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Quindi, dalla storia non si impara niente

 

Quindi. L’abolizione dell’IMU è un sostanziale falso, nel senso che riguarda solo l’anno in corso. In pratica è un una tantum. Anzi, a ben vedere riguarda solo la prima rata, perché per la seconda si deve aspettare che trovino le risorse entro il 15 ottobre. Poi dall’anno prossimo si avrà la service tax, per ora misteriosa. Probabilmente meno giusta e meno progressiva dell’IMU attuale, se si continua così. La pagheranno anche gli inquilini, ossia gli sfigati e i più giovani, per detassare un po’ i ricchi e vecchi. Ma si sa, i vecchi votano e sono iscritti ai sindacati, i giovani votano sempre meno, e ai sindacati non possono iscriversi per mancanza di lavoro…

Però il risultato è ottenuto, il PDL può sbandierare il successo, Letta può dire che il governo non ha scadenza, il PD può arrovellarsi e giustificarsi mentre i militanti tutti gli urlano contro, sempre più depressi, e il povero Fassina si arrampica sugli specchi con una dichiarazione peraltro formalmente del tutto corretta – ma che importa, ora?

Checché se ne dica, inoltre, ci si prepara allegramente ad adottare qualche cosa di simile al “lodo Violante” per rimandare, assieme all’IMU, anche la decadenza di Berlusconi. Il governo, infatti, non ha scadenza.

Intanto, Obama celebra Martin Luther King e contemporaneamente si avvia a fare l’ennesima illusoria guerra lampo. Con qualche piccola contraddizione, mi sembra.

Sembra proprio che nessuno riesca mai a imparare qualcosa dalla storia passata. La coazione a ripetere gli stessi errori sembra la cifra del presente.

Pubblicato il 28/8/2013 alle 20.57 nella rubrica Pillole.

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