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appunti sicuramente utili a me, a volte anche agli altri,


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28 gennaio 2008

Daughter and Father



Un dibattito sulle generazioni e sul cambiamento, sul ricambio e sul valore dell'esperienza, con alcune cose che hanno a che fare col futuro dell'Italia.

Ne stiamo discutendo qui, Cristiana Alicata, il sottoscritto e chiunque ne abbia voglia


27 gennaio 2008

Memorie e volgarità

Camminavo nei pressi di un'edicola. C'era in bella mostra non so più quale film pubblicato da non so quale rivista in occasione della giornata della memoria. In bella evidenza, la parola shoah.
Due tipi attorno alla trentina mi passano accanto. Uno dei due dice: "che due co****ni sta shoah. Non ne posso più, mi ha veramente rotto il c****."
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Ieri, di fronte a un Fabio Fazio un po' imbarazzato e un filo retorico, come spesso accade in questi casi, Shlomo Venezia ha raccontato la sua storia con semplicità e perfino un certo distacco. Temo che quei due non lo abbiano ascoltato.
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E' sempre difficile ricordare e far ricordare queste cose, perché portano dolore. E le celebrazioni della memoria "obbligatorie" portano con sé rischi ben noti. Quei due non mi sono sembrati i soliti fascisti, ma piuttosto due sprovveduti che - in un mondo rumoroso, pieno di troppi messaggi e di una volgarità sempre crescente, un mondo dove la parolaccia, lo sputo, l'insulto e l'approssimazione sono cosa consueta fra i senatori, figurarsi fra la gente che li ha votati - non riescono a distinguere le cose davvero importanti, quelle sulle quali sarebbe bene riflettere o, almeno, tacere per non offendere.


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25 gennaio 2008

Il luogo comune sul governo

Alcune convinzioni comuni, ma sbagliate, su ciò che sta succedendo.

L'ingovernabilità è colpa della legge elettorale attuale. Cambiandola ed eliminando i piccoli partiti, il sistema sarebbe più stabile.

Ovviamente è parzialmente vero, soprattutto per il vantaggio che si avrebbe sfoltendo il numero dei partiti. Però l'ingovernabilità in realtà è dovuta molto di più al bicameralismo perfetto, fatto per di più con due elettorati diversi (da 19 o da 25 anni) che, in una situazione di quasi equilibrio dei due poli, che dura dal 1994, rende ingovernabile il sistema. Ed infatti il sistema è stato ingovernabile anche col primo governo Berlusconi e, parzialmente, dopo il primo governo Prodi.

Questa volta la sinistra perderà e il centrodestra vincerà alla grande, con più del 60% dei voti

Vedi sopra: certo, la probabilità che la destra vinca le prossime elezioni è altissima, ma che sia una vittoria per KO è molto meno probabile. La storia della seconda Repubblica insegna che si è sempre vinto per pochi voti perché l'elettorato è spaccato in due e si sposta meno di quanto non si dica. E in genere si vince perché si fanno alleanze più larghe - che poi si pagano nel momento di governare. Oggi le intenzioni di voto sono sicuramente drammatiche per il centrosinistra, ma ci saranno i mesi della campagna elettorale che riequilibreranno la situazione. Come è avvenuto, purtroppo, anche nel 2006 a favore di Berlusconi.
(certo, questo riequilibrio avverrà solo se il PD e il centrosinistra non si sfaldano del tutto per panico o litigio...)

Prodi è caduto per colpa di Veltroni, e della sua dichiarazione "il PD si presenta da solo"

Nelle parole esatte di Federica Mogherini: "sento anche dire che è stata la dichiarazione di voler in ogni caso correre da soli, a far implodere la coalizione. Come se fino a quel giorno non si fossero susseguite, quotidianamente, minacce di crisi da tutti – dico tutti – i partiti di maggioranza con l’unica eccezione del PD (se qualcuno ne fa un bel blob c’è da divertirsi). Come se dire che “con ogni legge elettorale” il PD andrà da solo non fosse un modo di far comprendere ai partiti più piccoli che non avrebbero dovuto temere quel che temevano di più (il referendum), perché con o senza quell’esito, per loro l’effetto sarebbe stato identico. Ovvero, un estremo tentativo di salvare la coalizione di governo da se stessa, dalle sue contraddizioni e dalla sua frammentazione. E dall’esito, in sé positivo ma non per i nostri alleati di coalizione, del referendum."

Prodi ha sbagliato a presentarsi al Senato. Se non lo faceva si poteva fare più facilmente il governo istituzionale

Il governo istituzionale è una balla per gonzi, per tipi come Montezemolo, per terzisti illusi. Questi simpatici poteri forti di fatto deboli che da quando Prodi governa gli hanno messo i bastoni fra le ruote sperando nel governo del grande centro, e non capendo che con Berlusconi non c'è alcun grande centro possibile. Nè alcun governo istituzionale possibile. Perché Casini non sosterrà mai un governo tecnico se non lo sostiene anche Forza Italia,  e Forza Italia non lo farà mai dato che il Caimano in questo momento ha solo vantaggi a votare subito e passare all'incasso.
(l'unica piccola possibilità di essere smentito è che Berlusconi si faccia tentare a tirarla in lungo dalla possibilità di avere una prossima legislatura - di destra -  che si estenda oltre il settennato di Napolitano, per farsi eleggere lui Presidente...)

Prodi o non Prodi, si farà un governo istituzionale/tecnico, come vuole Confindustria

Vedi sopra.

Le regole si fanno insieme

Sì, è giusto. E' stata la scommessa di Veltroni. Aveva ragione a provarci. Peccato che le regole si fanno insieme se c'è un briciolo - anche solo un briciolo - di condivisione di qualcosa, tipo la parte prima della costituzione e l'idea di base della democrazia. Peccato che le regole si fanno insieme se dall'altra parte non c'è uno che sistematicamente tira bidoni ad avversari ed alleati. E ci riesce sempre.
Purtroppo, questo è il problema insolubile dell'Italia. Finché Berlusconi è vivo e vegeto, con la sua potenza mediatica e il suo conflitto di interessi, qualunque strategia sarà sbagliata e perdente. Anche se non c'è che continuare a provarci, come si è ostinato a fare il Uòlter.

Si doveva fare la legge sul conflitto di interessi e quella sulle TV

Giustissimo, figurarsi. Peccato che sia una pura petizione di principio. Per fare ora una simile legge - una legge vera, che non poteva che causare o l'uscita di scena di B. dalla politica, o il depotenziamento e lo spezzatino di Mediaset - il centrosinistra avrebbe dovuto avere una maggioranza bulgara nei due rami del parlamento, con la maggioranza assoluta fatta dalla somma di rifondazione, verdi e DS. Perché tutto il resto della coalizione ha sempre di fatto valutato impraticabile politicamente fare una cosa simile. E perché metà del popolo italiano si sarebbe sollevato a difesa del suo eroe, come già fece all'epoca del referendum sulla pubblicità, fino ad atteggiamenti eversivi in stile Caimano (il film). Di nuovo: il banana andava fermato subito. Ora si potrà ancora sconfiggere, magari, perché come governante è un tale disastro che alla fine la gente se ne accorge. Però ce lo avremo fra i piedi fino a che campa...


23 gennaio 2008

Quando si mobilitano i propri sostenitori?

Quando c'è da fare calde manifestazioni di opposizione, sapendo che tanto gli altri governano?
Quando c'è da celebrare un successo, ed è tutto facile?

Oppure quando c'è bisogno di solidarietà, e c'è bisogno di ridare un po' di fiducia e speranza? Quando - comunque vada a finire, e forse soprattutto se va a finire male - c'è bisogno di dimostrare subito e in modo evidente che la sconfitta annunciata dal banana non è così ovvia?

C'è questa proposta in rete. La sottoscrivo e rilancio.


21 gennaio 2008

Ciò che si perde

Con la fine di questo governo, certificata dall'irresponsabilità di una classe politica di vecchi in declino, si perde:

  • la migliore politica industriale e per l'innovazione degli ultimi anni (la legge Italia 2010 di Bersani, i progetti di ricerca nell'energia e nello sviluppo sostenibile...)
  • un risanamento finanziario serio e solido
  • una efficace lotta - rapidissima anche per l'effetto annuncio - contro l'evasione fiscale e constributiva
  • l'emersione di un bel po' di lavoro nero, e nuovi veri controlli nei cantieri, e meccanismi un po' più credibili di controllo dei subappalti
  • l'obbligo scolastico a 16 anni vero, e un inizio di politica scolastica per recuparare il disastro della scuola media
  • le prime politiche serie di incentivo al risparmio energetico (ancora insufficienti, ma non certo paragonabili alle buffonate di Matteoli e Berlusconi, al loro allegro impipparsene di Kyoto)
  • l'inizio di una seria spending review e di un briciolo di innovazione nella PA
  • una politica estera seria e meno gridata, e un successo importante e concreto in Libano
  • un briciolo di welfare per i precari,e una direzione chiara nella politica del lavoro.

Così, tanto per ricordare, e per aumentare la sconsolata certezza che l'irresponsabilità dei politici italiani è inferiore solo a quella di chi li elegge, dei miei concittadini che, fra pochi mesi, allegramente voteranno in massa l'eterno settantenne Berlusconi, immemori della sua totale incompetenza a governare.
E, anche, per ricordare che, purtroppo, anche da queste parti si sbagliano le previsioni.

Un saluto a Prodi, il migliore presidente del consiglio che è capitato a questo disgraziato paese. E a Veltroni che, giustamente, farà di tutto per andare alle elezioni da solo, inevitabilmente perderà , e quindi dovrà anche lui passare la mano, con la consolazione di essere forse riuscito a fondare finalmente un partito di centrosinistra a vocazione maggioritaria che, fra una decina di anni, risucirà forse ad andare al governo.

Update: condivido molto questo ragionamento. E sì che il referendum fino a ieri mi faceva orrore....


19 gennaio 2008

Ladri di biciclette



Ho raccontato una storia su Pennarossa. Una volta tanto, una storia piuttosto privata.


18 gennaio 2008

In difesa di Mastella

  • Mastella si è dimesso, dimostrando "sensibilità istituzionale" e comportandosi come si fa di norma negli altri paesi. Bassolino se ne è guardato bene, accampando improbabili scuse. Mastella è indagato per un reato da dimostrare, Bassolino è anche lui indagato per un reato da dimostrare, e per di più è oggettivamente responsabile (accountability, la chiamano gli anglosassoni) per il disastro dei rifiuti in Campania.
  • Per ora, pare che Mastella sia indagato per aver fatto pressioni e raccomandazioni (attività di lobby, direbbero negli USA), ma non c'è traccia di passaggio di denari.
  • Mastella continua a sostenere il governo, in modo probabilmente più leale di quanto stia facendo Dini.
  • E in ogni caso, ognuno è innocente fino a giudizio avvenuto.

Qui finisce la difesa.
Un concetto di politica come sistema di pressione per gli amici e di familismo fino alla corruzione, di negazione di qualunque valutazione del merito, è notoriamente uno dei maggiori problemi di questo Paese. E quindi Mastella è il paradigma perfetto di ciò che non dovrebbe essere un politico di un governo di centrosinistra. Di ciò che non dovrebbe essere la politica.
La solidarietà pelosa espressa dai politici a Mastella, poi, è anche peggio. Avrebbero dovuto apprezzare il gesto delle dimissioni, ricordare che in molti altri casi altri politici si sono abbarbicati alle loro poltrone, e chiarire che ovviamente Mastella è innocente fino a giudizio avvenuto. Ma non avrebbero dovuto associarsi allegramente alla canea complottarda anti magistratura, né agli argomenti usati da Mastella per attaccare i magistrati "cattivi".

Tutte cose, queste, che aumentano e moltiplicano l'odio delle persone per la politica e i politici. Proprio quando è sempre più evidente che il "pezzo funzionante" di questo governo (economia, politica industriale, le prime pur timide politiche ambientali, le nuove idee di politica salariale), sta iniziando a dare buoni frutti, che rischiamo di perdere in blocco...


15 gennaio 2008

Laicità, laicismo, fede e ragione: nuove trappole

E' sconfortante vedere come l'offensiva clericale sia aiutata dal comportamento idiota ed approssimativo di chi si definisce laico senza se e senza ma. La storia della lettera di Marcello Cini,  del successivo appello dei professori, e poi del montare della protesta di sprovveduti e fanatizzati studenti dell'ultra (?) sinistra (?), dovrebbe essere studiata come l'ennesimo trappolone che la chiesa e tutti gli antimoderni lanciano contro una vera sinistra e un vero stato laico. Qualcosa di molto simile all'altro ridicolo trappolone della moratoria sull'aborto. Al quale, sia detto di passata, sarebbe semplicissimo rispondere così: benissimo, siamo tutti d'accordo che l'aborto è una bruttissima cosa (anche se quello legale è pur sempre meglio di quello clandestino): quindi, adoperiamoci tutti per diffondere le vere pratiche anticoncezionali e per educare alla maternità responsabile...
L'appello dei professori diventa un autogol perché dice cose giuste con argomentazioni approssimative. E' giusto dire che la pretesa di unire fede e ragione è un'ossimoro, perché si scontra col fatto che di fedi ce ne sono molte, nessuna falsificabile per definizione, e quindi tutte formalmente false - non dimostrabili -, e la ragione è una, e si basa sulla possibilità di dimostrazione, e sulla falsicabilità del metodo scientifico. Ma dirlo accusando il papa di giustificare il processo a Galileo, estrapolando malamente una citazione di Feyerband dal contesto, è dimostrazione di approssimazione che uno scienziato non può permettersi.
Di errore in errore, la marea monta fino all'occupazione del rettorato, all'uso strumentale di tutta la faccenda in chiave anti "sinistra riformista", ecc. Insomma, l'ennesimo modo di farsi del male da soli.

Eppure, invece di dare spazio a questo rigurgito clericale con queste azioni facilmente contestabili, non dovrebbe essere così difficile capire che il fondamentalismo anticonciliare di questo papa è solo una disperata difesa dalla modernità. Un papa tradizionalista che ha paura del mondo così come si va formando (tanto simile, in questo rifiuto della modernità, al fondamentalismo musulmano che ha altrettanta paura dell'occidente, o a quello di certe sette protestanti americane), non dovrebbe spaventare così tanto. Sono convinto che tutti questi fondamentalismi di varia foggia, legati anche spesso ad un'idea di localismo identitario, siano soprattutto un rigurgito, una battaglia di retroguardia destinata a fallire.

Il mondo non si ferma, la modernità non è un'opzione, ma un dato.

Certo, in Italia abbiamo questa triste sudditanza della politica, e corposi e diretti interessi ecclesiastici che complicano tutto.  Ma non viviamo in un vuoto e, in qualche senso, come l'Europa ci ha aiutato a mettere a posto i conti, ci aiuterà anche a rendere un po' più banalmente laica, senza drammatizzare troppo, la nostra società. Basta, possibilmente, smetterla di fare autogol come tutto 'sto casino alla Sapienza.

Tanto per capire, questo è quello che dice Zapatero, in modo semplice ed efficace:

«Sì... sono battezzato... Ho molto rispetto per la famiglia cristiana, per chi pensa che il matrimonio debba essere celebrato in Chiesa e vuole avere 11 figli. Ma dobbiamo avere lo stesso rispetto per chi vuole vivere in coppia senza sposarsi o per chi, essendo omosessuale, decide di convivere in matrimonio con il proprio partner»
José Luis Rodriguez Zapatero Corriere della Sera 13 gennaio
 
E questa è la posizione del Partito Socialista Spagnolo dopo una manifestazione cattolica nella quale i vescovi spagnoli avevano accusato il governo niente meno di "dissolvere la democrazia" perché lì è consentito il matrimonio gay (via Ivan Scalfarotto):

"I socialisti esprimono, come sempre, il proprio rispetto dell’esercizio da parte dei cittadini del proprio diritto a riunirsi e a manifestare liberamente. Allo stesso modo esprimiamo il nostro rispetto per gli atti liturgici o confessionali che si celebrano nel nostro paese ma desideriamo precisare la nostra posizione sulle dichiarazioni pubbliche, di contenuto politico, rilasciate da alcuni responsabili della Chiesa Cattolica durante la manifestazione tenutasi a Madrid il 30 dicembre.

1. E’ la Costituzione del 1978 che stabilisce che la sovranità appartiene al popolo, dal quale emanano tutti i poteri dello Stato. E’ la Costituzione di tutti gli spagnoli che proclama che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, senza che ci possa essere discriminazione basata sulla religione. E’ la Costituzione che garantisce la libertà religiosa e che stabilisce che nessuna confessione possa assumere il carattere di religione di stato. Ed è la medesima Costituzione, base ultima dei valori e dei principi sui quali si legittima l’ordine della convivenza sociale, quella che ha stabilito che il rispetto della legge e dei diritti degli altri è il fondamento dell’ordine politico e della pace sociale.

2. Durante gli ultimi trent’anni, la maggioranza degli spagnoli ha deciso di estendere i diritti e le libertà individuali e rafforzare le politiche sociali in favore della dignità delle persone, obiettivo ultimo dell’ordine democratico.

In questi ultimi quattro anni, nuove leggi hanno allargato i diritti sociali e politici proprio delle famiglie.

Lo hanno fatto stabilendo una serie di iniziative volte a promuovere la natalità, a conciliare il lavoro e la vita in famiglia, a dare dignità alle famiglie di pensionati con le pensioni più basse, a dare supporto alle famiglie con persone non autosufficienti, a concedere borse di studio alle famiglie meno abbienti per consentire ai loro figli di proseguire negli studi…

In questi quattro anni nuove leggi hanno anche creato nuovi diritti: è stata approvata una legge per l’uguaglianza tra uomini e donne; una che ha riconosciuto il diritto a contrarre matrimonio a tutte le persone, senza discriminazioni basate sull’orientamento sessuale, e a poter porre fine liberamente a relazioni coniugali esaurite senza dover soffrire di lungaggini che non hanno alcuna giustificazione.

3. La forza della democrazia consiste nel garantire la convivenza di scelte ideologiche, morali e religiose diverse tra loro, senza che si debba accettare l’imposizione di nessuna scelta in particolare. In questo senso, in un regime di libertà, la fede non può farsi legge. La legittimità dei valori e delle regole della convivenza civile nasce dai principi e dalle procedure della Costituzione. Non c’è maggiore legittimità di quella della Costituzione.

Tutte le confessioni religiose hanno piena autonomia dottrinale nei confronti di chi quelle religioni professa ma è la società che, attraverso i suoi rappresentanti, ha la potestà di stabilire i principi di libertà individuale e di convivenza per tutti i cittadini. Solo chi ignora o non rispetta deliberatamente questi principi si allontana dai fondamenti essenziali della democrazia.

4. Noi socialisti, guidati dalle nostre convinzioni democratiche e dalla difesa delle libertà individuali, non faremo passi indietro: continueremo a lavorare perché tutti i cittadini spagnoli siano più liberi e con più diritti e perché, allo stesso tempo, il nostro vivere civile sia più rispettoso e tollerante.


Madrid, 2 gennaio 2008"




Semplice, lineare, chiaro e nemmeno inutilmente e istericamente anticlericale. Impariamo, se possibile.


14 gennaio 2008

Fra passato e futuro



L'intensità dei giorni più recenti mi ha fatto abbandonare un po questo posto. Ora, almeno, provo ad appuntare le cose più importanti.

  • Prima di tutto, è davvero valsa la pena di organizzare l'incontro con Ivan Scalfarotto al circolo Alberone del PD. Il bello di quella serata (va be, ho organizzato il tutto e ho parlato anch'io, non dovrei lodarmi, ma qui mi riferisco a Ivan, più che altro, e all'impagabile Daniele ), è proprio, ancora una volta, la percezione che il PD è un luogo, finalmente, dalle porte aperte, dove entrano persone non solo giovani anagraficamente, ma anche e soprattutto diverse, che aprono prospettive nuove per il futuro. Qui si trovano altre foto dell'evento e qui è pubblicata la presentazione che abbiamo fatto Daniele ed io. Dalla bella discussione serale, tra l'altro, viene anche qualche speranza concreta che il mio pallino del sistema per la partecipazione potrà diventare, passo passo, qualcosa di reale. E sono contento che Valerio sia tornato attivo e possa interloquire con noi Mille.
  • La serata è finita a festeggiare il secondo compleanno di Pennarossa , in un pub dalle parti di Acca Larenzia. Per arrivarci, siamo passati davanti al mio ex Liceo XXIII (che ora non esiste più). Sono trent'anni dalla strage, e sono più di trent'anni da quando frequentavo il liceo. Solo qualche giorno fa, a casa di mia madre, ho ritrovato miei vecchi diari di ragazzo, in cui raccontavo anche degli scontri e dei fascisti. Che erano davvero fascisti e violenti, e che fa tristezza vedere oggi celebrati sui manifesti come eroi della libertà. Ma che sono morti, nel caso di quella strage, per mano di "comunisti" altrettanto se non più delinquenti e violenti.
  • Ma il passato che ricordo, gli anni settanta che mi appartengono, non è affatto quello - e infatti, sinceramente, non ricordavo granché di scontri e violenze cui, pure, qualche volta ho assistito. Il passato che ricordo è, molto di più, per fare un esempio, quello di Radio Dieci Antenna Democratica (che nome tremendo, vero?), la radio libera dove ho lavorato e di cui, sempre grazie ai ritrovamenti di carte da mia madre, ho reso ampia e circostanziata testimonianza su musicaememoria . Un passato molto più pieno di futuro e di speranza di quello cupo della violenza. Qualcosa che è possibile collegare allo stesso filo che ci spinge oggi a fare politica.
  • Lo stesso filo, credo, che spiega il bel post di Luca su Soru: dove si vede quanti aspetti di civiltà possano venire fuori da una vicenda assai triste del presente.
  • Tornando a Pennarossa, un post di Maria Cascella ha generato un thread impressionante nel quale rotafixa e Alberto Biraghi hanno, in sostanza, propugnato una a mio giudizio ingenua e velleitaria strategia del  buon comportamento individuale per cambiare/salvare il mondo: uso la bici, riciclo, faccio consumo critico, e diffondo il verbo fra i miei conoscenti, e progressivamente smonto l'attuale orrendo sistema. Ho litigato discusso vivacemente con loro. Per chi è curioso, i commenti essenziali a seguire il tutto sono #22, #23, #25, #62, #63, #64, #66, #68, #75, #77. Per parte mia, la cosa cui tengo di più l'ho detta così:
Alberto, sposo completamente il virgolettato nel primo capoverso del tuo #68. Perché è quello che mi provo a fare tutti i giorni con tutti. Incluso convincere l'amico pendolare a usare comunque il treno, suggerirgli, come ho fatto, a farsi i pannelli termici per ridurre i regali che fa alla liquigas (da quelle parti, pensa te, non hanno nemmeno il metano - ognuno la sua bombola o il gasolio...).
Però, resto convintissimo che solo una visione davvero semplificata della storia del mondo ti possa portare a pensare che questa strategia del comportamento individuale possa cambiare il mondo. Poi, puoi decidere che sia meglio lavorare nella sinistra arcobaleno invece che nel PD, o fare il tuo partito, o provare a fare la rivoluzione...Su questo non discuto perché ormai è chiaro che hai introiettato una sfiducia totale, e quindi non c'è verso. Ma come puoi credere che agendo dal basso con le azioni individuali si riescano ad ottenere miracoli come nuove e diverse infrastrutture di trasporto pubblico, telelavoro e dematerializzazione, o gli investimenti colossali che servirebbero per sviluppare davvero bene le rinnovabili, a cominciare in Italia dal geotermico? (se interessa, consiglio di rileggere Beppe, che tu Alberto credo conosca bene, su quanta organizzazione e quanta politica e quanta scienza serva per cambiare il mondo...)
  • Infine, visto che il futuro del PD passa anche per il suo modo di essere laico, un doveroso link alla lettera appello promossa da Gianni Cuperlo.


10 gennaio 2008

Come si dice... partecipate numerosi!

Sabato sera alle 20.30 alla sezione Alberone, via Appia Nuova 361 Roma, Ivan Scalfarotto, reduce dai lavori della Commissione Statuto del PD che si terrà nella stessa giornata, ci racconterà qualcosa sul partito che vogliamo.
Discuteremo liberamente di tutte le nostre speranze e perplessità.
E, prima di Ivan, il sottoscritto e Daniele Mazzini proveranno a raccontare la nostra idea del Sistema per la partecipazione di cui dovrebbe dotarsi un partito democratico degno di questo nome nel XXI secolo.

Partecipate numerosi, anche perché se venite alle 19.30 potete pure godervi un aperitivo democratico (poco alcolico, però, se no quando vi spieghiamo il SIPA vi mettete a dormire:).

Ecco un po' di risorse in rete sul tema:
le proposte de iMille
la proposta di sistema per la partecipazione (seguire tutti i link)
la presentazione del SIPA in una versione precedente (sabato sarà diversa e speriamo migliore)
il sito del PD Appio
l'attuale bozza di statuto in discussione presso la Commissione

*******

E infine, la locandina pubblicata sul sito del PD Appio:

Il Partito Democratico di Roma Appio e iMille di Roma ti invitano

Sabato 12 Gennaio,

presso la sede del Partito Democratico Appio,

Alberone, via Appia Nuova, 361 - Roma

Ore 19.30: Aperitivo Democratico: festeggiamo insieme l’inizio di un anno impegnativo

Ore 20.30: Proposte per il partito che vogliamo: incontro dibattito con Ivan Scalfarotto, membro della Commissione Statuto del PD

Una occasione per conoscere in tempo quasi reale le novità dalla Commissione Statuto del PD, che si riunisce nella giornata di sabato.

Una possibilità di discutere del partito che vogliamo

Con la presentazione delle proposte de iMille per l’organizzazione del PD:

  • i circoli territoriali e i circoli web
  • il Sistema per la Partecipazione, uno strumento, in rete e nel territorio, per assicurare la partecipazione democratica di iscritti e sostenitori
  • la rappresentanza nel PD delle minoranze di genere, origine etnica, religione, disabilità, orientamento sessuale


Per informazioni e contatti:

Via Appia Nuova, 361 - Tel. 067886854 - e-mail: democraticiappio@gmail.comimille.lazio@gmail.com

Web: www.democraticiappio.itwww.imille.org - Il Comunicato


5 gennaio 2008

Dalle parole ai fatti

A me Bassolino è sempre stato simpatico. E' perfino uno dei pochi politici che ha provato a bloggare con qualche senso del mezzo. E in passato ha davvero costruito un nuovo modo di essere di Napoli, e abbellito quella città.
Sono anche convinto - magari mi sbaglio, non ho alcuna prova - che tuttora sia fondamentalmente onesto. Però, è un dato di fatto che, a maggior ragione nell'ipotesi dell'onestà, non è stato capace di scalfire alcuno dei veri problemi di Napoli e della Campania. L'impotenza dell'amministrazione regionale e delle amministrazioni locali campane a risolvere l'orrenda questione della monnezza non ha scusanti: se sono camorristi o collusi, vanno cacciati. Se sono onesti, sono incapaci e vanno cacciati lo stesso.
In breve, Bassolino si deve dimettere. E in fretta.
E mi piacerebbe tanto che il nostro Uòlter, come segretario  nazionale dello stesso partito di Bassolino, lo convocasse - convocasse tutto il partito della Campania - e gli dicesse molto bonariamente, come sa fare lui: "Caro Antonio, hai un'età, hai fatto cose buone in passato, ti siamo tutti grati per questo. Però ora sei diventato un problema per tutta la sinistra, e in ogni caso nel nostro nuovo partito democratico ho la ferma intenzione di introdurre la nuova usanza secondo cui chi sbaglia paga, e si dimette. E tu, sui rifiuti hai sbagliato davvero troppo. Anche perché il PD non è il partito dei perpetui".

Sarebbe davvero importante, perché se non si passa rapidamente dalle parole sulla bella politica ai fatti di una buona politica, il PD perderà molto rapidamente qualsiasi credibilità.

Update: leggete questa proposta. Questo si dovrebbe fare, questo dovrebbe proporre un governo degno di questo nome.

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