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appunti sicuramente utili a me, a volte anche agli altri,


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28 agosto 2009

Un Vivaldi molto particolare

A dimostrazione che le consunte Quattro Stagioni di Vivaldi, il brano purtroppo più saccheggiato dai call center di tutto il mondo, possono essere sempre nuove e stupefacenti, ascoltatevi questo disco Magnatune.


The Four Seasons by Vivaldi by American Baroque


    


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26 agosto 2009

Dialetti, global, no global e reazionari

Chi vuole riflettere seriamente sulla diatriba sui dialetti può utilmente leggersi:

Poi, se ci si vuole deprimere, basta leggersi i commenti a Debora.
Mentre consiglio, per avvicinarsi alle celebrazioni risorgimentali del prossimo anno, di leggersi questi due libri di Luciano Bianciardi


24 agosto 2009

Il complotto, ancora



Ne parlavo qualche giorno fa. Ora ho trovato questo illuminante post di Jacques Attali che spiega molto bene, e in modo sistematico, quanto intendevo dire. Una buona lettura.


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21 agosto 2009

Da consumarsi previa bollitura

Quando posso, compro il buonissimo latte crudo dai distributori automatici, qui a Roma o, quando sono nelle Marche, ad Amandola.
Bene, proprio ad Amandola sul distributore ho trovato una grossa etichetta con scritto "prodotto da consumarsi previa bollitura". Naturalmente a fianco c'erano ancora tutte le istruzioni e spiegazioni sull'uso del latte crudo, che ricordano che "non occorre bollire il latte, perché perde sapore e qualità nutritive".


Quel che è successo è ovvio: un'ordinanza ministeriale ha fatto proprio il noto terrorismo dei grandi produttori di latte industriale, e generato la solita confusione italica.
Ecco, io non sono un fanatico del "cibo naturale" contro quello industriale., che uso e consumo spesso e volentieri senza particolare terrore. Però, certe cose le trovo davvero ridicole.

Approfondimenti qui. E qui altre considerazioni sul latte.

Ricordate Anita Eckberg in Boccaccio '70, nell'episodio di Fellini? "Bevete più latte, il latte fa bene


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20 agosto 2009

Enakapata, Marino e la peer review

L'argomento centrale di Enakapata, in fondo, è eminentemente e direttamente politico: come riuscire ad importare anche in Italia le buone pratiche nella ricerca, come riuscire a scardinare il nostro immobilismo accademico baronale.
Per farlo, la strada seguita nella parte per così dire "saggistica" del libro (quella scritta in corsivo), è quello di analizzare in concreto queste buone pratiche - la rete di collaborazioni, l'apertura internazionale, la valutazione, i link fra industria e ricerca pubblica...


*****
More about Enakapata. Storie di strada e di scienza da Secondigliano a Tokyo
Ignazio Marino fa notare in questa intervista come le recenti scelte governative, tanto per cambiare, si allontanino dalla pratica internazionale della peer review. E mette appunto nel suo programma a segretario del PD, l'adozione della peer review come architrave di una nuova politica di stimolo alla ricerca in Italia.
La cosa sembra convincente, ma ho l'impressione che siamo comunque un po' ai preliminari. Ho trovato in particolare molto interessante questo spezzone di commento sul sito di Marino, a firma Giorgio Mauri:

Il peer review non è la panacea di tutti i mali. Ha anch’esso molte controindicazioni e difficoltà a garantire delle scelte sempre obiettive. E’ un passo in avanti rispetto al sistema della raccomandazione, o peggio, della direzione dei lavori da parte del barone di turno, ma andrbbero creati dei sistemi ancor più sofisticati, dandogli un bel nome italiano, e garanti sia di oggettività di giudizio, sia della gioia (di cui abbbiamo dimenticato l’esistenza) del lavoro di ricerca in gruppo. Il concetto di autogestione e quello di task force in competizione tra loro sono due elementi che potrebbero entrare nella soluzione finale.

*****
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa Vincenzo Moretti...


20 agosto 2009

Coltivarsi il nemico

Sarà difficile per Obama ottenere rapidi risultati dalla sua nuova politica verso l'Islam e in particolare verso l'Iran. Bush è stato davvero grande nel coltivarsi e costruirsi nuovi nemici. E nel fomentare, tra l'altro, un nuovo nemico di Israele.
La strada per ritornare alla ragione sarà, appunto, lunga e dura.
Non meno esiziale è stata la decisione di rinunciare all’assistenza che l’Iran presieduto da Khatami offrì dopo l’11 settembre 2001. Fu proprio nel periodo più tumultuoso del Presidente riformatore, quando l’ala dura del khomeinismo andava agguerrendosi, che Bush pronunciò il discorso sull’Asse del Male (era il 29 gennaio 2002), includendo Teheran fra i nemici esistenziali delle democrazie. Preoccupata dall’integralismo sunnita dei talebani, Teheran continuò tuttavia a cooperare, fino a quando Bush non tese un insano nuovo agguato: nel maggio 2005 proibì a Karzai di stringere con Teheran un patto di non aggressione, che vietava attacchi militari all’Iran a partire dall’Afghanistan. Poche settimane dopo, il 3 agosto, Ahmadinejad veniva eletto Presidente: l’aiuto di Bush, secondo lo storico Rubin, fu decisivo. Ancora una volta, un mortifero fondamentalismo nazionalista nacque come Golem fabbricato dall’Occidente.


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17 agosto 2009

Sagra

Sagra del gambero di fiume
Sagra delle cucciole
Sagra degli spaghetti all'amatriciana
Sagra degli strozzapreti
Sagra delle fettuccine alla trota
Sagra delle cozze e della birra





e sopratutto una misteriosa

Sagra della pasta alla Lepanto

...è solo una piccola antologia degli annunci di sagre paesane che, d'agosto, si incontrano percorrendo la Salaria e le strade delle Marche. E ogni anno si aggiunge una sagra nuova, con nuovi improbabili accostamenti culinari. E ogni nuova sagra si definisce tradizionale e casareccia.


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17 agosto 2009

La nuova ecologia politica


More about La nuova ecologia politica. Economia e sviluppo umano

Un primo tentativo, ancora parziale e purtroppo con molti buchi logici, di uscire dalle secche della contrapposizione fra l'impossibile teoria della decrescita e l'illogica tendenza all'autodistruzione tecnologico/capitalista.

In qualche modo, mi sembra il primo tentativo di fondare un ambientalismo economico riformista, (do you remember l'"ambientalismo del si" di veltroniana memoria?) attraverso la ricerca di una sintesi fra il Georgescu Roegen teorico dell'entropia in economia, e l'Amartya Sen teorico della democrazia come chiave dello sviluppo umano.

Però, sebbene il discorso sul nesso fra democrazia e qualità dell'ambiente risulti assai convincente, resta non dimostrata la ragione per la quale basterebbero dosi maggiori di democrazia, di sviluppo umano e di migliore distribuzione del reddito, che porterebbero maggiori dosi di conoscenza e tecnica "buone", per risolvere il duro problema dell'entropia.

L'idea delle due frecce del tempo (una orientata alla distruzione delle risorse - la freccia dell'entropia), l'altra orientata alla ricostruzione del capitale fisico ed ambientale - la freccia della conoscenza umana) è certamente affascinante ma, appunto, è poco più di un'intuizione o una speranza.

Le parti migliori del libro sono la prima, in cui gli autori ricostruiscono pezzi della dottrina economica e dimostrano come solo la scuola neoclassica e neoliberista imperante ha ignorato di fatto il problema della finitezza delle risorse, e l'ultima, con un'appendice illuminante su certe manipolazioni statistiche ed una serie di scomode domande su Cina, India e democrazia.

Comunque, un libro che va letto, e sul quale bisognerebbe ragionare, perché mi sembra indichi una strada da percorrere


11 agosto 2009

In difesa della statistica

Fra ieri ed oggi sinistra e destra giornalistica si sono esercitate in superficiali inesattezze sui risultati delle prove Invalsi di quest'anno. Ieri Repubblica attaccava la correzione effettuata dagli statistici dell'Invalsi, volta ad individuare e correggere gli eventuali comportamenti opportunistici nella prova, con l'argomento che piuttosto che nord e sud, il problema poteva essere dato dal diverso numero di studenti stranieri. Oggi Libero (non trovo traccia on line, ma ne ha parlato ampiamente Radio 3 stamattina) fa l'esatto contrario, gridando in prima pagina la sua indignazione (o meglio, la sua soddisfazione) perché gli studenti del sud "truccano" le prove.

Leggendo il rapporto completo e, in particolare, l'Appendice 5, si vede che gli statistici Invalsi hanno lavorato correttamente, con buone metodiche statistiche, e che probabilmente i comportamenti opportunistici (ossia il "copiare" da altri, o il lasciar copiare da parte dei professori) sono davvero con ottima probabilità concentrati in Campania, Sicilia, Calabria e Puglia. Cosa niente affatto sorprendente perché è facile immaginare un atteggiamento tendenzialmente poco interessato a considerare la prova una "cosa seria", e uno spirito pubblico non proprio esemplare.

Quanto però ad inferire che gli studenti del sud sono più "somari", come prevedibilmente fa Libero, ce ne corre perché la prova non misura la qualità degli studenti in sé, bensì la qualità del sistema scuola nel suo complesso. Insomma, i risultati scolastici misurati dai test sono i risultati di istituzioni scolastiche più o meno efficienti, e di un ambiente sociale più o meno stimolante. Non - o almeno non solo - i risultati delle qualità innate degli studenti sottoposti al test.

Ecco, queste cose dovrebbero essere ovvie. La sinistra giornalistica farebbe meglio ad essere un po' più realistica, e a non far scattare riflessi condizionati come quello secondo cui per definizione se qualcuno individua una bega nel sud, allora è un leghista razzista. Mentre magari è solo uno statistico volonteroso ed attento.

Alla destra giornalistica è inutile chiedere alcunché, ma insomma, il razzismo ormai nemmeno strisciante con cui farciscono i loro giornali comincia ad essere davvero insopportabile...


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11 agosto 2009

Fantascienza e Cinema

Visto che è uno strano libro di fantascienza, e che per di più parla di cinema, non poteva proprio non piacermi.
More about Uomo nel buio

Buona lettura anche a voi.


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7 agosto 2009

il complotto

Nell'open space semivuoto prefestivo, i due unici colleghi presenti, uno giovane e romanaccio, l'altro anziano e con eloquio fluente, parlano di automobili e benzina, esprimendo una vasta e completa mentalità del complotto. Le auto consumano troppo perché così vogliono i poteri forti, potrebbero fare 60 chilometri con un litro. Mettono componenti difettosi apposta su certi modelli perché devono essere peggiori di altri. Eccetera.

E' buffo pensare quanto spesso la gente sia convinta che dietro a ogni cosa ci sia un grande complotto, che esista sempre qualcuno, là in alto, che decide per i propri interessi. E che poi la stessa gente consideri questo "fatto" come semplicemente ineluttabile.


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