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appunti sicuramente utili a me, a volte anche agli altri,


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21 dicembre 2005

Berlusconi crack

In questi giorni ho poco tempo ma avrei moltissimo da scrivere. Si vedrà più avanti. Ma intanto, se non lo avete già scoperto, andate subito qui dove trovate le prove dei furti di software fatti da Forza Italia!




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14 dicembre 2005

[Educazione civica] Carbone. Pianificare è impossibile?

Racconto qui un pezzettino della mia non esaltante esperienza di trasformazione dell’impianto condominiale da carbone a metano. A suo tempo, avevo narrato dei fuochisti e dei carbonai aggirantisi nel mio quartiere.

Di tutta questa faccenda, quello che rattrista è che si tratta della ennesima dimostrazione della incapacità italiana di pianificare alcunché. Il Comune ha informato con larghissimo anticipo tutti i condomini ancora alimentati a carbone che da fine 2005 il riscaldamento a carbone sarebbe stato definitivamente vietato. Quindi disponeva della lista completa di tali condomini. È banale pensare che la stragrande maggioranza avrebbe fatto una trasformazione a metano e non a gasolio. Italgas è allo stato attuale il monopolista privato dell’erogazione del gas a Roma (detto per inciso, l’ennesima “privatizzazione” di una rete che costituisce un monopolio naturale e quindi doveva restare pubblica...). Quindi poteva facilmente prevedere l’entità delle richieste e pianificare per tempo le risorse per farvi fronte. Ma non lo ha fatto. E, peraltro, la maggior parte dei condomini si è mossa solo all’ultimo istante, scommettendo sulla ennesima proroga o condono.

Il risultato è caos e freddo, litigi e lavori fatti male, favori al posto di diritti.




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6 dicembre 2005

Sulla TAV

Sulla TAV non occorre aggiungere molto altro a quanto dice InsolitaCommedia. Io che sono pro TAV trovo gli ultimi fatti talmente scandalosi che, semplicemente, credo non si possa proseguire in queste condizioni. Prima, bisogna liberarci degli apprendisti stregoni e falsi moderati che ci governano.




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6 dicembre 2005

Bisognerebbe andarci...

.. ma io purtroppo quel giorno non posso. Un convegno sul web e politica al Parlamento, e la presentazione di apposita ricerca. Qui i dettagli.




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5 dicembre 2005

Intelligence

Leggo con qualche ritardo che ilsignoredeglianelli riporta approvando la polemica sull'intelligence e la sinistra, avviata dal Foglio e dal Corriere. Consiglio a tutti quelli che si considerano liberali, alfieri delle libertà e della democrazia occidentale, e strenui nemici del terrorismo (tutte caratteristiche che mi accomunano al signoredeglianelli), l'attenta lettura di Barbara Spinelli ieri su La Stampa. La quale attacca anche sottilmente l'Annunziata che sullo stesso gionrale aveva fatto il semplificatorio paragone del picciotto.
Oltre alla consigliata lettura completa, tre citazioni:
L'uso dei servizi americani o europei per fronteggiare il terrorismo, su cui oggi si discute non solo in Italia ma nel mondo, non avviene in alternativa alla guerra iniziata da Washington e i suoi alleati dopo l'11 settembre 2001. È un uso che avviene dentro la guerra, che è un suo complemento, e che ha mutato volto nel momento in cui dalla tregua si è passati all'offensiva militare. Ciò di cui si discute non è l'opportunità o meno di ricorrere all'intelligence - e a una cooperazione stretta, riservata, tra occidentali - ma è il metodo che l'intelligence Usa predilige da quattro anni, gli ordini che le sono impartiti dal potere politico, la natura della cooperazione fra occidentali, e gli effetti che tutto ciò ha sulla battaglia antiterrorista e sulla sua efficacia.
 ....
La seconda questione riguarda l'utilità di questi nuovi paradigmi e gli effetti che possono produrre. Sono effetti che rischiano d'annientare lo scopo che la guerra idealmente e ideologicamente si propone: l'estensione nel mondo di democrazia e diritti. Facendo affidamento su Paesi che praticano la tortura, non s'estende alcunché ma si spinge anzi questi Stati a preservare abitudini brutali rivelatesi così preziose per l'occidente. I mezzi inquinano il fine irrimediabilmente, come già s'è visto in altri totalitarismi.
....
È una strategia non pratica, quella odierna dell'intelligence: non intelligente, tarda di cervello, non è neppure vincente. Non lo dicono solo i pacifisti e parte delle nostre sinistre. Lo dicono democratici vicini alle forze armate come John Murtha, senatori repubblicani come John McCain, e gran parte dell'esercito americano e degli stessi servizi.




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5 dicembre 2005

[Cultura d'impresa] Un colloquio

Ho descritto qui un’esperienza davvero singolare. Sono solo i fatti nudi e crudi, e temo non rendano l’idea dell’atmosfera. Eppure sono veramente stupito e tristemente preoccupato di ciò che ho visto. Infatti, ho avuto un colloquio di lavoro con una missionaria del business, convinta fino alla punta dei capelli del suo ruolo, convinta che nella sua azienda vi siano dei “valori” (quale parola più fraintesa...). Sostanzialmente plagiata da un meccanismo di costruzione del consenso. Di fronte alla solita proposta di fare il promotore finanziario (di questo si trattava, anche se lei lo chiamava il banchiere del terzo millennio), quello che ho pensato, e che non ho detto sia per ovvia cortesia sia perché non sarebbe stato capito, è che mi stavano proponendo il solito lavoro precario, solo lo chiamavano fare l’imprenditore, il manager.

Ma quello che soprattutto ho pensato, è che sarei stato davvero curioso e avrei quasi voluto proseguire nei colloqui, invece di rifiutare come ho poi fatto, per vedere che tipo di lavaggio del cervello riesce a produrre persone come la dott.ssa T. Ho avuto la netta impressione che si trattasse di entrare in una setta, di farsi cambiare il cervello, di aderire fin nei minimi dettagli della propria vita privata a dei supposti valori aziendali.

E, sapendo che il proprietario è, tanto per cambiare, il nostro presidente del consiglio, con terrore mi sono reso conto della sua forza, della sua capacità di costruire consenso, plagiare coscienze. Ho immaginato cosa potrà fare con i suoi giovanotti forzitalioti formati e catechizzati con una simile metodologia.

Altro che Frattocchie. Temo proprio che le scuole di partito del PCI, anche nel periodo di massimo stalinismo, siano state un oasi di libertà di pensiero, al confronto della catechesi per adulti che si può fare in certe aziende e in certi partiti azienda.




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1 dicembre 2005

[Tecniche] Internet libera

Ho mandato questo piccolo e un po' confuso contributo alla "Fabbrica del programma". Lo hanno pubblicato tagliando, non so perché, il link preciso a Beppe. Chissà se li usano, tutti questi pensieri sparsi che ricevono....

Vorrei che l'Unione avesse le idee chiare sulla necessità di rivedere completamente la logica del funzionamento del mercato dell'offerta di servizi di larga banda.

Oggi il quasi monopolio in mano a una società gravemente indebitata come Telecom si traduce in un ricatto verso politiche di vera liberalizzazione. Si può infatti avere paura che se non esce da tale indebitamento (in altre parole, se non può continuare a fare extra profitti da monopolista), finirà in mani "nemiche" - ad es. Mediaset, generando una ulteriore mostruosa concentrazione mediatica. Tra l'altro, producendo una rete internet a senso unico e non bidirezionale.


Invece, l'Unione dovrebbe proporsi chiaramente e coraggiosamente una radicale revisione del meccanismo di business: l'infrastruttura di rete in rame, su cui viaggia ADSL, DEVE essere di nuovo resa pubblica, lasciando a Telecom i servizi da offrire su tale infrastruttura. Si tratta, banalmente, di un monopolio naturale, ed è insensato farla gestire ad uno solo dei concorrenti in campo! Dove pubblico non significa necessariamente statale, ma anche forme di public company garantite, e non scalabili/predabili da futuri nuovi monopolisti. Tra l'altro, ciò garantirebbe anche l'uscita di Telecom dai debiti.

Riferimenti utili:

  1. La recente polemica dell'AIIP (l'associazione dei provider non monopolisti) contro le decisioni - per ora ritirate - della AGCOM che avrebbero favorito per l'ennesima volta il monopolista Telecom

  2. blog di Beppe Caravita




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1 dicembre 2005

Doppio diario

Sto mettendo qui un diario di avvenimenti quotidiani (casa e lavoro, direi), di approccio diverso da questo blog, che comunque non ho intenzione di abbandonare. Più che altro perché ero curioso di vedere come funziona questa nuova piattaforma di blog della Stampa, fatta in sinergia con Le Monde. Da adesso, il link sta nel blogroll e anche a destra fra i link.
Intanto i miei 4 lettori possono curiosare anche da quelle parti...




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