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Forconi


Doverosa premessa: il camionista è un gran brutto e stressante lavoro. Non invidio chi lo fa anche nei (rari) casi nei quali diventa ricco a forza di viaggi.

Detto questo, questa storia dei forconi è sostanzialmente una storia di sussidi distribuiti da anni e anni ai “padroncini” dell’autotrasporto dalle generose casse statali. Sussidi che, sulla base del ricatto occupazionale e dell’incapacità di riorganizzare e rendere più efficiente il sistema dei trasporti, hanno mantenuto in vita aziende inefficienti o sottodimensionate (peraltro, con effetti deleteri anche in termini di sostenibilità ambientale del nostro sistema dei trasporti)

Si tratta di lavoratori autonomi ma, in sostanza, è una storia simile a quella di tante aziende decotte dove la soluzione per gestire il problema sociale dei licenziamenti è stata trovata con il prolungamento fino all’accanimento terapeutico della cassa integrazione, prima ordinaria, poi straordinaria, poi in deroga, poi con trucchi vari. Mantenendo inutilmente il personale ad invecchiare e de-professionalizzarsi nell’illusione di restare legato all’azienda.

Quando, sia nel caso della cassa integrazione eterna, sia in quello del sussidio eterno al trasporto su gomma, ci si rende conto che continuare così non è possibile (continuare così, ossia scaricare sulle casse pubbliche una spesa che avrebbe potuto essere risparmiata riducendo il debito o utilizzandola per qualcosa di meglio), si scopre che la soluzione non c’è più. O che è talmente difficile da portare alla disperazione.

In entrambi i casi, il ruolo di uno Stato moderno dovrebbe essere quello di dare un sostegno al reddito associato a un percorso di formazione per trovare un nuovo lavoro, non di sprecare soldi per sussidiare attività che non hanno e non avranno mai più sostenibilità. La cassa integrazione era pensata per gestire brevi congiunture. I sussidi ai trasportatori per resistere a impennate temporanee dei prezzi del gasolio. Entrambe si sono trasformate in una specie di droga del sistema, o se preferite di accanimento terapeutico.

Dovremmo davvero provare ad uscirne.


Pubblicato il 11/12/2013 alle 20.26 nella rubrica Pillole.

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