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11 dicembre 2008

Blog VS Facebook

Certo, Facebook ha i suoi lati positivi. Sicuro, l'effetto virale delle cose che fai è assicurato o comunque più facile. Pensa ad esempio al successo degli autoconvocati per l'elezione diretta del segretario del PD di Roma. E' comodo linkare cose, è comodo e a volte divertente curiosare su ciò che fanno gli altri (il famoso “stato”). Vedo che anche gente che prima non faceva granché con la rete, con questo strumento inizia a farlo.

Però, se già la proliferazione dei blog, il reticolo dei commenti dei blogroll, stava diventando un generatore di distrazione e deconcentrazione, di frammentazione dell'informazione e di confusione mentale, Facebook moltiplica per mille quell'effetto. Senza, in fondo, avere il vantaggio del blog.

Perché il blog personale è pur sempre tuo, è pur sempre in qualche modo un sito, ti senti responsabile di quello che ci metti dentro in modo diverso da quel che succede in Facebook, anche se teoricamente potrebbe essere la stessa cosa. Alla fine, è su un blog che viene voglia di scrivere pensieri seri, idee complesse, esercizi di stile. E' sui blog di chi conosci che viene voglia di inviare commenti magari chilometrici, lanciarsi in discussioni e litigate feroci e feconde.

Su Facebook, al massimo, cazzeggi un po'.


9 aprile 2008

La democrazia partecipativa e il parco delle Mura Aureliane

Lunedì, tornato dalla riunione sul Piano Regolatore nel IX Municipio, credo di aver capito alcune cose sulla democrazia partecipativa, e sulle sue difficoltà. Sulla questione della tangenziale est, ho risposto nel merito qui a ciò che ha osservato bikediablo. Non ci torno, ma vorrei solo riprendere la cosa che mi sembra fondamentale, partendo da un esempio concreto.
Il problema vero è che le norme sulla partecipazione  esistono (in particolare nel caso dell'applicazione del PRG) ma né l'amministrazione, né i politici, né (sopratutto?) i cittadini le sanno applicare efficacemente. La riunione di lunedì ne rappresenta l'ennesimo esempio. Anche gli appassionati di parcheggi e contrari alle ciclabili, come ben si sa, sono cittadini, e anch'essi in questo tipo di assemblee fanno sentire - legittimamente - la loro voce. E così' lunedì abbiano assistito da un lato all'opposizione "ecologista" alla costruzione della tangenziale e dall'altro, all'opposizione "automobilista" alla costruzione del parco lineare delle Mura Aureliane. Sarebbe stato interessante sapere se gli ossessionati dai parcheggi sono anche d'accordo con la tangenziale, e se i contrari alla tangenziale sono anche d'accordo con il parco. E' probabile, ma non è certo, perché in realtà l'opinione di ciascuno rischia di cambiare sulla base di motivazioni al tempo stesso complesse e irriflesse.
Il fatto, è che il processo di negoziazione e decisione, se si limita ad una serie di assemblee caotiche ed omnicomnprensive, non riuscirà mai a comporre gli interessi contrapposti con l'interesse generale, perché ciascuno (amministrazione, cittadini "ecologisti" e cittadini "automobilisti"), resterà esattamente sulle stesse posizioni. Manca, infatti, la fase essenziale della seria formazione sui fatti.
Tento di spiegarmi con qualche dettaglio in più.

Sulla procedura. Un processo decisionale che ambisca a: (a) migliorare la qualità delle decisioni pubbliche attraverso l'ascolto delle diverse posizioni (b) aumentare per quanto possibile il consenso su tali decisioni (c) senza tuttavia abdicare alla responsabilità degli eletti di decidere, richiede ben altre procedure e ben altri strumenti che generiche assemblee. A meno che il punto (a) sia considerato dagli amministratori un impiccio, e il punto (c) dai cittadini una cosa che contraddice la "vera" democrazia.

Se prendiamo sul serio la faccenda, l'amministrazione dovrebbe adottare almeno questa sequenza di azioni:
  • convocare i cittadini e le associazioni interessate
  • richiedere ad essi un impegno di studio e approfondimento, e non solo di opinione
  • proporre e concordare un piano di incontri, eventualmente con suddivisione in gruppi di lavoro
  • rilevare inizialmente, anche con questionari, le opinioni prevalenti fra i partecipanti
  • formarli ed informarli (NON catechizzarli) sia sulle procedure sui sul contenuto delle proposte, sulle varianti possibili, sul significato tecnico e politico di determinate opzioni
  • verificare e discutere le opzioni, anche in più sessioni, ed anche formalizzando soluzioni alternative
  • rilevare le opinioni alla fine del processo di discussione, sia attraverso la libera discussione, sia in modo formale e quantitativo attraverso questionari.

E, forse anche più importante, questa sequenza di azioni dovrebbe essere realizzata spiegando come si può discutere in modo costruttivo, e sforzandosi di ascoltare davvero cosa ha da dire l'altro. Ad esempio, io capisco e sono empaticamente vicino a Caio Fabricius che si scaglia contro gli ossessionati del parcheggio in nome di una qualità della vita più umana, fatta di verde, bellezza e biciclette. Ma devo essere in grado di ascoltare davvero anche quel diverso punto di vista, e di capire che esso esprime una difficoltà reale di vita. I quaranta minuti passati a girare le strade di pochi isolati alla ricerca di un parcheggio impossibile sono una realtà concreta per molti, e molti non possono davvero - nelle condizioni date - rinunciare all'auto. E così, qualunque trasformazione e miglioramento non può far finta di non vedere questa reale contraddizione. E può essere realizzata con successo solo se sa mettere in campo qualche vero meccanismo di compensazione, in modo da assicurare il risultato di lungo periodo (meno inquinamento, meno traffico, più qualità reale della vita) senza generare effetti drammaticamente negativi nel breve.

Sui contenuti. Vorrei fare un esempio sul Parco lineare delle Mura Aureliane. L'idea del Parco non è un'idea locale. Essa deriva dalla scelta importantissima e secondo me molto azzeccata di individuare l'area delle mura Aureliane di Roma come asse strategico di valorizzazione della città. Se pensiamo solo a quanta ricchezza culturale e a quanto indotto anche economico turistico stanno nascoste nella possibilità di valorizzare questa parte della città, non dovremmo avere dubbi sulla bontà della scelta contenuta nel PRG.
La realizzazione del Parco in ogni segmento locale (per noi, fra San Giovanni e Porta San Sebastiano e, inizialmente, fra Piazzale Metronio e Porta Latina) comporta ovviamente l'emergere di diversi problemi. Gli oppositori si concentrano essenzialmente su due aspetti: la sicurezza, il cui livello non si sa perché peggiorerebbe col parco al posto di una strada poco frequentata, e la riduzione del numero di parcheggi.
L'ascolto da parte dell'amministrazione, fino ad ora, sembra essersi risolto nell'ipotizzare piccole varianti al progetto per ottenere una ventina di posti auto in più e, forse, per costruire una cancellata. E questo perché le richeiste sono state casuali, urlate durante una affollata e rumorosa assemblea, e l'ascolto reale poco e poco attento. Piccolo cabotaggio, senza nessun vero tentativo di dare risposte più alte e, anche, di far capire i vantaggi veri dell'operazione. Perché altrimenti il cittadino mal disposto continuerà a pensare che "dietro" c'è chissà quale complotto e quale "magna magna".

La mia idea, è che si dovrebbe pensare al progetto in un contesto di azioni più ampio, in modo che se ne possa fare un gioco a guadagno condiviso. Per esempio:
  • revisione di tutta la viabilità di zona e dell'arredo urbano delle strade vicine, allo scopo di ricavare, con nuovi sensi unici, parcheggi a spina ecc., nuovi posti auto compensativi e, nel contempo, migliorare la fluidità del traffico locale, adottando opportune zone 30;
  • modifica della viabilità di Piazzale Metronio, come già descritto in un precedente post;
  • istituzione di parcheggi di car sharing a Piazzale Metronio, a Piazza Zama o simili e, soprattutto, ricerca e proposta di incentivazione alle famiglie che abitano in zona e che posseggono più di un auto, ad aderire al servizio di car sharing e a vendere le auto "di troppo", vivendo meglio, spendendo meno e facendo vivere meglio la città;
  • adozione, per il problema della sicurezza, di soluzioni tecnologiche (telecamere) e non di cancellate e ulteriori patetiche "mura" e, sopratutto, incentivazione del controllo sociale combinando:
    • la collocazione nella zona del parco di un chiosco di ristoro, la cui concessione sia vincolata all'erogazione di servizi di manutenzione e controllo;
    • la creazione di una associazione di volontari per la manutenzione del parco, eventualmente collegata al vicino centro anziani.

Evidentemente, si tratta di idee esemplificative. Ma credo che, se si seguisse il criterio di discutere con calma e profondità, e di non ragionare per partito preso, forse il risultato sarebbe migliore per tutti.

PS. copio qui in fondo un po' di link sulla democrazia partecipativa, il consenso informato e i sondaggi deliberativi. Buona lettura.
Innanzitutto, il libro di Ginsborg sulla democrazia deliberativa (http://www.anobii.com/books/La_democrazia_che_non_c%C3%A8/9788806185404/01039cc45fa78a0c4a/)

Sui sondaggi deliberativi:

1) ppt universitario sul principale teorico della faccenda
http://www.sociol.unimi.it/corsi/scienzapolitica/SPO/testi/Deliberative%20Polling.ppt

2) articolo su Caffeeuropa:
http://www.caffeeuropa.it/demdelib/284fishkin.html

3) un altro articolo sul tema:
http://www.serra.unipi.it/dsslab/trimestrale/2007/Luca%20Corchia%20-%20Il%20sondaggio%20deliberativo%20di%20James%20S.%20Fishkin.pdf

Sul metodo del consenso:

1) Un articolo sintetico sul metodo:
http://www.utopie.it/nonviolenza/metodo_del_consenso.htm

2) una serie vasta di link su articoli con suggerimenti pratici ed altro:
http://www.autistici.org/azione/consenso/


Sulla partecipazione politica, un convegno appena passato e che mi sono perso, di rete Lilliput: qui i documenti preparatori
http://www.retelilliput.org/modules.php?op=modload&name=DownloadsPlus&file=index&req=viewdownload&cid=49&orderby=dateD






14 gennaio 2008

Fra passato e futuro



L'intensità dei giorni più recenti mi ha fatto abbandonare un po questo posto. Ora, almeno, provo ad appuntare le cose più importanti.

  • Prima di tutto, è davvero valsa la pena di organizzare l'incontro con Ivan Scalfarotto al circolo Alberone del PD. Il bello di quella serata (va be, ho organizzato il tutto e ho parlato anch'io, non dovrei lodarmi, ma qui mi riferisco a Ivan, più che altro, e all'impagabile Daniele ), è proprio, ancora una volta, la percezione che il PD è un luogo, finalmente, dalle porte aperte, dove entrano persone non solo giovani anagraficamente, ma anche e soprattutto diverse, che aprono prospettive nuove per il futuro. Qui si trovano altre foto dell'evento e qui è pubblicata la presentazione che abbiamo fatto Daniele ed io. Dalla bella discussione serale, tra l'altro, viene anche qualche speranza concreta che il mio pallino del sistema per la partecipazione potrà diventare, passo passo, qualcosa di reale. E sono contento che Valerio sia tornato attivo e possa interloquire con noi Mille.
  • La serata è finita a festeggiare il secondo compleanno di Pennarossa , in un pub dalle parti di Acca Larenzia. Per arrivarci, siamo passati davanti al mio ex Liceo XXIII (che ora non esiste più). Sono trent'anni dalla strage, e sono più di trent'anni da quando frequentavo il liceo. Solo qualche giorno fa, a casa di mia madre, ho ritrovato miei vecchi diari di ragazzo, in cui raccontavo anche degli scontri e dei fascisti. Che erano davvero fascisti e violenti, e che fa tristezza vedere oggi celebrati sui manifesti come eroi della libertà. Ma che sono morti, nel caso di quella strage, per mano di "comunisti" altrettanto se non più delinquenti e violenti.
  • Ma il passato che ricordo, gli anni settanta che mi appartengono, non è affatto quello - e infatti, sinceramente, non ricordavo granché di scontri e violenze cui, pure, qualche volta ho assistito. Il passato che ricordo è, molto di più, per fare un esempio, quello di Radio Dieci Antenna Democratica (che nome tremendo, vero?), la radio libera dove ho lavorato e di cui, sempre grazie ai ritrovamenti di carte da mia madre, ho reso ampia e circostanziata testimonianza su musicaememoria . Un passato molto più pieno di futuro e di speranza di quello cupo della violenza. Qualcosa che è possibile collegare allo stesso filo che ci spinge oggi a fare politica.
  • Lo stesso filo, credo, che spiega il bel post di Luca su Soru: dove si vede quanti aspetti di civiltà possano venire fuori da una vicenda assai triste del presente.
  • Tornando a Pennarossa, un post di Maria Cascella ha generato un thread impressionante nel quale rotafixa e Alberto Biraghi hanno, in sostanza, propugnato una a mio giudizio ingenua e velleitaria strategia del  buon comportamento individuale per cambiare/salvare il mondo: uso la bici, riciclo, faccio consumo critico, e diffondo il verbo fra i miei conoscenti, e progressivamente smonto l'attuale orrendo sistema. Ho litigato discusso vivacemente con loro. Per chi è curioso, i commenti essenziali a seguire il tutto sono #22, #23, #25, #62, #63, #64, #66, #68, #75, #77. Per parte mia, la cosa cui tengo di più l'ho detta così:
Alberto, sposo completamente il virgolettato nel primo capoverso del tuo #68. Perché è quello che mi provo a fare tutti i giorni con tutti. Incluso convincere l'amico pendolare a usare comunque il treno, suggerirgli, come ho fatto, a farsi i pannelli termici per ridurre i regali che fa alla liquigas (da quelle parti, pensa te, non hanno nemmeno il metano - ognuno la sua bombola o il gasolio...).
Però, resto convintissimo che solo una visione davvero semplificata della storia del mondo ti possa portare a pensare che questa strategia del comportamento individuale possa cambiare il mondo. Poi, puoi decidere che sia meglio lavorare nella sinistra arcobaleno invece che nel PD, o fare il tuo partito, o provare a fare la rivoluzione...Su questo non discuto perché ormai è chiaro che hai introiettato una sfiducia totale, e quindi non c'è verso. Ma come puoi credere che agendo dal basso con le azioni individuali si riescano ad ottenere miracoli come nuove e diverse infrastrutture di trasporto pubblico, telelavoro e dematerializzazione, o gli investimenti colossali che servirebbero per sviluppare davvero bene le rinnovabili, a cominciare in Italia dal geotermico? (se interessa, consiglio di rileggere Beppe, che tu Alberto credo conosca bene, su quanta organizzazione e quanta politica e quanta scienza serva per cambiare il mondo...)
  • Infine, visto che il futuro del PD passa anche per il suo modo di essere laico, un doveroso link alla lettera appello promossa da Gianni Cuperlo.


22 dicembre 2007

Vacanze, e note sparse

Domani mattina parto per la montagna, quindi sarò scollegato. Niente post fino a gennaio. Auguri a tutti i miei numerosissimi (!) e affezionati lettori.
E ora, alcune note sparse:
  • Sollecitato, ho ripreso a scrivere sul mio Doppio Diario, dove ero uso, fino a poco tempo fa, raccontare peripezie di lavoro o di vita privata. L'ultima peripezia ha a che fare con la semplificazione della vita quotidiana, potenzialmente consentita da internet. Quello che mi è successo nei giorni scorsi dimostra che c'è molta strada da fare. E dimostra che la proliferazione dei login e password sta diventando un problema da risolvere con una certa urgenza, se non si vuole che un sistema teoricamente utilissimo si incarti irrimediabilmente su se stesso. Quello che servirebbe, è un modo per gestire in modo sicuro e con privacy garantita un'unica identità digitale, da usare in tutte le transazioni e in tutte le interazioni in rete - o, almeno, in quelle "ufficiali". Forse, anche qui, tanto per cambiare, serve un intervento lungimirante della mano pubblica...
  • Sarà forse l'incipiente influenza, beccata ovviamente appena inziate le vacanze natalizie, ma mi sento piuttosto depresso circa l'andamento della costruzione del PD. Non tutto è perduto, e vorrei ritrovare la grinta di Ivan che dice molto molto bene perché non bisogna mollare. Però certamente, confrontare la bozza di statuto uscita dalla riunione di redazione del 14 con quella uscita il 17, è piuttosto deprimente per chi come me ha lavorato direttamente alle tre proposte de iMille. Di quelle tre proposte, tutte incluse nella bozza del 14, in quella nuova non vi è più traccia. In compenso, certo, l'abile Vassallo ha costruito un pacchetto che, trasformando il Congresso in Convenzione, e legando la convenzione al processo di elezione diretta da parte di tutti i sostenitori di segretario e assemblea nazionale, riesce a contentare nominalmente gli appassionati di congressi e correnti, salvando quasi tutta la sostanza. E ancora, se vogliamo proprio essere ottimisti, nella nuova bozza l'accenno alla sistematica pubblicazione telematica degli atti e delle decisioni del partito ha qualche parentela con la nostra proposta di Sistema per la Partecipazione. Ma ho forte il sospetto che, letteralmente, ci sia un problema di radicale incomunicabilità fra noi che abbiamo una certa idea della partecipazione in rete e fuori, e quell'altro modo di vedere la politica. Non mi ci riesco a rassegnare, perché io stesso vengo da quel modo, in quanto militante di vecchissima data. Se io mi sono trasformato, se ho inseguito queste nuove chimere, perché diavolo altri nelle mie condizioni, e magari con capacità politiche ben maggiori delle mie, non ci riescono? Possibile che l'inerzia dei sistemi e delle mentalità sia così forte? Per quel che conta, comunque, da queste parti si continuerà a premere perché quelle nostre proposte diventino, in un modo o nell'altro, realtà.
  • Finanziaria e pacchetto welfare sono passati. Il modo con cui la cosa viene comunicata dai giornali è spaventoso. L'accento è sostanzialmente tutto sul fatto, giudicato ignobile, che questi provvedimenti siano passati tramite voto di fiducia, o sul fatto che comunque, come titola Repubblica, la maggioranza "si sfarina". Ora, non è che finanziaria e pacchetto welfare siano perfetti - io ad esempio avrei voluto ben altro investimento sul vero problema dei nostri tempi, l'unico davvero urgente, la gestione dell'energia e del cambiamento climatico. Però siamo alle solite: tutta l'informazione mette sistematicamente in evidenza solo la forma, addossando per di più la colpa delle fiducie ripetute al governo e non ad un sistema parlamentare bicamerale folle e a un'opposizione ovviamente violentemente ostruzionista (e non voglio nemmeno ricordare la tentata campagna acquisiti di senatori...). Sul merito dei provvedimenti, striminzite tabelline esplicative nelle pagine interne. Se il cavalier Banana avesse avuto lui il governo, il Paese sarebbe invaso di cartelloni 6x9 sull'abolizione dell'ICI, e i telegiornali sarebbero invasi di trionfali interviste e servizi sul concreto aiuto dato ai più deboli.


9 dicembre 2007

BarCamp e Statuto

Ieri, la preparazione della presentazione. Oggi una giornata al piùBlog Camp a presentare l'idea di partito partecipato de iMille e ad ascolare tante altre idee e passioni da blogger.
Nel frattempo, mattina e sera, un lavoro intenso per elaborare e poi inviare al presidente della Commissione Statuto gli emendamenti alla sua bozza, discussi e proposti da iMille.
Sono stanco ma doppiamente soddisfatto:
  • Il mio primo barcamp è stata un'esperienza davvero interessante, dove ti trovi a scoprire ed imparare molto in poco tempo e dove la sorpresa (la serendipità, ha detto qualcuno) è dietro l'angolo. Personalmente, ho trovato veramente interessante il discorso sulle radio e il web di Antonio Pavolini, che è anche un notevole affabulatore - il ché, in una non conferenza, non guasta. Molto stimolanti anche l'approfondimento da consumato consulente di Nicola Mattina sul Corporate bloggingI microformati e il web semantico  di Piergiorgio Lucidi - troppo tecnico ma utile per capire dove andremo - e, ovviamente, Valter che ci ha parlato con grande convinzione del TurnOffPechino (lodevole iniziativa sulla quale tuttavia nutro qualche dubbio). 
  • Il succo, il centro motore di tutta l'elaborazione sviluppata sulla forma partito e sul sistema per la partecipazione sul wiki de iMille è stato tenacemente proposto da Ivan alla Commissione Statuto (i dettagli li racconta lui stesso qui ). Davvero, questo nostro provare a fare un partito nuovo sta già producendo, nella nostra pratica, quel partito nuovo che vogliamo.


29 novembre 2007

Links for 2007-11-29 (con autocitazioni!)


20 ottobre 2007

Il Partito è partito?

In un commento al mio ultimo post, Gens si chiede tra l'altro come fare in modo che i 3 milioni continuino a contare e non diventino un semplice dato numerico.
Non c'è una risposta facile, ovviamente. Però, dato che è evidente che il problema della forma partito del PD, messo tra parentesi durante tutta la fase delle primarie, è ora diventato centrale, iMille hanno cominciato a pensarci.  Nel Wiki dei mille ho scritto una prima bozza di principi, e invito tutti gli interessati a contribuire.


16 ottobre 2007

16 ottobre

Oggi, continuiamo ad essere tutti molto contenti e pieni di ragionevole speranza. Sappiamo che ora dovremo fare il partito nuovo e che non sarà facile, perché dovrà essere capace di dare continuità alla partecipazione (non solo col voto) per fondare una buona e nuova rappresentanza.
Ricordiamoci però che, al di la della giustissima strategia veltroniana dello svelenimento della competizione, del riconoscimento dell'avversario ecc., dall'altra parte ci sono anche tipi come Storace, o come quelle colleghe di mia moglie che erano scandalizzate proprio perché abbiamo osato far votare i sedicenni ("e che facciamo decidere del nostro futuro ai ragazzini?) e gli stranieri ("ah, signora mia, hanno fatto votare pure gli zingari").
Ricordiamocelo oggi, 16 ottobre giorno della deportazione nel ghetto di Roma, pensando che forse proprio in quelle tre regolette (il 50% di donne, il voto ai sedicenni e agli stranieri con permesso di soggiorno), sta la grande e vera novità del partito democratico.

Qui, un Furio Colombo da leggere.

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