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Non ce la possono proprio fare

Visto che l'autorizzazione all'arresto di Margiotta è stata negata (e sarà negata immagino anche la possibilità di procedere per Bocchino e Lusetti, su prove ben più gravi), il danno è fatto.

Perché noi che mastichiamo pane e politica da sempre lo sappiamo benissimo che l'autorizzazione all'arresto è cosa diversa dall'autorizzazione a procedere, che la commissione in teoria giustamente deve intervenire nel merito dell'eventuale "fumus persecutionis". Ma là fuori, la metà degli elettori che avevano votato PD ad aprile e ora non ci hanno più votato, non lo sa. Non gliene frega nulla di questi dettagli giuridici, del merito delle cose. Vuole la prova provata che noi non siamo ladri come quegli altri, non ci crede più. E' la stessa medesima china del PSI di Craxi, ci piaccia o no.

Per uscirne, occorrono atti eclatanti. Il più semplice dei quali è dire una cosa del tipo: noi non sappiamo se il deputato, il senatore, l'amministratore X è colpevole, anzi magari siamo convinti che sia innocente. Ma qualunque dei nostri sia indagato si metterà per definizione a disposizione della magistratura, non ostacolerà le indagini. E se non vuole farlo, è espulso dal partito. Poi, se e quando sarà assolto, sarà riammesso con tutti gli onori e potremo pure fare sberleffi ai giudici "giustizialisti". Ma ora non è tempo di sottili distinguo, giusti che siano. Coi sottili distinguo chiudiamo anzitempo questo partito, e consegniamo l'Italia alla destra (che può permettersi di avere indagati in numero esorbitante senza pagare il fio) per i prossimi vent'anni.

Ma già lo so che questi nostri dirigenti non ce la possono fare a decidere una cosa così semplice. Perché sono incistati e incastrati in un mondo lontano. Perché forse ormai preferiscono andare al disastro salvando apparentemente il proprio posto, piuttosto che dare un futuro a quella che era davvero una bella idea di partito nuovo.

Non disperiamo, però. Primo perché gli altri fanno talmente pena che non riusciranno ad approfittarne fino in fondo. Secondo perché il mondo si muove in fretta, e magari finisce per trascinare anche l'Italia. Terzo perché bisogna sempre avere lo sguardo lungo, saper guardare oltre la contingenza di questi brutti giorni. Fra un'oretta mi vedo con gli autoconvocati romani. Sabato con iMille. Il futuro c'è, da qualche parte. E' ora di trasformarlo in presente. Un altro PD è possibile?

Pubblicato il 18/12/2008 alle 17.17 nella rubrica Politiche.

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