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Strategie per far fuori il PD nella culla

Con grande buona volontà interpretativa, e non senza ragioni di merito, Filippo argomenta sul fatto che il brano sulla laicità della bozza del manifesto dei valori del PD non è così clericale come lo si è voluto dipingere.
Concorderei volentieri, molto volentieri. Studio con interesse, e non da ora, la dottrina sociale della chiesa, e vi scorgo moltissime cose interessanti ed utili. Molte cose che possono servire a lottare contro gli aspetti iniqui della modernità.
Concorderei volentieri, se con il voto sul registro delle unioni di fatto ieri a Roma, non si fosse toccato con mano che non di sottili disquisizioni e di letture serie e complesse della realtà delle religioni si tratta, ma solo di un "arrampicarsi sugli specchi" per lasciare che il PD sia preda, nei fatti, di una triste deriva clericale.
Perché consentire a due omosessuali di firmare su un registro pubblico per dire che vivono insieme non è una scelta "eticamente sensibile", ma una cosa ovvia, pacifica, importante perché riconosce dei diritti, ma i sé e per sé talmente banale da essere perfino un po' scema. E se di fronte a una cosa del genere la gerarchia vaticana e la CEI, il vecchio Ruini e la Binetti fanno le barricate, appoggiati da quei morti di sonno di Milana e Ciarla (i nostri due capi "provvisori" del PD romano), e non contrastai ahimè - suppongo per "ragion di stato" dal mio stimatissimo Uòlter, allora vuol dire che questi teodem non solo non cercano il dialogo, ma piuttosto vogliono semplicemente sconfiggere qualsiasi principio di laicità in nome del loro supposto e indimostrabile "diritto naturale".
Vorrei che qualche cattolico, finalmente, rispondesse a queste domande che trovo chiarissime e alle quali non ho ancora sentito risposta alcuna.
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Sono strategie per far fuori il PD nella culla? In fondo, chi ha scommesso nel PD, ha scommesso anche sulla sincera capacità nel dialogo e nella contaminazione. Ha immaginato che un partito maggioritario dovesse essere capace di contenere anche posizioni diverse fra loro, ma senza che questo dovesse significare, nei fatti, intolleranza. Perché siamo sempre al solito punto: se ci sono principi non negoziabili per i cattolici, allora saremo costretti a definire principi non negoziabili anche per i laici, e per i non credenti, e per i musulmani, e per i valdesi.....

Pubblicato il 18/12/2007 alle 10.19 nella rubrica Politiche.

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