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Blog VS Facebook

Certo, Facebook ha i suoi lati positivi. Sicuro, l'effetto virale delle cose che fai è assicurato o comunque più facile. Pensa ad esempio al successo degli autoconvocati per l'elezione diretta del segretario del PD di Roma. E' comodo linkare cose, è comodo e a volte divertente curiosare su ciò che fanno gli altri (il famoso “stato”). Vedo che anche gente che prima non faceva granché con la rete, con questo strumento inizia a farlo.

Però, se già la proliferazione dei blog, il reticolo dei commenti dei blogroll, stava diventando un generatore di distrazione e deconcentrazione, di frammentazione dell'informazione e di confusione mentale, Facebook moltiplica per mille quell'effetto. Senza, in fondo, avere il vantaggio del blog.

Perché il blog personale è pur sempre tuo, è pur sempre in qualche modo un sito, ti senti responsabile di quello che ci metti dentro in modo diverso da quel che succede in Facebook, anche se teoricamente potrebbe essere la stessa cosa. Alla fine, è su un blog che viene voglia di scrivere pensieri seri, idee complesse, esercizi di stile. E' sui blog di chi conosci che viene voglia di inviare commenti magari chilometrici, lanciarsi in discussioni e litigate feroci e feconde.

Su Facebook, al massimo, cazzeggi un po'.

Pubblicato il 11/12/2008 alle 13.49 nella rubrica Tecniche.

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