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Il 14 dicembre



Il 14 dicembre 2010 rischia di essere ricordato come il momento nel quale Berlusconi si sarà avviato al definitivo e duraturo controllo totalitario dell’Italia. La sconfitta delle opposizioni in quella data sta portando rapidamente allo sfaldamento del sogno di una nuova destra liberale e legalitaria, simile a quella degli altri paesi sviluppati, come si dice sempre.

Il fatto è che, anche se Fini non poteva ormai che provare a barattare il domani con il dopodomani, il suo progetto è destinato ad un triste fallimento per almeno due motivi convergenti.

Primo, Berlusconi è il primo politico al mondo che può letteralmente comprare il consenso che gli serve. Un potere dei soldi così concentrato è una novità assoluta e devastante.

Secondo, in Italia non esiste minimamente una opinione pubblica o un blocco sociale che abbia in testa la “destra moderna ed europea” che qualcuno sogna. Le masse di destra nostrane sono semplicemente e stabilmente forcaiole, e le classi dirigenti (industriali, manager, ecc.) che dovrebbero avere interesse a una politica di destra davvero liberista, o sono pavide, o sono squallide, o incapaci.


Affidarsi all’illuminismo di destra per far fuori il caimano è altrettanto illusorio che affidarsi all’illuminismo di sinistra, allo strillare davvero radical-chic stile Giustizia e Libertà.

Resta la speranza a lungo termine della mobilitazione delle donne, e il lavoro altrettanto a lungo termine della ricostruzione di una proposta politica e di una nuova credibilità per il PD.

Pubblicato il 18/2/2011 alle 14.7 nella rubrica Politiche.

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