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31 luglio 2006

Fermatevi

Fermatevi è l'unica richiesta possibile. Perché Israele è caduto in una trappola, è ormai oggettivamente dalla parte del torto. Perché Israele non sarà mai sicuro e in pace continuando a fare guerre su guerre. Tutte apparentemente inevitabili, tutte causate da aggressioni ignobili di terroristi orrendi. Tutte causa di altre guerre, quindi inutili anche e soprattutto per Israele.
Volevo scrivere molto, ma credo basti citare qui sotto un giornale e un pezzetto scritto in una lista che frequento (un' eccezione, pubblicare un pezzo privato su un blog, ma di quando in quando...)

Il peggior Nemico - Antonio Padellaro da l'Unità di oggi
Oggi il dolore è il peggior nemico di Israele. Il dolore dei bambini morti, il dolore per i bambini morti che stringe la gola perché non ci sono più parole. Non hanno parole gli amici di Israele, certo consapevoli dell´accerchiamento che minaccia questo popolo, certo convinti che di fronte a chi, come il presidente iraniano, predica il suo annientamento non può fare altro che difendersi. È la verita: ma oggi è molto più difficile da dire davanti a quel corpicino senza vita, guardando la disperazione di quel padre. Immagini che coprono tutto il resto, che cancellano il prima e il perché, chi è l´aggressore e chi l´aggredito. Lo capisce, a Gerusalemme, il ministro della Difesa Peretz quando esprime profondo dolore e promette un´inchiesta. Lo sa pure lui che oggi a poco serve denunciare il cinismo degli hezbollah, maestri nel farsi scudo dei civili. Annidati con i micidiali razzi nei condomini. Nascosti politicamente dietro il premier libanese che li ringrazia per i loro «sacrifici». È sicuramente così, però gli unici missili di cui oggi tutto il mondo parla sono quelli con la stella di Davide. E gli unici bambini morti sono quelli di Cana. È possibile che Israele, per errore, abbia imboccato una strada che non sa più dove porta e da cui non sa più come tornare indietro. Un tragico disorientamento che fa dire al primo ministro Olmert che le operazioni dureranno ancora dieci, dodici giorni. Nessuno ha il diritto di dare lezioni a nessuno ma dove sarà Israele tra due settimane, di guerra, di bombardamenti e di famiglie distrutte? E, soprattutto, dove saranno la solidarietà verso Israele, e l´intervento della comunità internazionale per quella forza d´interposizione che lo stesso Israele chiede? Oltre al dolore Israele deve temere la sua solitudine perché su questo i nemici di Israele contano. E se invece accogliesse il cessate il fuoco, che i veri amici (e l´Italia lo è) implorano, non sarebbe il vero atto di forza e di coraggio?
Da una lista - Annarosa
Il bombardamento a tappeto del Libano da parte di Israele non è solo un atto di barbarie. E’ un atto di stupidità suicida. Il risultato di queste stragi non può che essere dirompente, e riunire anche gli arabi più moderati agli estremisti più estremi. L’Europa civile ha il dovere di condannare Israele, prima di tutto.
Ma nel contempo, non può plaudire ai terroristi suicidi, ed a chi desidera eliminare uno stato dalla carta geografica. Né si può dimenticare che i terroristi hanno attaccato USA ed Europa, e stanno facendo stragi in Iraq tra gli arabi, più che tra gli occidentali.

Queste affermazioni sono esattamente speculari. Da una parte, gli arabi diventano sempre più ostili a Israele ed a tutto l’occidente. Dall’altra gli israeliani danno sempre più spazio ad i loro gruppi oltranzisti e continuano in una guerra crudele, pensando, almeno alcuni in buona fede, di doverlo fare “per difendersi”, senza accorgersi che invece così possono solo raggiungere l’autodistruzione.





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28 luglio 2006

E' la mia vita

Dopo due settimane di calma in Val Pusteria, quasi senza leggere i giornali e quindi quasi ignorando sia i mal di pancia dei 9 senatori ribelli, sia la nuova tragedia fra Libano e Israele, ho solo indignazione per come ho trovato Roma, perché quei posti così belli e puliti dove sono stato ti fanno venire il magone su dove sei costretto a vivere.

Non ho affatto voglia di occuparmi o di incazzarmi per la grande politica, per cose sulle quali non ho voce in capitolo, cose davvero troppo lontane da me. Sono anni e anni che mi appassiono ai massimi sistemi, impiego il mio tempo a leggere di economia, a dibattere qua e la di politica interna e internazionale, a immaginare il mondo migliore, a fare il militante di base in sezione. Senza nessun risultato se non grandi amarezze e la stolida convinzione di essere nel giusto, perché mi sono sempre detto che occuparsi di queste cose ci fa migliori e più consapevoli, e quindi più liberi.

Ora, ho qualche dubbio che sia vero. È la mia vita, Cristo, quella che se ne va in mezzo a strade puzzolenti. Ed è a questa vita che dovrei interessarmi, prima che a quella degli altri.




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7 luglio 2006

Vacanze

Lunedì parto per due settimane. E' credo sarò off-line. Ci leggiamo fra un po'...




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