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L'atala rossa di Stalin

Come avevo raccontato qui, mi hanno rubato la mia vecchia e amata bici.
Il 9 febbraio, giorno del mio compleanno, mi sono regalato questa nuova Atala.



La marca è la stessa, e non è un caso. Anche se sono stato affascinato da una bellissima ibrida d'occasione trovata da Dechatlon, alla fine l'idea di non avere più una bici come quella di Nick Martello sarebbe stata deprimente.
Certo, la mia non è la mitica Atala rossa di Stalin di cui favoleggiava Daniele Panebarco (la mia, ahimè, è nera e argento come va di moda adesso). Ma è pur sempre una gloriosa e padana Atala. Solida, con il telaio di forma tradizionale, e la sola concessione del cambio Shimano, che trovare un Campagnolo su biciclette a medio prezzo è ormai impresa disperata.



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E così, anche grazie alla finalmente quasi terminata pista ciclabile della Cristoforo Colombo, che mi porta dalle Mura Aureliane fino alla Laurentina, sto andando al lavoro in bici, senza nemmeno più prendere la metropolitana.

Pubblicato il 13/2/2008 alle 21.59 nella rubrica Le BeDe!.

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