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appunti sicuramente utili a me, a volte anche agli altri,


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26 novembre 2009

Il decalogo dei ciclisti romani

Oggi alle 17 (praticamente fra 40 minuti, e quindi purtroppo non ci sarò...) i ciclisti romani incontrano gli assessori del Comune di Roma. Hanno preparato un condivisibile decalogo del ciclista urbano. Qui le coordinate dell'incontro.
La speranza che l'amministrazione Alemanno riesca a fare meglio di quella Veltroni - che sulla ciclabilità è stata assai scarsa - è ridotta al lumicino. Ma non è una buona ragione per non farsi sentire e non provarci. Auguri a tutti e, mi raccomando, fate in modo di non sembrare i soliti fanatici, spiegategli che andare in bici al lavoro è e può essere una cosa normale, semplice, abituale...


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25 novembre 2009

La scuola istituzione

Mi ha colpito molto che Marco Campione, commentando un libro di Cominelli sul blog de iMille, fra molte osservazioni condivisibili ed intelligenti, dia per scontato che sia giusto che "le famiglie siano realmente messe nella condizione di scegliere" la scuola per i propri figli. Certo, Marco non approva l'idea del voucher monetario, ma il problema mi sembra che sia più di fondo. E mi preoccupa perché dimostra che il nostro modo di pensare, anche quando siamo animati dalle migliori intenzioni, è ormai informato da un solido strato di neoliberismo irriflesso.

Tento di spiegarmi.

Dietro l'idea della libertà di scelta individuale della scuola dei figli, da farsi in un mercato competitivo di scuole, c'è un'idea di società atomizzata, dove i corpi intermedi, le istituzioni non contano o contano poco. Qualcuno - nel modo più autonomo e indipendente - offre servizi. L'unica intermediazione che serve è solo di natura informativa o di blanda garanzia contrattuale (agenzie indipendenti di valutazione, molto simili alle agenzie indipendenti di rating dei mercati). Famiglie, immaginate come soggetti razionali dotate di informazione più o meno perfetta, scelgono la scuola "migliore". Il meccanismo di competizione tende a migliorare alla lunga tutte le scuole.
Ora, dovrebbe essere chiaro che un simile modello è fallimentare e ingiusto, anzi fallimentare perché ingiusto. E' un modello che, in certe condizioni, può avere interesse per l'istruzione universitaria o comunque post obbligo, ma non certo per la formazione di base, dove il problema di abbinare uguaglianza e merito è cruciale. E dove tra l'altro la territorialità del servizio e la composizione sociale stessa dei bacini di riferimento di ciascuna istituzione scolastica sono comunque direttamente parte del problema.
Ma, sopratutto, è un modello che rappresenta la versione pratica di una teoria sbagliata: quella secondo cui nel mondo moderno le istituzioni intermedie non servono più, perché è di norma sufficiente affidarsi ai contratti fra privati (ed infatti la disapprovazione del voucher da parte di Marco risulta debole nel contesto della "libera scelta"). Invece, io penso che un mondo che tenda alla giustizia assieme alla libertà, non possa fare a meno di solidi corpi intermedi, di scuola, sanità, welfare visti e vissuti come istituzioni e come soggetti terzi capaci di regolare i conflitti ben al di là di quanto istituzioni deboli e private come le agenzie di rating, ad esempio, hanno dimostrato di saper fare.
Insomma, un tempo si diceva che "in Russia i bimbi sono dello Stato". Non voglio assolutamente arrivare a tanto. E tuttavia, credo che sia compito dello Stato assicurare un'istruzione di base egualitaria e meritocratica, pur nell'opportuna autonomia gestionale ed organizzativa, e pur con tutte le flessibilità possibili. Credo anche che le famiglie, anche disponessero di informazioni perfette, non necessariamente sarebbero in grado di fare le scelte giuste e, in ogni caso, non è fino in fondo loro compito farle, queste scelte, perché ci possono ben essere obiettivi sovraordinati da raggiungere per una società coesa.

PS: non fraintendete. Come ho scritto nei commenti al post, nella nostra scuola ci vuole innovazione e direi rivoluzione, e molto coraggio liberale, ad esempio nel modo di gestire e riprofessionalizzare l'insegnamento. E nella necessità di investire in strumenti. Come giustamente dice Marco approvando Cominelli, non basta né tornare alla mitizzata scuola di Gentile, né immaginare la trita e ridicola scuola delle tre i...


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25 novembre 2009

Vado al lavoro in bici

Il grande Bikediablo anima da qualche tempo un forum cui non riesco a partecipare per mancanza di tempo - mica si può fare tutto. Però, dato che vado al lavoro in bici tutti i giorni, mi permetto di segnalare un bel logo che ho trovato saltabeccando qua e là sul forum.
Eccolo qua:


E speriamo di diventare sempre più numerosi....


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24 novembre 2009

Endorsement

Assorbito da altre letture più professionali, ad esempio i blog che si occupano di energia e ambiente, spesso dimentico di leggere il blog di Giovanni. Poi, quando trovo un attimo e ci capito, recupero in una volta sola quasi tutto quanto scrive - non tutto, non ce la faccio e me ne dispiace.
Ed ogni volta penso che c'è davvero del genio nel suo pensare collaterale.
Leggetevi almeno questo divertentissimo aneddoto, e questa geniale dimostrazione di ateismo. E poi dite se non pensate, come me, che sarebbe più che giusto che un editore serio si decidesse a pubblicargli il libro che ha scritto.


PS: considerando che lui, a giudicare dai commenti ai suoi post, ha almeno un migliaio di lettori, e io ne ho a malapena una ventina, il mio endorsement non ha molto senso. Diciamo che è un complimento fatto da un signore di mezza età a uno che potrebbe essere suo figlio eppure ti tratta come un amico.


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23 novembre 2009

Copenhagen FAQ

Assieme a Filippo, Giorgio e Gianluca, seguirò COP15 per il blog de iMille. Loro sono ben più tecnicamente esperti di me, io sono ben più anziano di loro. Contiamo di dire cose non banali ed utili.

Si comincia, appunto, con le Copenhagen FAQ.


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23 novembre 2009

La guerra del clima

Dato che si avvicina Copenhagen, si scatena il climate-gate. I negazionisti climatici stanno davvero facendo di tutto per spargere fumo e confusione nell'opinione pubblica mondiale e mandare il rassicurante messaggio che possiamo continuare ad affidare al carbone e al petrolio la sorte della terra. Complimenti. I soldi e il potere nel breve periodo sono davvero una spinta iiresistibile per gli uomini, a costo di rischiare davvero grosso.
Qui il post di realclimate, qui una discussione italiana. Ieri Luca Mercalli ne ha, per fortuna, parlato in modo chiaro da Fazio.


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20 novembre 2009

Le braghe alla storia

Ieri commentando un post sul blog de iMille, ho detto, con riferimento ad una interessante e per certi versi giusta critica alla disintermediazione possibile grazie ad Internet, che comunque non è possibile mettere le braghe alla storia.
Oggi vedo che molti continuano a tentare di farlo. Il patetico tentativo di continuare ad usare per internet lo stesso modello di business del secolo scorso, basato tutto sul copyright, quando è evidente che il modello google, o sue varianti intelligenti, è quello vincente, è veramente degno di persone che, appunto, vivono nel secolo passato. Anche loro provano a mettere le braghe alla storia, ma non credo proprio possano riuscirci.

Poi, certo, c'è un problema vero di tutela del diritto degli autori, di riconoscere il valore alla produzione di contenuti. Ma ostinarsi a immaginare un solo modo - quello vecchio e che con la rete non funziona più - per tutelare questo diritto, è una vera coazione a ripetere gli errori e a perdere sicuramente.


17 novembre 2009

Allegri verso il disastro

Obama non può che tenere conto che gli USA sono in mano alla Cina che controlla il debito pubblico americano.
La Cina pensa di pilotare piano piano la sua struttura industriale verso un modello più sostenibile da punto di vista ambientale, ma ragiona su tempi lunghi perché il socialismo reale cinese vuole gestire il miliardo e passa di cinesi senza strappi e non pagando il pegno di un rallentamento della crescita, unica garanzia di mantenere gli attuali stabilissimi assetti di potere interni (incidentalmente, c'avete mai pensato che in verità il socialismo reale è più che mai vivo e vegeto, anzi vincente, e si chiama Cina?).
Peccato che i tempi del cambiamento climatico non sono compatibili con questa ipotesi ultra gradualista.
Peccato che nessuno sembra avere il coraggio di dire che non c'è green economy che tenga, a questo passo di lumaca.
E peccato che nessuno sembra capire che sperare in un ritorno alla crescita infinita dopo la grande crisi sia comunque una pia illusione, per puro limite fisico delle risorse disponibili.

E rischiamo di svegliarci in un mondo alla 2012, proprio quando profezie catastrofiste di quel genere sembravano aver fatto il loro tempo.


Obama, comunque, se continua così perderà consenso "a sinistra" senza acquistarne a destra, e si rivelerà molto molto al di sotto delle attese che aveva suscitato. Peccato.


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5 novembre 2009

Link for 2009-11-05



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4 novembre 2009

Gasati dal nucleare

Ho fatto qualche riflessione sulla strategia di politica energetica del governo, sul blog de iMille. Una riflessione intempestiva perché di tutto si parla meno che di quello che a me sembra importante...ma, appunto, dato che mi sembra importante, vorrei che qualcuno se ne occupasse...



Comunque, per quanto riguarda il tema del giorno, il crocifisso, bastano e avanzano le considerazioni di Cristiana e di Andrea Bonanni.


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