho risposto nel merito qui a ciò che ha osservato bikediablo. Non ci torno, ma vorrei solo riprendere la cosa che mi sembra fondamentale, partendo da un esempio concreto.
Il problema vero è che le norme sulla partecipazione  esistono (in particolare nel caso dell'applicazione del PRG) ma né l'amministrazione, né i politici, né (sopratutto?) i cittadini le sanno applicare efficacemente. La riunione di lunedì ne rappresenta l'ennesimo esempio. Anche gli appassionati di parcheggi e contrari alle ciclabili, come ben si sa, sono cittadini, e anch'essi in questo tipo di assemblee fanno sentire - legittimamente - la loro voce. E così' lunedì abbiano assistito da un lato all'opposizione "ecologista" alla costruzione della tangenziale e dall'altro, all'opposizione "automobilista" alla costruzione del parco lineare delle Mura Aureliane. Sarebbe stato interessante sapere se gli ossessionati dai parcheggi sono anche d'accordo con la tangenziale, e se i contrari alla tangenziale sono anche d'accordo con il parco. E' probabile, ma non è certo, perché in realtà l'opinione di ciascuno rischia di cambiare sulla base di motivazioni al tempo stesso complesse e irriflesse.
Il fatto, è che il processo di negoziazione e decisione, se si limita ad una serie di assemblee caotiche ed omnicomnprensive, non riuscirà mai a comporre gli interessi contrapposti con l'interesse generale, perché ciascuno (amministrazione, cittadini "ecologisti" e cittadini "automobilisti"), resterà esattamente sulle stesse posizioni. Manca, infatti, la fase essenziale della seria formazione sui fatti.
Tento di spiegarmi con qualche dettaglio in più.

Sulla procedura. Un processo decisionale che ambisca a: (a) migliorare la qualità delle decisioni pubbliche attraverso l'ascolto delle diverse posizioni (b) aumentare per quanto possibile il consenso su tali decisioni (c) senza tuttavia abdicare alla responsabilità degli eletti di decidere, richiede ben altre procedure e ben altri strumenti che generiche assemblee. A meno che il punto (a) sia considerato dagli amministratori un impiccio, e il punto (c) dai cittadini una cosa che contraddice la "vera" democrazia.

Se prendiamo sul serio la faccenda, l'amministrazione dovrebbe adottare almeno questa sequenza di azioni:
  • convocare i cittadini e le associazioni interessate
  • richiedere ad essi un impegno di studio e approfondimento, e non solo di opinione
  • proporre e concordare un piano di incontri, eventualmente con suddivisione in gruppi di lavoro
  • rilevare inizialmente, anche con questionari, le opinioni prevalenti fra i partecipanti
  • formarli ed informarli (NON catechizzarli) sia sulle procedure sui sul contenuto delle proposte, sulle varianti possibili, sul significato tecnico e politico di determinate opzioni
  • verificare e discutere le opzioni, anche in più sessioni, ed anche formalizzando soluzioni alternative
  • rilevare le opinioni alla fine del processo di discussione, sia attraverso la libera discussione, sia in modo formale e quantitativo attraverso questionari.

E, forse anche più importante, questa sequenza di azioni dovrebbe essere realizzata spiegando come si può discutere in modo costruttivo, e sforzandosi di ascoltare davvero cosa ha da dire l'altro. Ad esempio, io capisco e sono empaticamente vicino a Caio Fabricius che si scaglia contro gli ossessionati del parcheggio in nome di una qualità della vita più umana, fatta di verde, bellezza e biciclette. Ma devo essere in grado di ascoltare davvero anche quel diverso punto di vista, e di capire che esso esprime una difficoltà reale di vita. I quaranta minuti passati a girare le strade di pochi isolati alla ricerca di un parcheggio impossibile sono una realtà concreta per molti, e molti non possono davvero - nelle condizioni date - rinunciare all'auto. E così, qualunque trasformazione e miglioramento non può far finta di non vedere questa reale contraddizione. E può essere realizzata con successo solo se sa mettere in campo qualche vero meccanismo di compensazione, in modo da assicurare il risultato di lungo periodo (meno inquinamento, meno traffico, più qualità reale della vita) senza generare effetti drammaticamente negativi nel breve.

Sui contenuti. Vorrei fare un esempio sul Parco lineare delle Mura Aureliane. L'idea del Parco non è un'idea locale. Essa deriva dalla scelta importantissima e secondo me molto azzeccata di individuare l'area delle mura Aureliane di Roma come asse strategico di valorizzazione della città. Se pensiamo solo a quanta ricchezza culturale e a quanto indotto anche economico turistico stanno nascoste nella possibilità di valorizzare questa parte della città, non dovremmo avere dubbi sulla bontà della scelta contenuta nel PRG.
La realizzazione del Parco in ogni segmento locale (per noi, fra San Giovanni e Porta San Sebastiano e, inizialmente, fra Piazzale Metronio e Porta Latina) comporta ovviamente l'emergere di diversi problemi. Gli oppositori si concentrano essenzialmente su due aspetti: la sicurezza, il cui livello non si sa perché peggiorerebbe col parco al posto di una strada poco frequentata, e la riduzione del numero di parcheggi.
L'ascolto da parte dell'amministrazione, fino ad ora, sembra essersi risolto nell'ipotizzare piccole varianti al progetto per ottenere una ventina di posti auto in più e, forse, per costruire una cancellata. E questo perché le richeiste sono state casuali, urlate durante una affollata e rumorosa assemblea, e l'ascolto reale poco e poco attento. Piccolo cabotaggio, senza nessun vero tentativo di dare risposte più alte e, anche, di far capire i vantaggi veri dell'operazione. Perché altrimenti il cittadino mal disposto continuerà a pensare che "dietro" c'è chissà quale complotto e quale "magna magna".

La mia idea, è che si dovrebbe pensare al progetto in un contesto di azioni più ampio, in modo che se ne possa fare un gioco a guadagno condiviso. Per esempio:
  • revisione di tutta la viabilità di zona e dell'arredo urbano delle strade vicine, allo scopo di ricavare, con nuovi sensi unici, parcheggi a spina ecc., nuovi posti auto compensativi e, nel contempo, migliorare la fluidità del traffico locale, adottando opportune zone 30;
  • modifica della viabilità di Piazzale Metronio, come già descritto in un precedente post;
  • istituzione di parcheggi di car sharing a Piazzale Metronio, a Piazza Zama o simili e, soprattutto, ricerca e proposta di incentivazione alle famiglie che abitano in zona e che posseggono più di un auto, ad aderire al servizio di car sharing e a vendere le auto "di troppo", vivendo meglio, spendendo meno e facendo vivere meglio la città;
  • adozione, per il problema della sicurezza, di soluzioni tecnologiche (telecamere) e non di cancellate e ulteriori patetiche "mura" e, sopratutto, incentivazione del controllo sociale combinando:
    • la collocazione nella zona del parco di un chiosco di ristoro, la cui concessione sia vincolata all'erogazione di servizi di manutenzione e controllo;
    • la creazione di una associazione di volontari per la manutenzione del parco, eventualmente collegata al vicino centro anziani.

Evidentemente, si tratta di idee esemplificative. Ma credo che, se si seguisse il criterio di discutere con calma e profondità, e di non ragionare per partito preso, forse il risultato sarebbe migliore per tutti.

PS. copio qui in fondo un po' di link sulla democrazia partecipativa, il consenso informato e i sondaggi deliberativi. Buona lettura.
Innanzitutto, il libro di Ginsborg sulla democrazia deliberativa (http://www.anobii.com/books/La_democrazia_che_non_c%C3%A8/9788806185404/01039cc45fa78a0c4a/)

Sui sondaggi deliberativi:

1) ppt universitario sul principale teorico della faccenda
http://www.sociol.unimi.it/corsi/scienzapolitica/SPO/testi/Deliberative%20Polling.ppt

2) articolo su Caffeeuropa:
http://www.caffeeuropa.it/demdelib/284fishkin.html

3) un altro articolo sul tema:
http://www.serra.unipi.it/dsslab/trimestrale/2007/Luca%20Corchia%20-%20Il%20sondaggio%20deliberativo%20di%20James%20S.%20Fishkin.pdf

Sul metodo del consenso:

1) Un articolo sintetico sul metodo:
http://www.utopie.it/nonviolenza/metodo_del_consenso.htm

2) una serie vasta di link su articoli con suggerimenti pratici ed altro:
http://www.autistici.org/azione/consenso/


Sulla partecipazione politica, un convegno appena passato e che mi sono perso, di rete Lilliput: qui i documenti preparatori
http://www.retelilliput.org/modules.php?op=modload&name=DownloadsPlus&file=index&req=viewdownload&cid=49&orderby=dateD





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