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28 febbraio 2014

Il fattore tempo



Ricapitolo.

Verso l’inizio di dicembre viene pubblicato il documento generale sul PGTU di Roma. Sebbene aperto alla discussione, ci sono ovviamente aspetti già ben indirizzati, ad esempio l’idea di rivedere radicalmente l’attuale modello di sosta a pagamento abolendo le assurde strisce bianche a orario ed estendendo decisamente la tariffazione.

Parte una stentata discussione (ad esempio, il III Municipio indice riunioni con la cittadinanza, il VII come al solito è non pervenuto, immagino troppo preso nel litigare fra la presidente Fantino accusata di autocrazia e i consiglieri PD, mediamente traffichini e incapaci come non mai).

Intanto, il tempo passa e in tutto il mio quartiere hanno riverniciato tutte le strisce blu e bianche. Ovviamente esattamente identiche al modello Alemanno, perché nessuno ha attuato o provato ad anticipare nemmeno un pezzettino del bellissimo (?) piano dei sogni PGTU.  

Intanto, gli eterni lavori sullo square centrale della Tiburtina sembrano vicini alla fine, e da quel che mi è sembrato di vedere oggi (spero ancora di sbagliarmi), sembra ci abbiano ricavato l’ennesimo millesimo parcheggio al posto della preesistente corsia riservata ai bus.

Sono un po’ più di otto mesi che la giunta Marino è in carica. Quanto tempo pensano di metterci per rendere visibile ai cittadino non dico una rivoluzione del trasporto pubblico e della viabilità a Roma, ma almeno qualche piccolo, piccolo segnale?



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18 febbraio 2014

Ora vi spiego perché Matteo Renzi non ce la farà mai

Ora vi spiego perché Matteo Renzi non ce la farà. Non perché ha una maggioranza fragile e Alfano lo ricatterà. Non perché Civati fa le bizze e vorrebbe, dall’alto della sua piccolissima percentuale, contrattare sul governo. Non perché pare non trovi un buon ministro dell’economia. No, il motivo vero è che ormai per far ripartire l’Italia bisognerebbe smontare tante e tali assurdità normative, tante e tali controsensi legislativi, tanti e tali burocrati folli ben saldi ai loro posti di comando, tante e tali abitudini incancrenite, che nemmeno Voldemort alleato a Harry Potter ce la farebbe. Riformare il nostrano Ministero della magia è impossibile, se siamo in questa situazione:

desideriamo sottoporre alla Sua cortese attenzione il modello di dichiarazione riportato sul fronte della presente, che va utilizzato al fine di adempiere a quanto previsto dalla Legge Finanziaria 2005 (Legge 30/12/2004 n. 311). Tale Legge, all'art. 1, commi 332, 333 e 334, impone a tutte le Società che svolgono attività di somministrazione di energia elettrica, gas e servizi idrici, di richiedere ai Clienti ì dati catastali identificativi dell'immobile presso cui è attivato il contratto di fornitura. Il modulo deve essere compilato dall'intestatario del contratto di fornitura, anche se diverso dal proprietario dell'immobile (inquilino, comodatario, titolare del diritto di abitazione, ecc.).

La dichiarazione sopra menzionata, debitamente compilata e sottoscritta, deve essere restituita, tramite il servizio postale, al seguente indirizzo: Enel Energia S.p.A. CASELLA POSTALE 8080 - 85100 POTENZA.

Per assicurare la tempestiva acquisizione dei dati da Lei indicati. La preghiamo, comunque, di restituire il modello entro 30 giorni dalla sua ricezione. Enel Energia S.p.A., una volta ricevuta questa dichiarazione, procederà alla trasmissione dei dati in essa contenuti all'Anagrafe Tributaria, così come stabilito dalla stessa Legge Finanziaria 2005, dal provvedimento dei Direttori delle Agenzie delle Entrate e del Territorio del 16 Marzo 2005 e dal Provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate del 2 Ottobre 2006.

Considerata l'importanza dell'adempimento richiesto dalla Legge, La invitiamo a leggere con attenzione le istruzioni e a compilare la dichiarazione in tutte le sue parti, precisandole che Enel Energia S.p.A. provvedere all'invio dei dati dichiarati, rimanendo estranea ad ogni responsabilità nel caso in cui la dichiarazione richiesta non venga prodotta dal Cliente, ovvero venga resa in modo incompleto o con indicazione di dati non corretti.

Si fa presente al riguardo che, qualora venga omessa la dichiarazione dei dati catastali da parte del Cliente ovvero qualora tali dati siano comunicati in maniera inesatta, l'Amministrazione finanziaria potrà applicare al Cliente la sanzione amministrativa da € 103 ad € 2.065 (art. 13 del D.P.R. 29/9/1973 n. 605). La informiamo inoltre che, in base a quanto previsto dalla Circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 44/E del 19/10/2005, nell'ipotesi di mancata comunicazione dei dati catastali da parte del Cliente, Enel Energia S.p.A. è tenuta a farne segnalazione all'Agenzia delle Entrate, per i controlli fiscali a carico del Cliente stesso. Per eventuali ulteriori informazioni riguardanti la normativa che prevede l'obbligo di comunicazione dei dati catastali, potrà rivolgersi direttamente agli uffici dell'Agenzia delle Entrate oppure consultare il sito internet dell'Agenzia delle Entrate wvw.aqenziaentrate.qov.it.

Quella qui sopra è la lettera che ti mandano ogni volta che, usando la possibilità offerta dalla liberalizzazione del mercato elettrico, cambi fornitore di energia per risparmiare un po’. Ci sono almeno due cose veramente favolose in questa missiva.

Prima cosa, te lo chiedono tutte le volte, tutti i fornitori. Come se non potessero passarsi l’informazione come si passano gli altri dati del contratto. Ma questo è il meno.

Perché, seconda cosa, con la finanziaria 2005 l’allora governo Berlusconi, immagino allo scopo di far finta di lottare contro l’evasione fiscale, si è inventata una procedura di superba bizzarria:

1. Tu comunichi a una ditta privata (il produttore di energia) i dati catastali dell’immobile.

2. Il produttore deve gestire questi dati e comunicarli all’Anagrafe Tributaria (ovviamente si tratta di un modulo cartaceo, poi letto tramite riconoscimento di caratteri. Sicuramente con qualche scarto ed errore. Insomma un processo che genera un po’ di lavoro di “riconciliazione dati” più o meno manuale).

3. L’Anagrafe Tributaria acquisisce questi dati e, immagino, forse li incrocia con la tua residenza per vedere se è davvero prima casa e se hai diritto alle relative tariffe elettriche.

Ecco, l’Anagrafe Tributaria ha bisogno che tu, attraverso la mediazione di un’impresa privata, gli comunichi i dati catastali del tuo immobile, perché evidentemente non è in grado di chiederli al Catasto (più o meno ubicato nello stesso palazzo e che utilizza lo stesso sistema informativo gestito da almeno trent’anni dalla SOGEI), o al tuo Comune di residenza. Peraltro, in barba al criterio stabilito fin dalla legge Bassanini (che ha solo 24 anni, visto che è del 1990) secondo la quale le amministrazioni non devono chiedere dati al cittadino quando un’altra amministrazione li abbia già raccolti, ma parlarsi tra loro.

Poi dice che le imprese private si lamentano degli adempimenti burocratici cui sono costrette. Per non dire di noi poveri mortali che dobbiamo tirar fuori per la millesima volta il nostro bravo documento catastale e ricopiarne fedelmente i dati sull’ennesimo modulo, assieme a nomecognomecodicefiscaledataeluogodinascitaindirizzodiresidenzacapcittàeprovincia.

Forse non capisco, forse mi sbaglio. Ma il mio sospetto è che no, non ce la faremo mai.



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2 febbraio 2014

Sei mesi o quattro anni



La posta certificata ha fatto il suo effetto e, dopo qualche giorno, il Comune ha risposto alla mia richiesta di informazioni sul PGTU, di cui avevo parlato qui. Potete leggere sotto la risposta, corretta e gentile, dalla quale si capiscono alcune cose fondamentali:

·        Il Piano Generale del Traffico Urbano è agli inizi del suo percorso, e i piani di dettaglio non ci sono ancora.

·        Dopo la consultazione dei Municipi, il percorso proseguirà ancora a lungo (per quanto non mi è chiaro) fino all’approvazione del piano con i suoi documenti di dettaglio.

·        Il piano è, dichiaratamente, “uno strumento di mero indirizzo”, quindi presumo non saranno inclusi nel piano strumenti attuativi e quadro delle risorse.

Nel frattempo, come previsto, il 31 gennaio il piano è stato presentato e i giornali hanno parlato del futuribile centro di Roma tutto elettrico e pedonale immaginato da Marino.Salvo tornare sulla terra il giorno dopo, causa nubifragio e duro scontro con la realtà.

In realtà, nel piano alcuni impegni temporali ci sono, anche se vaghi: 20% di trasporto pubblico in più in 4 anni, ad esempio. Però noi cittadini comuni, dopo anni di attesa e con una situazione ormai disperante, vorremmo avere qualche informazione e qualche certezza in più. Un piano quadriennale suona come l’ennesimo sogno. Vedessimo qualche piccola realizzazione entro sei mesi, magari potremmo credere anche ai passi successivi.


 


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