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Mi vengono in mente idee che non condivido (*)

Certo, siamo tutti per le energie rinnovabili e contro il nucleare. Li abbiamo sentiti e detti tutti, in ordine sparso o meno, gli argomenti contro il nucleare. E passi che alcuni di questi argomenti, come quelli scritti ieri da Pirani, siano ben poco fondati.

Però perdonatemi, ma comincio a non sopportare più quelli che dicono no al nucleare e gli contrappongono un fantastico mondo di rinnovabili per tutti, senza fare i conti con la realtà, semplificando tutto a un problema di volontà politica e di spostamento degli investimenti.


Non li sopporto più non tanto perché non considerano che le rinnovabili attuali costano ancora troppo - che è un problema ma non è irrisolvibile - quanto perché spesso sono le stesse persone che strillano perché i campi solari “tolgono spazio” all’agricoltura e i campi eolici, signora mia, quanto distruggono il paesaggio. Secondo loro bastano i pannellucci sui tetti, e magari magari il mini eolico da giardino, meglio se disegnato da un bravo designer.

E sono gli stessi che non si preoccupano di spegnere il riscaldamento invece di aprire la finestra quando arriva la primavera.


Debora, giustamente esasperata, dice che gli italiani se lo meritano il nucleare, vista la loro incapacità di capire. Di capire non solo che se non si vogliono le centrali, bisogna sostituirle con qualcosa oppure (o anche) consumare davvero meno. Ma anche di capire che il picco del petrolio e la crisi energetica mondiale richiedono scelte non proprio indolori.


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Ci mancherebbe, l’idea che l’acqua del rubinetto venga usata per ingrossare i profitti di antipatiche e ben poco etiche multinazionali ci fa abbastanza schifo. Le abbiamo viste all’opera nel terzo mondo, e la cosa non ci è piaciuta affatto. Quindi per combatterle diciamo giustamente che l’acqua è un bene comune, un bene pubblico. E tentiamo di impedire la privatizzazione obbligatoria dei gestori del servizio.


Tutto bene, però qualcuno mi deve ancora spiegare - davvero, vorrei che qualcuno dei sostenitori del referendum lo facesse - come si farà, una volta abrogata la possibilità di remunerare il capitale investito (quesito 2), a fare in modo che qualche banca presti alle aziende pubbliche di gestione i soldi necessari per i grandi investimenti in infrastrutture che servirebbero (lo dicono tutti, proprio tutti...) a mettere in sicurezza il nostro sistema idrico e a smettere di sprecare acqua potabile in gran quantità. Senza interesse e per beneficenza?


(*) Altan

Pubblicato il 5/4/2011 alle 11.26 nella rubrica Politiche.

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