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Intelligence

Leggo con qualche ritardo che ilsignoredeglianelli riporta approvando la polemica sull'intelligence e la sinistra, avviata dal Foglio e dal Corriere. Consiglio a tutti quelli che si considerano liberali, alfieri delle libertà e della democrazia occidentale, e strenui nemici del terrorismo (tutte caratteristiche che mi accomunano al signoredeglianelli), l'attenta lettura di Barbara Spinelli ieri su La Stampa. La quale attacca anche sottilmente l'Annunziata che sullo stesso gionrale aveva fatto il semplificatorio paragone del picciotto.
Oltre alla consigliata lettura completa, tre citazioni:
L'uso dei servizi americani o europei per fronteggiare il terrorismo, su cui oggi si discute non solo in Italia ma nel mondo, non avviene in alternativa alla guerra iniziata da Washington e i suoi alleati dopo l'11 settembre 2001. È un uso che avviene dentro la guerra, che è un suo complemento, e che ha mutato volto nel momento in cui dalla tregua si è passati all'offensiva militare. Ciò di cui si discute non è l'opportunità o meno di ricorrere all'intelligence - e a una cooperazione stretta, riservata, tra occidentali - ma è il metodo che l'intelligence Usa predilige da quattro anni, gli ordini che le sono impartiti dal potere politico, la natura della cooperazione fra occidentali, e gli effetti che tutto ciò ha sulla battaglia antiterrorista e sulla sua efficacia.
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La seconda questione riguarda l'utilità di questi nuovi paradigmi e gli effetti che possono produrre. Sono effetti che rischiano d'annientare lo scopo che la guerra idealmente e ideologicamente si propone: l'estensione nel mondo di democrazia e diritti. Facendo affidamento su Paesi che praticano la tortura, non s'estende alcunché ma si spinge anzi questi Stati a preservare abitudini brutali rivelatesi così preziose per l'occidente. I mezzi inquinano il fine irrimediabilmente, come già s'è visto in altri totalitarismi.
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È una strategia non pratica, quella odierna dell'intelligence: non intelligente, tarda di cervello, non è neppure vincente. Non lo dicono solo i pacifisti e parte delle nostre sinistre. Lo dicono democratici vicini alle forze armate come John Murtha, senatori repubblicani come John McCain, e gran parte dell'esercito americano e degli stessi servizi.

Pubblicato il 5/12/2005 alle 14.43 nella rubrica Diario.

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