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In difesa dei giovani turchi?

Ormai c’è una generazione di sinistra superficiale che, alimentandosi della velocità internettara, è totalmente incapace di qualunque sforzo di approfondimento. Per costoro, un documento politico che richieda più di due minuti per essere letto è “una cosa anni ‘70”, una “palla”, e via andando.

Insomma, mi è toccato difendere il documento dei “giovani turchi” pubblicato da ilPost, sia nel metodo e sia, almeno in parte, nel merito. Perché la politica è anche approfondimento, riflessione e fatica, non solo declamazioni vaghe e possibilmente rapide. Questi i miei due commenti, sul Post e da Mantellini:

La cosa più triste sono molti dei commenti qui sopra. Quanta superficialità e quanto squallore. Criticare il contenuto, le interpretazioni della storia italiana recente proposti dal documento è lecito e e pure giusto – io trovo sballatissime alcune spiegazioni ed alcune posizioni politiche di quel documento. Ma limitarsi a dire che è “palloso”, “anni ‘70? ecc. non significa tanto fare gli snob, quanto rendere evidente che questa società internettara dei tempi rapidissimi e della disattenzione pretende sempre, dalla politica, risposte superficiali e rapide, senza profondità. Perché pretende di non faticare, di avere un bel menu di risposte facili facili, proposte da un leader carismatico che semplifica a dovere il messaggio. Salvo poi incazzarsi perché il programma è privo di contenuti. Salvo poi incazzarsi di nuovo perché il programma è troppo lungo, signora mia che fatica leggerlo. E poi di nuovo incazzarsi perché non ci sono i contenuti…. Per favore, proviamo a contestare nel merito le opinioni di questo documento, e magari tentiamo perfino di condividere ciò che in esso c’è di buono, invece di continuare nel giochino degli schieramenti a priori. I mediaticamente efficacissimi Renzi e Civati che idea hanno del “blocco sociale” di riferimento del PD? Che idea hanno della società e dell’individuo? Che idea hanno delle politiche della produttività e della redistribuzione della ricchezza? Mi piacerebbe saperlo, davvero. Mentre almeno leggendo questo documento so – e non condivido affatto tutto, ma almeno so – cosa ne pensano di queste cose assai importanti Gualtieri, Fassina, Orfini e compagni.


Da storico e feroce antidalemiano, vorrei far notare ai supponenti commentatori e anche all’autore del post che: 1) ha ragione sate, si tratta di un documento politico per politici 2) ogni tanto, servono anche i documenti politici per politici, perché una classe dirigente degna di questo nome ha bisogno di approfondimento e riflessione, non solo di propaganda e semplificazione 3) se vi affaticano 7 pagine ben strutturate, si vede che la disattenzione internettara - mai più di 2 minuti su una pagina - vi ha già travolto. Peggio per voi 4) @Toraldo: non è un doc antiberlusconiano, anzi lo è molto meno della classica vulgata moralistica sull’Italia strutturalmente ladra che gira in rete, nell’IdV e fra i grillini. E l’interpretazione che da, che è anche autocritica, non è affatto facilmente condivisibile da tutti.

Pubblicato il 14/9/2010 alle 14.27 nella rubrica Politiche.

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