.
Annunci online

corradoinblog
appunti sicuramente utili a me, a volte anche agli altri,


IX Municipio


10 febbraio 2010

Tanto per chiarire 2

“ALEMANNO IN MASCHERA AL IX MUNICIPIO”

 

Malgrado le smentite del Sindaco Alemanno, apparse su tutti i quotidiani romani e al TG3 del 5 febbraio u.s., le maschere di Hitler, Mussolini, Eva Braun e Clara Petacci, sfileranno comunque  per le vie del nostro territorio.

“Il 9 febbraio,” afferma la Presidente Susi Fantino, “è pervenuta da parte del Gabinetto del Sindaco,  la richiesta di occupazione di suolo pubblico per domenica 14 febbraio, che conferma in pieno la stessa manifestazione che Alemanno nei  giorni passati aveva valutato “…di pessimo gusto per una manifestazione gioiosa,come il Carnevale l’ utilizzo delle maschere che rievocano personaggi che ricordano momenti tragici della storia nazionale ed internazionale”.

 

Ancora una volta il “SINDACO INDOSSA LA MASCHERA DI PINOCCHIO” regalando 225.000,00 euro all’Associazione Arte Musica e Spettacolo, per l’organizzazione e la realizzazione di un evento così discutibile.

Tutto ciò mentre i municipi, senza fondi, sono in esercizio provvisorio, con gravi difficoltà nel garantire ai propri cittadini i servizi essenziali.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Fascisti

permalink | inviato da corradoinblog il 10/2/2010 alle 18:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


9 aprile 2009

Tanto per chiarire

Comunicato stampa del IX Municipio:

Nella giornata odierna, il Consigliere Tredicine ha inondato il Municipio di manifesti – affissi, come ormai d’abitudine, in spazi non consentiti – millantando al PDL l’attribuzione di fondi per un presunto rilancio del Municipio IX.

Il Consigliere Tredicine attribuisce inspiegabilmente a se stesso ed al PDL interventi già programmati e finanziati nella passata consigliatura.

 “Tra interventi già previsti e finanziati negli anni precedenti, interventi “fantasma” e interventi di ordinaria manutenzione – dichiara la Presidente del Municipio Roma IX, Susana Fantino – probabilmente si è voluto alzare una cortina fumogena per nascondere la realtà di un Bilancio appena approvato, che registra una notevole penalizzazione dei Municipi di centrosinistra a favore di quelli di centrodestra. La realtà dei fatti vede in questo Municipio totalmente disattesi i bisogni espressi dal governo del territorio, che attraverso il Bilancio Partecipativo ha fatto proprie le istanze dei cittadini”

 La Presidente del Municipio Roma IX

Susana Fantino


Così, tanto per chiarire...

ah, per chi non lo sapesse Tredicine è un giovinotto che era consigliere municipale, ha investito milioni (che ha) per farsi eleggere consigliere comunale e si fa chiamare e si auto attribuisce il titolo di "onorevole". E che qualche tempo fa aveva invaso il Municipio con manifesti con numerosi errori di ortografia.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. IX Municipio Tredicine Onorevoli

permalink | inviato da corradoinblog il 9/4/2009 alle 13:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


13 novembre 2008

Sogno

Sto lavorando al bilancio partecipativo del IX Municipio. Fra qualche giorno, finita la fase iniziale, racconterò cosa è successo e farò alcune riflessioni. Intanto, ecco un sogno che difficilmente sarà realizzato. Almeno fino a che l'amore dei romani per le auto non si scontrerà con la vera fine del petrolio...


Visualizzazione ingrandita della mappa


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Piste ciclabili IX Municipio Sogni

permalink | inviato da corradoinblog il 13/11/2008 alle 12:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa


3 ottobre 2008

Largo Pannonia

Qualche anno fa hanno risistemato Largo Pannonia, facendone una bella piazzetta piena di panchine, alberelli, una gradevole pavimentazione, più spazio pedonale. In pochissimo tempo, si è creato l'effetto piazza urbana, assieme all'effetto parco giochi: a qualunque ora ci trovi persone sedute a conversare sulle panchine, ragazzini che giocano, gente che si incontra.
Un evidente successo di una piccola trasformazione urbana, che dimostra come non sia impossibile ancora oggi rendere vivibili pezzi di città.

In questi ultimi mesi, Italgas sta rifacendo le tubature un po' in tutta la zona. E così, ha sventrato anche la pavimentazione di Largo Pannonia.  Una cosa inevitabile.
Ma non è inevitabile il fatto che non abbiano ripristinato la bella pavimentazione ma, al contrario, abbiano asfaltato "a chiazze" tutta la piazza, usando pure un asfalto molto nero che contrasta col grigio chiaro delle mattonelle (e scalda pure).



Mi chiedo: ma il responsabile dell'ufficio tecnico del Municipio o del Comune non deve controllare l'esecuzione di simili lavori? Ma non deve esigere delle robuste penali alla ditta di criminali ambientali che ha eseguito il lavoro? E se non lo ha fatto, non dovrebbe essere non dico licenziato in stile Brunetta, ma almeno rimosso da quell'incarico per manifesta incapacità?

Oppure qualche inghippo burocratico consente di realizzare "legalmente" quello che è anche un evidente sperpero di denaro pubblico, visto che la precedente pavimentazione a mattonelle è notoriamente costosa?

E se c'è inghippo burocratico, non sarebbe il caso di eliminarlo?


23 settembre 2008

Il tempo e gli angoli di strada

All'inizio della primavera scorsa sono comparsi dei cartelli a Piazza Armenia, ed è stato aperto un cantiere per la ristrutturazione della piazza, che includeva la realizzazione degli "angoloni". Come qualcuno ricorda, sono un vivace sostenitore degli angoloni, e quindi sono stato molto contento della notizia. Tanto più che in quegli stessi cartelli, si chiariva che l'intervento riguardava anche Via Vetulonia angolo via Acaia e angolo via Populonia.

I lavori di questi due ultimi angoloni sono iniziati più o meno a giugno. Oggi, 22 settembre, non sono ancora finiti. I cantieri sono aperti, e sono stati aperti talmente a lungo che, nel frattempo, uno degli angoloni appena ultimato è stato riaperto, spaccato e poi rifatto per un intervento urgente di Italgas.
Anche la tecnica di costruzione degli angoloni mi è sembrata, del resto, bizzarra: dopo aver asfaltato tutto, hanno rispaccato una parte per fissarvi le piastrelle del percorso per non vedenti.



Ora, si vedono operai al lavoro più o meno un giorno ogni tre.

Ecco, ho il fondato sospetto che all'estero un lavoro di questo genere sarebbe durato al massimo una settimana. Ho il fondato sospetto che la credibilità dei tempi di realizzazione dichiarati della metropolitana C sia semplicemente nulla. Ho il fondato sospetto che i cantieri restino aperti perché nessuno controlla e nessuno paga. Ho il fondato sospetto che questo paese sia andando in pappa, ormai incapace di concludere e far funzionare anche le cose più semplici.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. lavori efficienza pappa angoloni

permalink | inviato da corradoinblog il 23/9/2008 alle 21:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


23 aprile 2008

Quattro giorni al seggio: una cronaca e qualche considerazione di un candidato

Cronaca tramite i personaggi incontrati in quattro giornate da rappresentante di lista

Il presidente del primo seggio: giovane ingegnere, efficiente e competente, ha fatto più volte questo lavoro. Martedì pomeriggio, quando riapre il seggio per lo scrutinio di Provincia e Comune, si lascia andare dicendo che, visti i risultati, ha il sospetto di aver sbagliato paese. In un altro momento, mi racconta perché gli piace fare questo lavoro: riesce a toccare con mano cos'è la democrazia. Mi dice più o meno: "se potessi vedere cosa vota la gente, magari l'ammazzerei. Ma dietro la cabina sono tutti uguali, ed è allora che si vede la democrazia".

Il presidente del secondo seggio: più anziano, con un bel pizzetto sale e pepe, durante lo spoglio si rifiuta inizialmente di annullare le schede bianche, poi cede. E' più conviviale, ma meno organizzato dell'altro. Comunque, mediamente esperto.

Gli scrutatori: in entrambi i seggi, giovani, istruiti e piuttosto svegli. Quasi tutti esperti e, comunque, ben disposti ad aiutare il presidente.

I rappresentanti di lista della "parte a noi avversa": con il PDL, c'è stata la quasi totale scomparsa dei tradizionali e tosti rappresentanti di AN, sostituiti da ragazzotti prezzolati dal PDL o, per meglio dire, dai singoli candidati. Per dire, il boss delle caldarroste Tredicine, il signor 5100 preferenze, ha inviato un giovinotto per seggio, pagato almeno 60 euro al giorno. La caratteristica comune dei gentili e simpatici giovanotti suddetti è la totale incompetenza, sprovvedutezza ed ignoranza dei fatti elettorali, della politica e, in certi casi, del significato stesso del voto. Una ignoranza e un disinteresse mercenario alla faccenda talmente evidente che da un lato comincio a capire "come si prendono i voti" e, dall'altro, mi viene da sorridere pensando all'"esercito della libertà" che Berlusconi dice di aver mobilitato contro "i brogli della sinistra".

Il candidato al Municipio forte nei due seggi: lo conosco bene, per aver militato nello stesso partito e nella stessa sezione per anni. Ora è in Sinistra Democratica, non tanto per convinzione quanto perché nel PD difficilmente lo avrebbero ricandidato dopo 3 o forse 4 consiliature. E' l'esempio perfetto di "come si prendono i voti", visto che nei due seggi Sinistra Arcobaleno ottiene al Municipio più di 100 preferenze, mentre nelle altre 4 schede non arriva oltre i 40 voti.
E' una persona onesta e ostinata. Conosce tutti nella sua piccola zona di riferimento, si prodiga per tutto quanto può, per agevolare la vita delle persone. Segue con dedizione qualunque questione, dalla potatura degli alberi sul viale alla posizione di una fermata d'autobus. La gente lo vota perché lo conosce e può fidarsi, e non importa a quale partito appartiene. Questa è la famosa politica del territorio, il famoso radicamento. Eppure non posso fare a meno di chiedermi cosa succederebbe se si dovessero prendere decisioni "impopolari" ma giuste dalle sue parti, se ad esempio il 
Parco delle Mura Aureliane fosse proprio dove lui fa il pieno di voti...

Insomma, l'arte di prendere i voti a Roma non è forse troppo diversa da quella usata dalla Lega con il suo ormai mitico "radicamento territoriale". Forse perché a Roma la città costruita è, in realtà, più un insieme di piccoli paesi che una metropoli dove tutto diviene anonimo, o forse perché quando le preferenze espresse sono un numero così esiguo rispetto al totale dei voti, è sufficiente saper smuovere una piccola superficie per ottenere risultati non indifferenti.

Lo spoglio, le preferenze

Lo spoglio del Senato e della Camera non riserva sorprese o complicazioni. Da noi, come è noto, il PD vince alla grande e il PDL è nettamente sotto, ma sappiamo che si tratta di un caso. Lo spoglio di martedì per Comune e Municipio, invece, moltiplica sia le complicazioni per gli scrutatori, sia soprattutto l'ansia e la costante presenza dei rappresentanti di lista, che spuntano come funghi e chiedono continuamente dati. Infatti, ci sono le preferenze.
La macchina del mio partito è tutta tesa alla raccolta dei dati sulle preferenze al Municipio, e non per caso. Scoprirò infatti che il Comune di Roma tratta informaticamente la trasmissione immediata di tutti i dati con esclusione delle preferenze al Municipio. Quindi, mercoledì mattina erano immediatamente disponibili, sul sito del comune, sia pure in versione non ufficiale, tutti i dati incluse le preferenze per il Comune. Ma per sapere subito se un candidato al Municipio è stato eletto, non c'è altro modo che rilevare direttamente il dato seggio per seggio tramite i rappresentanti di lista. E' per questo che, non avendo una copertura totale dei seggi, è da mercoledì che so di non essere stato eletto, ma solo ieri sera ho avuto il dato effettivo, che sarà ufficializzato solo oggi.

Dal punto di osservazione del rappresentante di lista e, contemporaneamente, del candidato, mi sento di dire una cosa. Questa faccenda della preferenza unica è un meccanismo privo di senso. Balcanizza la campagna elettorale locale, perché sposta tutte le risorse sulla campagna dei singoli candidati, che diventano nei fatti nemici fra loro. E impedisce al partito di presentarsi come tale. Che Alessandra Sacchi ed io abbiamo rifiutato questo meccanismo, pianificando una campagna elettorale coordinata, è solo un caso o il portato di una vecchia tradizione del nostro partito di provenienza. Ma non basta.
Altro sarebbe avere collegi uninominali o liste bloccate (ebbene sì, proprio loro!), i cui candidati siano selezionati da ciascun partito sulla base di primarie obbligatorie per legge. Nella fase delle primarie, si farebbe la selezione dei candidati. E l'elezione sarebbe affrontata da ciascun partito come un vero partito, con maggior chiarezza per tutti.

Comunque, grazie

Come ho accennato, non sono stato eletto. Ho avuto 151 voti, contro i 663 del candidato del PD che ha avuto più preferenze, e sono ventesimo in un graduatoria di 24 candidati. Non certo un grandissimo risultato, anche se bisogna considerare che gli eletti sono praticamente tutti consiglieri uscenti, e che chi sta in graduatoria nei posti immediatamente davanti al mio ha più o meno lo stesso numero di preferenze.
Ringrazio tutti quelli che mi hanno votato, ed anche tutti quelli che ho scocciato in questi giorni con le mie email e le mie lettere, e infine le persone che hanno dedicato tempo a scrivermi, a chiedermi opinioni, anche a polemizzare con me e con le mie idee.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. IX Municipio Elezioni Seggi Candidato

permalink | inviato da corradoinblog il 23/4/2008 alle 14:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


11 aprile 2008

Le cose a cui tengo. Marciapiedi (again) e parcheggi

Un cittadino del quartiere, Luigi, mi ha scritto contestando le mie proposte sui marciapiedi. Gli ho risposto anche perché ha espresso benissimo le perplessità diffuse fra i cittadini su certi interventi urbanistici. Io ho una diversa opinione in merito, ma credo valga la pena discuterne con apertura e capacità di comprensione dei diversi punti di vista. Ed infatti, nei successivi scambi di email ho scoperto un sincero interesse e un buon numero di ottime idee, espresse da parte di una persona che, giustamente, vede cose che non vanno e prova a dire la sua e a ipotizzare soluzioni migliori.
Un atteggiamento propositivo che dovrebbe essere più diffuso e di cui ringrazio Luigi.
Riporto qui alcuni aspetti del nostro dibattito, poiché credo che possano rivestire un interesse generale.

Punto per punto, le principali osservazioni e le mie risposte:
 
  • "le piastrelle di cemento usate sono di scarsa qualità, si spaccano e si sbeccano (Largo Pannonia ecc...
  • sono troppo sottili e mal attaccate al sottofondo, quindi si staccano facilmente, basculano e, quando piove, pestandole si proietta in giro acqua fangosa (Via Gallia ecc...;
  • le pendenze sono quasi sempre sbagliate: da 2000 anni si sono fatti i marciapiedi con pendenza verso la fossetta della carreggiata, mentre ora il Comune si è inventato i marciapiedi concavi, con tombino di raccolta interno che spesso è posizionato male e si intasa, creando larghe pozze (Piazza Tuscolo ecc...);"

Ammetto tranquillamente il problema. Credo che su questo punto sia assolutamente necessario migliorare sia la qualità che i colori (il grigio è un po' deprimente....). Sulle pendenze, ho memoria di tombini intasati anche sulle strade, anzi forse di più, ovunque ci sia il classico marciapiede di asfalto col tombino sulla strada. Generalizzare mi sembra quindi difficile, ma anche in questo caso le do ragione: si può fare sicuramente di meglio. Ma comunque, impegnarsi perché le prossime realizzazioni siano migliori non significa che queste non costituiscano un miglioramento rispetto alla situazione precedente. Io Largo Pannonia lo preferisco così, con le panchine, un po' di verde, più spazio pedonale. E infatti, quando il tempo lo consente, mi sembra che quel punto di città sia vissuto, pieno di ragazzini che giocano e mamme che chiacchierano al sole. Prima, grigio asfalto sbeccato e automobili ovunque...
A titolo di esempio, un link di una ditta specializzata in questo tipo di interventi: http://www.urbafor.it/moderazione_traffico.htm (che ho trovato su internet, e con cui non ho alcun legame - sia ben chiaro!) 


  • "gli angoli riducono il raggio di curvatura, rendendo difficili le manovre degli autobus (vedi il 219 al fioraio di Piazza Epiro);"

Gli angoli devono anche  ridurre il raggio di curvatura. Il loro scopo infatti è duplice: (1)  eliminare gli ostacoli che si frappongono al passaggio di pedoni e disabili (e, se c'è una ciclabile, biciclette) (2) regolare meglio il flusso del traffico, rendendolo più lento e quindi più scorrevole. Questo non significa che da qualche parte possono essere stati fatti piccoli errori di progettazione, che magari vanno corretti. Ma è importante che lei comprenda il punto essenziale: non è vero che in città il traffico veloce (quindi strade più larghe, meno ostacoli alle auto, ecc.) migliora i tempi di percorrenza e la viabilità. Traffico più veloce (apparentemente) significa necessità di maggiori distanze di sicurezza, oppure improvvise frenate con creazione di colli di bottiglia, per non dire dei rischi per la vita della gente. Quindi angoli, rotatorie, dossi, fratture nel flusso ben progettate, distinzione netta delle zone di traffico locale da quelle di traffico di attraversamento, fanno in realtà parte di un unico disegno, che dovrebbe essere gestito in modo coordinato in termini di piani urbani del traffico. Di nuovo, che gli interventi concreti non siano necessariamente perfetti, è un altro discorso. Che va affrontato con decisione, ma non perdendo di vista la logica complessiva. Le consiglio vivamente di scaricarsi il documento sugli effetti positivi delle zone 30 che trova sul sito dell'Associazione Italiana Familiari Vittime della Strada: http://www.vittimestrada.org/downloadplus.php?lng=it&catid=2187

  • "i marciapiedi troppo larghi dove non servono (a meno che ai ristoranti prospicienti!!!!!!! - Piazza Tuscolo) creano spazi per ambulanti e abusivi e sopprimono preziosi parcheggi;"

Per gli ambulanti e abusivi, la soluzione è semplice: basta far rispettare la legge. Se partiamo dal presupposto che è fatale che le leggi non siano rispettate in Italia, allora è davvero meglio tenerci Berlusconi, il teorico e pratico del non rispetto delle leggi, per l'eternità dei secoli...Se poi un ristorante o un bar mette bei tavolini su un marciapiede e paga la tassa di occupazione del suolo pubblico, io trovo tale fatto una buona cosa, sia per le casse del Comune, sia perché sono contento di vedere gente seduta a chiacchierare davanti a un the coi pasticcini..

  • "tutti gli interventi che sopprimono parcheggi (parliamo di parcheggi blu per residenti, cioè per quelli che lasciano la macchina ferma e prendono il mezzo pubblico!!!) aumentano il traffico e creano un disservizio ai cittadini, sempre sotto la spada di Damocle della multa (vedi le strade intorno a Piazza Tuscolo, dove i residenti sono costretti a parcheggiare a spina dove è previsto il parcheggio in linea, perché sono stati soppressi i parcheggi nella piazza);"

Prima di tutto, gli angoli non sopprimono parcheggi. Al massimo sopprimono parcheggi illegali, visto che il codice della strada vieta il parcheggio in prossimità degli angoli, e per buonissimi motivi. Guidando, quante volte ha lanciato improperi contro le solite auto abbarbicate sull'angolo che le impediscono la visuale nel momento di affrontare un incrocio? Quanti incidenti agli incroci accadono a Roma per questo motivo? Quante mamme con carrozzina - per non parlare dei disabili - ha visto costrette a camminare con pericolo nel bel mezzo della strada perché l'angolo era ostruito dalle auto?
In secondo luogo, non capisco perché se uno non trova parcheggio debba prendere l'auto invece del mezzo pubblico per andare al lavoro. Qual'è la logica? Quando torno a casa, avrò il solito problema di parcheggio, o sbaglio?
In terzo luogo. Lei ha certamente ragione. In una città con tre auto ogni quattro abitanti (inclusi bambini e ultra novantenni!!!) il problema del parcheggio è un rebus praticamente insolubile se non si cambia logica profondamente. Appunto perché la maggior parte delle auto finisce per restare inutilizzata.
Nella piccola dimensione del Municipio, lasciare semplicemente le cose come stanno, col parcheggio selvaggio, non risolve il problema delle auto e penalizza pedoni e fasce deboli. Fare nuovi parcheggi interrati (magari finalmente anche a orario e non solo box privati) dà qualche sollievo, ma certo non risolutivo. Un po' meglio, mi sembra, sarebbe riprogettare tutta la viabilità locale restringendo ovunque le carreggiate fino al minimo consentito di legge, istituendo ovunque sensi unici e, quindi, proprio mentre si fanno nuovi angoli, trasformare un po' ovunque i parcheggi in linea in parcheggi a spina. Arrivo a dire, anche restringendo lievemente, se serve, qualche marciapiede.
Ma la soluzione si trova solo nella grande dimensione dei comportamenti dei cittadini e dell'offerta di soluzioni da parte della politica. La mia opinione è che occorre diffondere davvero, in modo capillare e credibile, i parcheggi di car sharing, e allo stesso tempo incentivare i cittadini che hanno più auto per famiglia a venderla (con la carota dell'offerta alternativa di car sharing a buon prezzo e di migliori trasporti pubblici e, successivamente, anche col bastone di maggiori costi di possesso per chi ha "troppe" auto).
Se ci pensa, il possesso di auto poco utilizzate da parte di noi tutti è un assurdo economico. Quale impresa terrebbe un impianto inutilizzato per molto tempo? Un buon imprenditore che abbia un macchinario costoso tenta sempre di usarlo continuamente, magari a ciclo continuo Noi invece ci teniamo per giorni un capitale immobilizzato (anche se la usiamo per andare al lavoro, alla fine l'auto sarà stata utilizzata al massimo 3-4 ore al giorno), quando potremmo usarne con molta più soddisfazione una in affitto.


9 aprile 2008

La democrazia partecipativa e il parco delle Mura Aureliane

Lunedì, tornato dalla riunione sul Piano Regolatore nel IX Municipio, credo di aver capito alcune cose sulla democrazia partecipativa, e sulle sue difficoltà. Sulla questione della tangenziale est, ho risposto nel merito qui a ciò che ha osservato bikediablo. Non ci torno, ma vorrei solo riprendere la cosa che mi sembra fondamentale, partendo da un esempio concreto.
Il problema vero è che le norme sulla partecipazione  esistono (in particolare nel caso dell'applicazione del PRG) ma né l'amministrazione, né i politici, né (sopratutto?) i cittadini le sanno applicare efficacemente. La riunione di lunedì ne rappresenta l'ennesimo esempio. Anche gli appassionati di parcheggi e contrari alle ciclabili, come ben si sa, sono cittadini, e anch'essi in questo tipo di assemblee fanno sentire - legittimamente - la loro voce. E così' lunedì abbiano assistito da un lato all'opposizione "ecologista" alla costruzione della tangenziale e dall'altro, all'opposizione "automobilista" alla costruzione del parco lineare delle Mura Aureliane. Sarebbe stato interessante sapere se gli ossessionati dai parcheggi sono anche d'accordo con la tangenziale, e se i contrari alla tangenziale sono anche d'accordo con il parco. E' probabile, ma non è certo, perché in realtà l'opinione di ciascuno rischia di cambiare sulla base di motivazioni al tempo stesso complesse e irriflesse.
Il fatto, è che il processo di negoziazione e decisione, se si limita ad una serie di assemblee caotiche ed omnicomnprensive, non riuscirà mai a comporre gli interessi contrapposti con l'interesse generale, perché ciascuno (amministrazione, cittadini "ecologisti" e cittadini "automobilisti"), resterà esattamente sulle stesse posizioni. Manca, infatti, la fase essenziale della seria formazione sui fatti.
Tento di spiegarmi con qualche dettaglio in più.

Sulla procedura. Un processo decisionale che ambisca a: (a) migliorare la qualità delle decisioni pubbliche attraverso l'ascolto delle diverse posizioni (b) aumentare per quanto possibile il consenso su tali decisioni (c) senza tuttavia abdicare alla responsabilità degli eletti di decidere, richiede ben altre procedure e ben altri strumenti che generiche assemblee. A meno che il punto (a) sia considerato dagli amministratori un impiccio, e il punto (c) dai cittadini una cosa che contraddice la "vera" democrazia.

Se prendiamo sul serio la faccenda, l'amministrazione dovrebbe adottare almeno questa sequenza di azioni:
  • convocare i cittadini e le associazioni interessate
  • richiedere ad essi un impegno di studio e approfondimento, e non solo di opinione
  • proporre e concordare un piano di incontri, eventualmente con suddivisione in gruppi di lavoro
  • rilevare inizialmente, anche con questionari, le opinioni prevalenti fra i partecipanti
  • formarli ed informarli (NON catechizzarli) sia sulle procedure sui sul contenuto delle proposte, sulle varianti possibili, sul significato tecnico e politico di determinate opzioni
  • verificare e discutere le opzioni, anche in più sessioni, ed anche formalizzando soluzioni alternative
  • rilevare le opinioni alla fine del processo di discussione, sia attraverso la libera discussione, sia in modo formale e quantitativo attraverso questionari.

E, forse anche più importante, questa sequenza di azioni dovrebbe essere realizzata spiegando come si può discutere in modo costruttivo, e sforzandosi di ascoltare davvero cosa ha da dire l'altro. Ad esempio, io capisco e sono empaticamente vicino a Caio Fabricius che si scaglia contro gli ossessionati del parcheggio in nome di una qualità della vita più umana, fatta di verde, bellezza e biciclette. Ma devo essere in grado di ascoltare davvero anche quel diverso punto di vista, e di capire che esso esprime una difficoltà reale di vita. I quaranta minuti passati a girare le strade di pochi isolati alla ricerca di un parcheggio impossibile sono una realtà concreta per molti, e molti non possono davvero - nelle condizioni date - rinunciare all'auto. E così, qualunque trasformazione e miglioramento non può far finta di non vedere questa reale contraddizione. E può essere realizzata con successo solo se sa mettere in campo qualche vero meccanismo di compensazione, in modo da assicurare il risultato di lungo periodo (meno inquinamento, meno traffico, più qualità reale della vita) senza generare effetti drammaticamente negativi nel breve.

Sui contenuti. Vorrei fare un esempio sul Parco lineare delle Mura Aureliane. L'idea del Parco non è un'idea locale. Essa deriva dalla scelta importantissima e secondo me molto azzeccata di individuare l'area delle mura Aureliane di Roma come asse strategico di valorizzazione della città. Se pensiamo solo a quanta ricchezza culturale e a quanto indotto anche economico turistico stanno nascoste nella possibilità di valorizzare questa parte della città, non dovremmo avere dubbi sulla bontà della scelta contenuta nel PRG.
La realizzazione del Parco in ogni segmento locale (per noi, fra San Giovanni e Porta San Sebastiano e, inizialmente, fra Piazzale Metronio e Porta Latina) comporta ovviamente l'emergere di diversi problemi. Gli oppositori si concentrano essenzialmente su due aspetti: la sicurezza, il cui livello non si sa perché peggiorerebbe col parco al posto di una strada poco frequentata, e la riduzione del numero di parcheggi.
L'ascolto da parte dell'amministrazione, fino ad ora, sembra essersi risolto nell'ipotizzare piccole varianti al progetto per ottenere una ventina di posti auto in più e, forse, per costruire una cancellata. E questo perché le richeiste sono state casuali, urlate durante una affollata e rumorosa assemblea, e l'ascolto reale poco e poco attento. Piccolo cabotaggio, senza nessun vero tentativo di dare risposte più alte e, anche, di far capire i vantaggi veri dell'operazione. Perché altrimenti il cittadino mal disposto continuerà a pensare che "dietro" c'è chissà quale complotto e quale "magna magna".

La mia idea, è che si dovrebbe pensare al progetto in un contesto di azioni più ampio, in modo che se ne possa fare un gioco a guadagno condiviso. Per esempio:
  • revisione di tutta la viabilità di zona e dell'arredo urbano delle strade vicine, allo scopo di ricavare, con nuovi sensi unici, parcheggi a spina ecc., nuovi posti auto compensativi e, nel contempo, migliorare la fluidità del traffico locale, adottando opportune zone 30;
  • modifica della viabilità di Piazzale Metronio, come già descritto in un precedente post;
  • istituzione di parcheggi di car sharing a Piazzale Metronio, a Piazza Zama o simili e, soprattutto, ricerca e proposta di incentivazione alle famiglie che abitano in zona e che posseggono più di un auto, ad aderire al servizio di car sharing e a vendere le auto "di troppo", vivendo meglio, spendendo meno e facendo vivere meglio la città;
  • adozione, per il problema della sicurezza, di soluzioni tecnologiche (telecamere) e non di cancellate e ulteriori patetiche "mura" e, sopratutto, incentivazione del controllo sociale combinando:
    • la collocazione nella zona del parco di un chiosco di ristoro, la cui concessione sia vincolata all'erogazione di servizi di manutenzione e controllo;
    • la creazione di una associazione di volontari per la manutenzione del parco, eventualmente collegata al vicino centro anziani.

Evidentemente, si tratta di idee esemplificative. Ma credo che, se si seguisse il criterio di discutere con calma e profondità, e di non ragionare per partito preso, forse il risultato sarebbe migliore per tutti.

PS. copio qui in fondo un po' di link sulla democrazia partecipativa, il consenso informato e i sondaggi deliberativi. Buona lettura.
Innanzitutto, il libro di Ginsborg sulla democrazia deliberativa (http://www.anobii.com/books/La_democrazia_che_non_c%C3%A8/9788806185404/01039cc45fa78a0c4a/)

Sui sondaggi deliberativi:

1) ppt universitario sul principale teorico della faccenda
http://www.sociol.unimi.it/corsi/scienzapolitica/SPO/testi/Deliberative%20Polling.ppt

2) articolo su Caffeeuropa:
http://www.caffeeuropa.it/demdelib/284fishkin.html

3) un altro articolo sul tema:
http://www.serra.unipi.it/dsslab/trimestrale/2007/Luca%20Corchia%20-%20Il%20sondaggio%20deliberativo%20di%20James%20S.%20Fishkin.pdf

Sul metodo del consenso:

1) Un articolo sintetico sul metodo:
http://www.utopie.it/nonviolenza/metodo_del_consenso.htm

2) una serie vasta di link su articoli con suggerimenti pratici ed altro:
http://www.autistici.org/azione/consenso/


Sulla partecipazione politica, un convegno appena passato e che mi sono perso, di rete Lilliput: qui i documenti preparatori
http://www.retelilliput.org/modules.php?op=modload&name=DownloadsPlus&file=index&req=viewdownload&cid=49&orderby=dateD






7 aprile 2008

Piccola cronaca

Il fine settimana, a partire da venerdì, è stato pieno di piccoli fatti interessanti per la mia campagna elettorale. E non è quindi un caso che l’impegno fisico sul territorio mi abbia fatto rimandare la scrittura qui sul blog.

Vorrei riflettere e argomentare su molte altre cose, ma non ora. Per ora, infatti, preferisco appuntare la piccola cronaca di questi giorni.

Venerdì, l’iniziativa sulla gestione dei rifiuti nel IX Municipio è stata un interessante momento di approfondimento, con slide di dati, discussione di opzioni, idee, lamentele, apertura di nuove prospettive. A breve metto in linea le slide che ho presentato. In estrema sintesi, il succo del mio discorso è che il problema rifiuti è da un lato un enorme problema globale e, dall’altro, una sfida di buon governo minuto del territorio. Solo tenendo insieme in un’unica visione i due aspetti e non facendosi incatenare dal manicheismo delle soluzioni uniche, si riuscirà a realizzare una buona gestione dei rifiuti. Nel Municipio, bisogna operare su tre aspetti:

  • l’educazione, anche con azioni dimostrative (cittadini che assieme all’Ufficio Decoro Urbano puliscono le scritte sui muri, padroni di cani associati che girano le strade a raccogliere le cacche altrui…) e soprattutto con l’esempio dei fatti: un migliore arredo urbano è di per sé educazione;
  • le iniziative ponte per migliorare la situazione (sostituzione cassonetti, aumento cassonetti per la differenziata)
  • l’obiettivo finale, quello di aumentare drasticamente la quota di raccolta differenziata, attraverso l’uso combinato del porta a porta dove possibile, o di soluzioni comunque ottimizzanti più adatte a zone ad altissima densità abitativa come molta parte del nostro quartiere.

Sabato mattina, il classico giro nei mercati, con volantinaggio e chiacchiere con gli operatori ed i clienti. Sabato pomeriggio, volantinaggio a Piazza Tuscolo. Una bella giornata di sole, un po’ ventosa, un bel po’ di gente in giro e la solita impressione contrastante: alla coppia che si ferma a chiacchiere e, soprattutto a Piazza Tuscolo, ci dice che era ora ci facessimo vedere perché qui e sempre pieno di quegli altri di AN, si succede il ragazzo che ti scansa con un grugno scorbutico. E così via.

Ma, di certo, ho modo di parlare con qualche tranquillità con un po’ di persone, e di capire che ci sono molte più persone che vorrebbero poter confrontarsi e parlare di politica, apertamente e senza particolari preconcetti, di quanto comunemente si creda.

E questa impressione è ampiamente confermata domenica sera da Myriam, dove per più di tre ore un piccolo gruppo di persone di varia estrazione e storia, più o meno del giro dello Spazio dell’Anima, hanno discusso assieme a me si può dire dell’intero scibile politico: siamo partiti e tornati più volte sui problemi del piano Regolatore e della tangenziale, siamo passati per la pulizia delle strade e i rifiuti, sul traffico e le biciclette e il car sharing, ma siamo anche andati in giro per il mondo riflettendo sulla Cina, i dazi e la decrescita, per tornare poi sui buoni comportamenti, l’educazione e pure il modo per aumentare l’efficienza della pubblica amministrazione. Il tutto, non perdendo mai di vista il problema di come combinare la capacità di decisione rapida che è necessaria a una politica efficace e credibile, con l’obiettivo e i metodi della partecipazione.

Domenica mattina, del resto, con l’aiuto di ottime amiche, davanti alla chiesa di Piazza Asti, ho riepilogato e ricostruito una decina di anni di piccola socialità, ritrovando e ricontattando genitori di compagni di scuola dei miei due figli. Al di là del possibile effetto elettorale, un buon momento comunque.

Perché alla fine, tutte queste cose sono anche e soprattutto la possibilità di coltivare qualche buon rapporto umano, di dare e ricevere tempo. E per questo, ringrazio tutte le persone che ho coinvolto in vario modo in questi giorni, qualunque sia il voto che poi vorranno dare.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. IX Municipio Persone Parlare Politica

permalink | inviato da corradoinblog il 7/4/2008 alle 14:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


3 aprile 2008

Da scarti a risorse. Post di servizio sui rifiuti

Venerdì 4 alle 17.30, alla Fonderia delle Arti di via Assisi 31 si parla del ciclo dei rifiuti. In modo, speriamo, non banale né consolatorio, ma con la ferma intenzione di capire come fare per un'area immensa e complessa come Roma.



Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. IX Municipio Rifiuti Riciclaggio

permalink | inviato da corradoinblog il 3/4/2008 alle 9:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


3 aprile 2008

Sulla nuova tangenziale. Guerre tra poveri?

bikediablo ha commentato lungamente il mio post del 31 marzo sul progetto della nuova tangenziale est. Anche in questo caso, come in quello precedente, è doverosa una risposta circostanziata, anche se non vorrei che si perdesse di vista che la tangenziale est non è il centro del mondo, e che comunque è un'opera, da quello che capisco di queste cose, ben al di là da venire.

Con ordine.
Innanzitutto, mi sembra importante eliminare dalla discussione alcune incomprensioni.
Rispetto al tracciato della nuova tangenziale est, io non confermo niente. Nel senso che non ho informazioni diverse o aggiuntive a quelle pubblicate sul sito del comune di Roma, e a ciò che ho sentito dire in diverse occasioni da Roberto Morassut. A quanto ho capito: (a) nel PRG c'è una previsione di massima, definita appunto come indicativa, della necessità di realizzare la nuova tangenziale e demolire la sopraelevata di San Lorenzo. Infatti il tracciato inizialmente incluso nel PRG è stato in seguito cancellato. (b) La delibera approvata il 23 novembre 2005 approva lo studio di prefattibilità che comparava una soluzione esterna (davvero improbabile, devo dire) con quella della circonvallazione interna sul tracciato del Vallo ferroviario. Lo studio sostiene che la soluzione sul tracciato della ferrovia è migliore sia dal punto di vista ambientale sia da quello trasportistico, ed è inoltre fattibile. (c) Di conseguenza, il documento linkato più sopra elenca gli obiettivi da raggiungere passando dalla prefattibilità al progetto. (d) La Delibera, del resto, specifica che il processo di progettazione richiede "di sottoporre lo Schema di assetto preliminare del progetto Urbano e il progetto preliminare dell’infrastruttura in questione alle procedure di consultazione preventiva dei Municipi interessati, di partecipazione e di pubblicazione previste dall’art. 16 delle N.T.A.". Quindi, i passi successivi devono essere pubblici e contrattati con il Municipio e le comunità locali. Se ciò non avviene, si tratta, puramente e semplicemente, di una grave inadempienza. (e) nei progetti che conosco e nelle cose che ho sentito, non ho mai trovato alcuna indicazione circa le "uscite" del tunnel in corrispondenza di Via Nocera Umbra e Largo Bastia. Questa ipotesi era citata dal commento di Sabina Verna ad un mio precedente post, e io le ho apprese da lei per la prima volta. Ovviamente sono ipotesi plausibili, ma - appunto - non le posso certo confermare io. (f) in conclusione, dai documenti che ho reperito (e che invito a leggere con attenzione) deduco che il tracciato ipotizzato è sostanzialmente parallelo o complanare alla ferrovia da Scalo San Lorenzo all'Appia Antica e oltre, con il vincolo di realizzarlo praticamente tutto in tunnel. Ma non ho trovato evidenze circa la localizzazione delle diverse uscite dal tunnel.


Sull'interesse generale. Io stesso ho detto che il problema è proprio capire se si sposta "il male", come dici tu, da una parte all'altra, oppure se spostando il tracciato "il male", oltre a spostarsi, si riduce complessivamente per tutti.
E qui, sebbene non pretendo affatto di avere certezze in proposito - mi piacerebbe leggere tutto lo studio di prefattibilità, disporre dei calcoli e delle stime, ecc. - la mia impressione continua ad essere la stessa. Ora, tutto il traffico si incaronisce sull'asse sopraelevata - Magna Grecia - Via Cilicia, in superficie, lentissimo, bloccato da numerosi semafori, con le auto che si infilano anche in tutta la viabilità locale circostante, che dovrebbe essere invece usata, appunto, solo come locale (dall'EUR verso San Lorenzo, quanti usano l'alternativa Mura - Via Populonia, incagliandosi poi nelle strettissime stradine dietro Via Gallia, pur di non sorbirsi il semaforo di via Satrico?). E' traffico che, pur andando in direzione perpendicolare rispetto alle direttirici dell'Appia e della Tuscolana, ha effetti anche su di esse, perché fa da "muro" per chi proviene da Piazza Asti (fine di fatto della Tuscolana) o arriva nell'imbuto di San Giovanni.
La costruzione di un tunnel che spostasse chi deve andare verso l'Eur, evitandogli il passaggio sull'attuale strada, in un percorso senza semafori e con pochi svincoli, consentirebbe una maggiore fluidità di traffico e, soprattutto, confinerebbe in modo netto ed evidente il flusso primario (lunghi spostamenti) da quello secondario, la viabilità principale da quella locale. Cosa oggettivamente impossibile ora. E cosa essenziale da tutti i possibili punti di vista. Perché se assumiamo, come è realistico, che non possiamo far sparire le auto molto rapidamente (salvo sperare in una rapidissima fine del petrolio, ma questo è un altro discorso...), allora il criterio base per la realizzazione di un sistema di traffico urbano accettabile è uno solo: la netta separazione dei percorsi di viabilità lunga da quelli locali, dove devono essere realizzate ovunque e in modo esteso zone a traffico lento e ultracontrollato, con sensi unici organizzati in modo da impedire il traffico di transito, ecc.

Resta, evidentemente, aperto il problema dal quale è iniziata tutta questa discussione: la localizzazione delle uscite. Sull'ipotesi di Via Nocera Umbra, ho già espresso la mia forte perplessità: stravolgerebbe quella strada che è attualmente pensata come una strada spiccatamente locale. A occhio e cartina, mi sembrerebbe più praticabile pensare a utilizzare come primo possibile luogo di svincolo ad esempio via della Stazione Tuscolana, che comunque potrebbe/dovrebbe essere soggetta a grosse trasformazioni urbanistiche. E, piuttosto che Largo Bastia, pur rendendomi conto che smuovere la Banca d'Italia sia davvero difficile, forse spostarsi un poco più a sud non sarebbe sbagliato.
Però, al di la della soluzione tecnica, per cambiare questa mia opinione complessiva, vorrei che mi riuscissi a convincere che "non fare nulla" è meglio che provare a fare questa circonvallazione. Non fare nulla significa lasciare identici i livelli di inquinamento in pieno semicentro di Roma, continuare a consentire che migliaia di auto percorrano ogni giorno il primo tratto di via Appia Antica, via Ardeatina, ecc., invadendo il Parco dell'Appia, tanto che è tale l'abitudine a questa invasione che anche la domenica l'isola pedonale dell'Appia non è che una patetica finzione.
Tu proponi di fare una metropolitana di superficie al posto della nuova tangenziale. Bellissima idea,  certamente, sopratutto il sogno del treno turistico, ma temo anche meno praticabile del tunnel. Però, una bella idea che dovrebbe essere fatta in qualche modo fruttare (grazie!), anche perché non è affatto incoerente rispetto agli obiettivi enumerati nella tavola pubblicata nel PRG. Come ho scritto nel post precedente, è una questione di priorità. O, se vuoi, è un classico "ma anche" veltroniano, dove la soluzione ideale potrebbe essere appunto quella di realizzare il tunnel ma anche, realizzandolo, rinforzare la ferrovia in coincidenza con lo spostamento, credo ormai prossimo, del traffico merci e di lunga percorrenza al di fuori dell'anello ferroviario. Magari, potrebbe scapparci anche la fermata di Piazza Zama che ormai tutti mi danno per spacciata (perché troppo vicina, per gli standard dei convogli, alla Stazione Tuscolana).

Sulla fattibilità del tunnel sotto l'Appia, il tufo e le marrane. E no, qui proprio non ti seguo. Per favore, smettiamola con questa totale sfiducia nella tecnica quando ci sono da quasi un secolo metropolitane costruite sotto le lagune. Non credo all'eccezione di Roma, a stressare troppo la storia dei reperti archeologici, che notoriamente stanno ad un certo livello e non più sotto. Mi sembra un po' un alibi per l'insipienza e l'incapacità politica. Un modo per assolvere amministratori incapaci, più che per proteggere davvero il nostro patrimonio.
Diverso è il discorso dei costi. Come ho detto e ribadisco, in presenza di vincolo di risorse, la priorità va al potenziamento del trasporto pubblico, non al tunnel. Ma se ci sono le risorse, il discorso ovviamente può cambiare.

Sulla partecipazione. Hai sicuramente ragione quando parli di "Riunioni alle 11 di mattina, documenti scritti in politichese e schemi che sembrano le mappe del signore degli anelli" come metodi per rendere quasi impossibile la partecipazione. Ci sono passato anch'io, ed è per questo che le nuove tecniche specifiche per la partecipazione (sondaggio deliberativo, consenso informato, ecc.), tanto mi appassionano. Se per caso fossi eletto, passando "dall'altra parte della barricata", una delle mie fissazioni sarebbe prendere davvero sul serio la consultazione e l'ascolto (che include anche la possibilità di cambiare idea, altrimenti è una presa in giro, sia chiaro).
Ti seguo di meno quando concludi dando maggior peso alla collaborazione e informazione rispetto alla produttività. Capiamoci: c'è un difficile equilibrio, però il blocco completo della capacità di decisione a forza di rinvii ricorsi e via andare è davvero insopportabile in questo paese. Nel paese in cui un Pizza qualunque può forse riuscire a far rimandare le elezioni a forza di ricorsi, forse un briciolo di capacità di decisione irrevocabile in tempi certi (dopo tutte le consultazioni sincere e vere di questo mondo) è pure necessaria. Se ci pensi, anche di questa storia della nuova tangenziale est si è cominciato a parlare alla fine degli anni novanta, e dopo quasi dieci anni siamo ancora allo studio di prefattibilità, con almeno due grosse modifiche decisionali lungo il percorso. Il tempo non è denaro. Ma il tempo è vita, e se si passa tutta la vita aspettando Godot, non si fa una gran bella vita.

Sulla riqualificazione Assisi-Mandrione: Anche qui, il tuo scetticismo mi stupisce un poco, o forse non ho spiegato bene cosa immagino. Non credo che si tratti semplicemente di rifare qualche marciapiede o ricavare un giardinetto dietro le mura dell'acquedotto del Mandrione, da lasciare poi rapidamente all'incuria e all'abbandono. Credo si tratti di spostare funzioni nuove in quella zona, farci venire un po' di gente (non troppa!) a fare delle cose, eliminare costruzioni e capannoni ormai inutili, con la copertura parziale del vallo ferroviario riunificare la zona e quindi renderla meno isolata ed isolabile.

(E con questo, giuro che al prossimo post cambio argomento (al massimo commento questo))


31 marzo 2008

Sulla nuova tangenziale. Partecipazione e decisione

Nel commento al post qua sotto Sabina Verna, che ringrazio, mi pone una questione importante e complessa sulla nuova tangenziale est e i possibili effetti sul nostro quartiere. Vorrei rispondere in modo esauriente, scusandomi per la lunghezza, perché credo che si possa partire da questa questione anche per riflettere su aspetti molto importanti e di valore ancora più generale: il modello di città vivibile che vogliamo, i meccanismi della partecipazione e della decisione politica, l'ascolto e il consenso.

Interesse particolare e interesse generale

Inizio da una considerazione personale. Io abito a un passo da quella impropria autostrada urbana che è l'asse Via Cilicia, Via Acaia, Via Britannia, Piazza Tuscolo, Via Magna Grecia, Piazzale Appio: il prolungamento della tangenziale est verso l'EUR che spezza il quartiere, con un flusso giornaliero di traffico di attraversamento che credo non abbia uguali in quasi nessuna altra zona di Roma.
Dunque, l'idea contenuta nel Piano Regolatore Generale, secondo cui questo asse viario dovrà essere declassato a viabilità secondaria, proprio grazie alla nuova tangenziale da ricavare nell'asse ferroviario Mandrione e poi attraverso Arco di Travertino, mi conviene personalmente. Come conviene a tutti i cittadini che abitano dalle mie parti. Il problema, è se questa soluzione serve a Roma e alla sua vivibilità complessiva, e se, mentre favorisce qualcuno, per caso non danneggia altri. Insomma, il problema è capire l'effetto del progetto sul famoso interesse generale. Poi, ciascuna persona è libera di considerare  più importante il proprio interesse particolare rispetto all'interesse generale. Ma la buona politica, quella per cui mi impegno, è la serva dell'interesse generale.

Mobilità e vivibilità

Cos'è una città vivibile, oggi? A mio modo di vedere, oltre a tutto ciò che riguarda la vivibilità sociale, la tolleranza, l'aiuto ai più deboli, gli asili nido e la cura degli anziani, e alla bellezza dei luoghi e dell'abitare, una città vivibile è sopratutto una città con meno traffico privato motorizzato, che significa meno rumore, meno inquinamento, più tempo e più socievolezza, meno persone stressate dalla fatica del parcheggio, dal clacson suonato per liberarsi del solito tizio che ha parcheggiato in seconda fila davanti alla tua auto. Meno auto affastellate ovunque, quindi.
Ma un tale risultato non è cosa che si ottenga in un giorno, dopo quasi un cinquantennio (dai primi anni '60) di monocultura automobilistica, che non solo ci ha abituato a pensare l'automobile come cosa ovvia anche in città, ma ne ha reso l'utilizzo strutturalmente indispensabile ed inevitabile per moltissime persone, a prescindere dalla propria buona volontà e coscienza ecologica.
Le leve descritte nel PRG appena approvato, al fine di aumentare la sostenibilità della vita in città, sono piuttosto chiare: la cura del ferro, i corridoi preferenziali per il trasporto pubblico di superficie, i nodi di scambio visti non solo come grandi parcheggi ma come luoghi di localizzazione di nuove centralità urbane collocate in periferia.
Ma accanto a questo disegno di fondo, sono previsti (ma non a caso esposti sempre per ultimi e con meno enfasi) anche alcuni grandi interventi per la mobilità su gomma per eliminare strozzature o assurdi congestionamenti del tessuto urbano costruito, come appunto quello dell'asse di via Cilicia.

E' una buona idea, oppure è una concessione a un modello sbagliato di mobilità?

Se seguissi un approccio ideologico, da assiduo ciclista urbano quale sono, arriverei a dire che, nel caso del traffico, l'offerta crea la domanda e, quindi, ogni nuova strada è destinata solo a generare nuovo traffico e a saturarsi, in un circolo vizioso senza fine. Ma, da bravo riformista, ritengo che come sempre la strada per risolvere problemi complessi sia complessa e multiforme. E quindi, sono certo che con le strade nuove bisogna andarci davvero piano, per non rischiare di generare nuovo traffico, ma sono altrettanto certo che se operazioni di nuova viabilità sono ben progettate, e inserite un un quadro ben definito di priorità, possono essere anche molto utili. Per restare al nostro esempio, è chiaro che il livello di inquinamento sarebbe ridotto da una nuova tangenziale quasi tutta in tunnel, e non solo spostato da via Magnagrecia a un altro posto: perché più bassa è la velocità del mezzo, più alto l'inquinamento che produce. Ma è altrettanto chiaro che se l'operazione fosse effettuata fuori contesto, prima e senza il supporto di altre operazioni ancora più importanti (la nuova metropolitana, i corridoi di trasporto pubblico, i nodi, ecc.), ripeteremmo il capolavoro della sopraelevata di San Lorenzo.

Partecipare e decidere

Sono convinto che siamo di fronte a un difficile problema. La credibilità della politica è al grado zero, perché la politica, dai grandi problemi globali ai piccoli problemi quotidiani, è sempre più inefficiente e incapace di decidere. Ma per uscire da questa mancanza di credibilità, sarebbe necessaria maggiore partecipazione dei cittadini, maggiore osmosi fra politici e persone comuni. E quindi più tempo, più discussione, più ascolto. Tutte cose, ahimé, che allontanano la decisione e l'efficienza della politica (Veltroni, giustamente, insiste tantissimo su una politica che sappia decidere. Ma decidere ascoltando e coinvolgendo).
Sono però anche convinto che, con molta pazienza, è possibile invertire questa situazione, se si adottano le politiche ed anche le tecniche giuste. Lo stesso PRG di Roma è stato approvato attraverso un lungo dibattito pubblico, una serie di assemblee, una complessa contrattazione con le comunità locali (e, certo, anche con gli interessi economici della città, che mica per forza sono il diavolo...). Ma quello che serve è uno scatto ulteriore nel meccanismo della partecipazione. Che consiste, nel caso dell'attuazione del PRG, nel mettere in pratica le procedure di ascolto e confronto già previste dalla normativa del Comune, in modo molto innovativo. In particolare, utilizzando le tecniche del consenso informato e del sondaggio deliberativo. Che vuol dire, in pratica:
  • che ogni decisione di qualche impatto va presa innescando un processo di informazione ma soprattutto di formazione dei cittadini e delle comunità locali sul problema che si vuole risolvere: gli esperti devono mettersi a disposizione e saper ascoltare
  • che i cittadini e le associazioni devono avere a loro volta la capacità e la pazienza di imparare, e non solo di essere diffidenti di qualunque innovazione (spesso a ragione, oggi!)
  • che il processo di orientamento delle decisioni deve essere fatto in più stadi: non basta un'assemblea caotica ed urlata una tantum, dove finisce per emergere solo da una parte un inutile malcontento e dall'altra un po' di arroganza; serve una serie di incontri strutturati, accompagnata da rilevazioni scientifiche delle opinioni ad inizio e a fine del processo
  • che, dopo tutto ciò, gli amministratori eletti si prendano comunque le proprie responsabilità di decidere, se serve, anche contro l'opinione di qualcuno. Che avrà sempre la possibilità di revocargli la fiducia dopo i cinque anni del mandato.

E la tangenziale, alla fine?

Vengo al dunque. Onestamente, credo che la nuova tangenziale vada fatta. Credo anche che non sia la priorità maggiore: in presenza di risorse scarse, la priorità all'investimento nel mezzo pubblico è indubbia. Credo che l'idea di sotterrare per quanto possibile le auto (in movimento o parcheggiate) sia utile e buona. Ancora e soprattutto, credo che i punti di sbocco in superficie debbano essere studiati con grande attenzione, contrattati e discussi con la popolazione interessata, per trovare le soluzioni che siano assieme di minore impatto  locale e di maggiore utilità generale. Non ho risposte tecniche di dettaglio a questo riguardo, però mi sembra importante almeno che sia rispettato un principio: che la nuova tangenziale non sia un'opera solitaria, ma sia costruita contemporaneamente (se non dopo) alla grande operazione urbanistica che può diventare la riqualificazione della centralità urbana Assisi/Mandrione. La parziale copertura del Vallo ferroviario, la valorizzazione degli acquedotti, la possibile apertura e riutilizzo di spazi interstiziali da riutilizzare a verde, la realizzazione di funzioni pregiate nella zona (perché non una sede universitaria? o un Museo dell'acqua?), sono tutte cose che potrebbero accompagnarsi ed anche, in qualche modo, compensare  i problemi - si spera  piccoli - creati dalla nuova tangenziale.
E, infine, ci terrei che ogni nuova "grande opera" viaria fosse accompagnata dalla realizzazione, in tutta la viabilità che la circonda, di isole ambientali di moderazione del traffico (zone 30): una "compensazione" concretissima, che consente di creare zone di grande vivibilità e di maggiore sicurezza.


26 marzo 2008

Le cose a cui tengo. Risparmiare energia

Vorrei che il IX Municipio diventasse un esempio concreto di come sia possibile, anche in una città già costruita e consolidata, fare qualcosa per il risparmio energetico, per combattere il cambiamento climatico e l’inquinamento.

Prima di tutto, è possibile e necessario realizzare la trasformazione energetica di tutti gli edifici pubblici del Municipio (le scuole, la sede del Municipio ed altro), con l’installazione di pannelli solari fotovoltaici e termici e opere di coibentazione.

E poi, è possibile aiutare i singoli condomini, soprattutto quelli col miglior rapporto fra cubatura e superficie scoperta, a installare pannelli solari e a realizzare opere di miglioramento della resa termica, affidando la realizzazione delle opere a società ESCO che finanzino l’intervento. Tempo fa avevo scritto questa proposta. Vi invito a rileggerla, perché credo tuttora che si possa fare qualcosa del genere, un tentativo di attivare i condomini a fare qualcosa per l'ambiente e per se stessi.

Vorrei anche che il Municipio dimostrasse coraggio nel fidarsi delle nuove tecnologie ambientali. Ad esempio, mi piacerebbe che gli edifici pubblici, e le pavimentazioni stradali da rifare, fossero verniciati utilizzando coperture al titanio con caratteristiche catalitiche, in grado di abbattere il livello di polveri sottili nell’aria. E che si dessero contributi o premi ai condomini che adottassero la stessa tecnica quando devono realizzare una ristrutturazione.
Si potrebbero anche sperimentare tecnologie quali le aree asfaltate a scambio di energia (in pratica, sotto l'asfalto, che è un ottimo assorbente termico, attraverso pannelli si scalda acqua per uso termico).
E, ancora, sarebbe bello migliorare il microclima estivo riducendo le zone asfaltate: in alcune zone, i parcheggi a spina o in linea delle nostre strade potrebbero essere messi a prato con copertura a rete plastica: più traspirazione del terreno, meno calore.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. IX Municipio Energia Sogni

permalink | inviato da corradoinblog il 26/3/2008 alle 21:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


25 marzo 2008

Una nuova politica si può fare - Post di servizio

Venerdì 28 marzo, ore 18.30
Fonderia della Arti, via Assisi, 31 (Metro A Ponte Lungo, Ferrovia FS Roma Tuscolana)

TEMA
www.iMille.org presentano: Una politica nuova si può fare
Tre idee di innovazione per la partecipazione

Partecipa: Diego Bianchi "Zoro"    (http://zoro.blog.excite.it/)

SVOLGIMENTO:
Ore 18:30 Spazio Video: Davide Andriolo e video della serie
Tolleranza Zoro (1 puntata)
In contemporanea: piccolo aperitivo di benvenuto con chiacchiere
Ore 19.00: Corrado: un Municipio partecipato: tecniche e metodi
innovativi per la partecipazione delle comunità locali alle decisioni
efficaci.
Ore 19.20: Massimiliano: come si può seguire in modo partecipato ed
innovativo la realizzazione degli interventi PRG di Roma
Ore 20.00: Ivan: trasparenza in parlamento, ascolto, ruolo della rete
e del pubblico attivo

Ore 20:30: Il video di Paolo Virzì per Ivan Scalfarotto
Ore 20:45 video della serie Tolleranza Zoro (6 puntata)...no il dibattito no:-)

Se tutto va bene, per i non romani l'evento potrà essere seguito anche in streaming video in Internet. Seguono dettagli


20 marzo 2008

Le cose a cui tengo. Biciclette

Vorrei che l’intero IX Municipio, dal Mandrione fino a Piazzale Metronio, da San Giovanni fino a Colli Albani, diventasse un luogo accogliente per i ciclisti. Non solo la domenica, ma anche per chi vuole usare la bici come normale mezzo di trasporto. Con la pista ciclabile sulla Cristoforo Colombo, sto scoprendo che è perfettamente possibile andare al lavoro in bici, e lo faccio già ora quasi tutti i giorni, percorrendo una ventina di chilometri in pace ed allegria. Si può fare, e si potrebbe fare anche meglio se si moltiplicassero le piste ciclabili e i percorsi protetti. C’è un bellissimo progetto delle associazioni dei ciclisti per il nostro Municipio, e io intendo battermi per realizzarlo integralmente.

E, sempre in tema di biciclette, mi piacerebbe che anche nel IX Municipio fossero collocati alcuni parcheggi per il bici sharing, oltre ad aggiungere qualche altra postazione di car sharing. Perché dobbiamo abituarci ad un uso più flessibile e intelligente dei mezzi di trasporto.

E perché il mio impegno non resti astratto, il 29 marzo sarò con gli altri ciclisti a fare da controparte di me stesso in quanto candidato, a questo incontro con i candidati organizzato da BMF.

Come si dice sempre, partecipate numerosi. E venite in bicicletta, o almeno con i mezzi pubblici.



17 marzo 2008

Le cose a cui tengo. Piazzale Metronio e le Mura Aureliane

Vorrei passare meno tempo fermo a Piazzale Metronio la mattina, assieme ai miei concittadini che prendono il 628 o il 671 per andare verso il centro o verso l’EUR. E vorrei quindi che tutta la viabilità di Piazzale Metronio fosse riprogettata, con un intervento molto semplice e poco costoso, ma sicuramente efficace per risparmiare buoni venti minuti ai mezzi pubblici. E vorrei che quest’intervento fosse anche l’occasione per realizzare un po’ di posti auto in più, a compensare quelli che si perderanno con la realizzazione del Parco Lineare delle Mura.

Ma vorrei anche la rapida realizzazione di quel parco, tenendo conto delle osservazioni dei cittadini e, in particolare, trovando il modo di allontanare un poco la strada vicinale delle finestre delle case che affacciano di Viale Metronio. Ma facendo bene e in fretta questo bellissimo intervento che renderà le Mura un posto ancora più unico di quanto già non sia, e aumenterà anche – il ché non guasta – il valore degli immobili di questa zona.

Qui un dettaglio della proposta sul Piazzale.



16 marzo 2008

Le cose a cui tengo. Marciapiedi

Vorrei vedere marciapiedi puliti e ben pavimentati, senza automobili o motorini che ci salgano sopra. So che non bastano né più spazzini, né più educazione, per questo. Servono più spazzini, più educazione ma soprattutto che il Municipio sostituisca l’orrendo asfalto con belle piastrelle, costruisca angoli e protezioni, faccia dove si può più spazio per il parcheggio delle moto, metta nuove alberature e le circondi di aiuole non troppo piccole. Perché da qualche parte è bello vedere un po’ di terra e un po’ di erba, e non solo nelle ville.


(Con questo post si inaugura una rubrichetta su cose minime, cose alla portata di un consigliere municipale. Cose a cui tengo, però, perché sono cose di tutti i giorni e di quotidiana qualità della vita. Come si sarebbe detto un tempo, locale e globale vanno spesso assieme. E per questo, da queste parti si continuerà anche a tediarvi con discorsi più vasti ed astratti, con le politiche della rete, con Marx e l'entropia, e via generalizzando...)


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. marciapiedi ix municipio roma pedoni

permalink | inviato da corradoinblog il 16/3/2008 alle 0:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
sfoglia     aprile       
 
 




blog letto 1 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario
Educazione civica
Le BeDe!
Cultura d'impresa?
Libri
Heimat e..
Europa
Tecniche
Sommari
Sion
Marx
Politiche
IX Municipio
Pillole

VAI A VEDERE

iMille, il blog dove scrivo le cose migliori
Musica e Memoria
Coordinamento Roma Ciclabile
Movimentofisso
Sul 77
Per non dimenticare
La mia sezione PD!
TSF Jazz Francia
Amici di Radio 3
Una comunità dell'Ulivo
Vecchie cose: Un isolato da 1,5Kw
Vecchie cose: manutenzione ambientale
Vecchie cose: Wikimille
Vecchie cose: Emenda il Manifesto del PD



Questo blog è on line dal 26 agosto 2004

Credits per la testatina: Vittorio Giardino, Igort, Lorenzo Mattotti


SE VUOI SCRIVERMI:
truffi.pd9[at]gmail.com


In lettura in questi giorni:
Dalla mia libreria:


Qualche pensiero a cui tengo:
Il consenso e le tasse
La politica della coda lunga
Lizzy
Fiaccole
Sion
Jazz o barocco?
Prioritarie 2006
Niente per amore

Orgoglio di padre 2
Titoli, sottotitoli e articoli
Zio Guido
Israele a Londra>
Orgoglio di padre

Licenza Creative Commons
I testi del blog sono sotto una Licenza Creative Commons
.

CERCA